Sono passate poche ore dall’elezione dei due Presidenti di Camera e Senato e già si sta profilando, nella logica dello scambio tra le forze politiche del centrosinistra, l’elezione di un ex comunista al massimo scranno delle istituzioni repubblicane.
Crediamo non possa non attraversare il pensiero di chi si “occupa” di politica il sospetto o la oramai consolidata certezza, che il buon D’Alema, presidente dei Ds, con la sua rinuncia alla presidenza della Camera dei Deputati, stia già studiando da Presidente della Repubblica.
Il risiko è chiaro e cristallino, e si vede prospettare per l’Italia uno scenario alquanto inquietante e offensivo nei suoi valori più profondi di libertà e democrazia.
Non deve apparire offensivo pensare che un ex comunista non possa sedersi a così alta responsabilità e alla massima autorità morale e istituzionale del Paese; e tuttavia, questo figlio della cultura marxista non possiede né meriti, né tantomeno può contare, a nome e per conto del suo partito, di rappresentare anche l’altra metà degli italiani.
Non può invocare la moralità di uno dei suo massimi esponenti, il compianto Berlingur, che inneggiava alla moralità e gridava contro le “corruzioni della politica” nel mentre si faceva finanziare a suon di dollari dall’Unione Sovietica, che tramava e istallava missili verso l’Occidente. Il suo successore non fece di meglio, invocando il cambiamento con la scelta della linea della “Bolognina” e al cambio di nome da comunisti a … perchè costretti dalla rapida caduta del muro di Berlino.
L’elenco sarebbe lungo ma per rispetto dell’intelligenza e della memoria degli italiani ricordiamo solo questi fatti rilevanti.
Con l’elezione di due campioni del sindacalismo italiano, si è toccato il fondo e la voragine si rappresenta in tutta la sua gravità.
Un ex democristano di sinistra approda alla seconda carica dello Stato con le responsabilità che hanno accompagnato il suo mandato di esponente sindacale che ha avuto anche un ruolo nella vicenda del taglio dei punti di contingenza, operata – solo grazie alla testardaggine e alla grande strategia di un politico riformista come il Presidente del Consiglio di allora, Bettino Craxi, che si impose rispetto a tutti – ma che oggi, unito al suo collega alla Camera, responsabile dell’occupazione della Fiat negli anni Ottanta favorendo la marcia dei Quarantamila, portano assieme le gravi responsabilità dello sconquasso delle casse pubbliche.
Autori di gravi scontri e lotte sindacali, governate con lo scaricabarile nel debito pubblico, dove i conflitti sindacali venivano risolti – nell’irresponsabilità più generale delle parti sociali, associazioni datoriali comprese – sulla voragine del debito pubblico.
Non possono, queste due elezioni, non ingenerare preoccupazione per come governeranno, assieme al loro leader del centrosinistra, la politica economica italiana. Quali scenari si prospettano tra esponenti che incarnano, se pur con percorsi diversi, un pensiero fondamentalista e peronista che rischierà di far saltare i conti del paese e allarmare i mercati con le ovvie conseguenze del caso.
Mai prospettiva è così tragica per il domani, meditate gente, meditate e cominciamo…non ad armarci, ma attrezzarci, sì!
Renzo Vernier

Ci staimo attrezzando ,non ci sono dubbi….quello che purtroppo resta un grosso dubbio è se gli italiani siano ancora disposti a”meditare”. Gli italiani che sembrano aver dato ragione a Prodi che proclamava “gli italiani vogliono le regole” ,al tempo stesso sottacendo su due fatti importantissimi :che le regole erano le sue , in primis ; e secondariamente ,ma non tanto ,che caratteristica nazionale sembrerebbe invece quella di infischiarsene ,normalmente, delle regole in genere ! Gli italiani che non hanno meditato per niente sul fatto che il buon Prodi abbia personalmente profittato ( prima di sbandierane la critica ) della gratuità berlusconiana delle donazioni familiari(e successioni); e che la stesso Prodi- in materia di disposizioni nel proprio interesse – abbia fatto decretare a proprio favore un suntuoso appannaggio mensile ,da durare anche dopo la sua uscita di carica dalla Comunità Europea(pensione extra ,che paghiamo noi ) ; e magari sul fatto che ,in materia di conflitto di interessi ,i nostri “onorevoli” si auto-gratifichino di appannaggi sempre crescenti ,deliberati anche in periodi di “vacche magre” per il Paese ……
Su cosa dovrebbero dunque meditare gli italiani , a questo punto ?…….Questi sono i miei dubbi !