Il 3 e 4 ottobre si vota anche a Siena per il seggio vacante alla Camera, e candidato del PD – senza simbolo di partito – è il segretario del partito stesso: Enrico Letta. Egli – tornato in tutta fretta da Parigi, dove a detta sua viveva da re – in tutta fretta vorrebbe mettere in cascina lo scranno di deputato. Perché, come si sa, del futur non v’è certezza. Peraltro, dopo cinque anni, non si va certo al voto amministrativo in tutta fretta, ma ovunque i partiti hanno stentato o forse anche evitato di trovare un’alleanza, procedendo sì come in ordine sparso. Dicono che la gatta frettolosa faccia i gattini ciechi. Qui di gattini ciechi se ne contano a bizzeffe, ma della gatta non vi è più traccia. Sarà stata presa dal drago, in attesa di un nuovo re o principe che la liberi e la conquisti. Ma, questo, è lecito dirlo senza infrangere la regola attualmente sovrana del politically correct? Di persona personalmente, come direbbe Catarella, me ne assumo siffatta gravosa responsabilità, e quindi lo dico… Ve lo dico, ve l’ho detto, ve lo torno a dir di nuovo e se voi non capirete teste d’asino sarete.
Angelo Giubileo

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