Sono impegnati ne “I Liberali”, tra gli altri, Carlo Scognamiglio, presidente emerito del Senato, gli ex ministri, Renato Altissimo, Alfredo Biondi, Giuliano Urbani, l’ex presidente dell’autorità per l’energia, Alessandro Ortis, il sen. Enrico Musso.

Sono impegnati ne “I Liberali”, tra gli altri, Carlo Scognamiglio, presidente emerito del Senato, gli ex ministri, Renato Altissimo, Alfredo Biondi, Giuliano Urbani, l’ex presidente dell’autorità per l’energia, Alessandro Ortis, il sen. Enrico Musso.
Il movimento è portatore dell’eredità autentica del liberalismo italiano e allo stesso tempo intende dare rappresentanza alla forte domanda di liberalismo espressa dalla società civile e non soddisfatta dall’attuale
offerta politica.
Due gli obiettivi prioritari:
1) il rilancio dell’economia attraverso la riduzione del peso dello Stato, delle tasse e della spesa pubblica ed una nuova stagione di privatizzazioni,
2) le riforme istituzionali per dare reale rappresentanza ai cittadini e ridurre i costi della politica e il peso dell’apparato burocratico.
Nel mese di marzo ci sarà la presentazione ufficiale del nuovo soggetto politico a Roma e nelle principali città italiane.

Condivido pienamente quanto scritto da Mario Rampichini.
Un partito esiste quando si fanno le amministrative sui territori, quando si hanno consiglieri comunali ecc…non certamente quando si inseriscono in una lista una decina di nomi e si tenta poi di tornare in Parlamento con simboli vuoti.
La casa dei liberali è e resterà il PLI come in tutti i paesi d’Europa il Partito Liberale.
Se vi sono così tanti liberali che costruiscano i nuovi liberali nel PLI .
Si tratta dell’ennesimo tentativo di creare un altro partito liberale, destinato al fallimento, come tutti quelli che lo hanno preceduto. Purtroppo i liberali non hanno ancora imparato che, per contare qualcosa – e i lettori di questo periodico ben sanno quanto ce ne sia bisogno! – devono riunirsi e non continuare a disperdersi.
I personaggi nominati, tranne Ortis e Urbani, sono tutti transfughi del Partito Liberale Italiano. Dovrebbero tornare e, se non gradiscono l’attuale Direzione e la sua politica, battersi per rinnovare il PLI dall’interno e non per distruggerlo dall’esterno.
P.S. Enrico Musso non è senatore ma ex-senatore, a meno che ieri sia stato nominato senatore a vita.