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Economia e ambiente: energia e aria

Punto e a Capo si propone di promuovere accordi di programma fra i diversi enti territoriali per coordinare le politiche necessarie al contrasto delle emissioni in atmosfera.

di Gaetano Santonocito | 14 Gennaio 2019

Sul fronte della transizione energetica e della qualità dell’aria le città italiane mirano a risultati ancora più ambiziosi rispetto a quanto imposto dalle direttive europee:

per l’energia raggiungere nel 2025 (e non nel 2030) la riduzione delle emissioni di gas serra del 40% rispetto ai livelli del 1990, migliorando l’efficienza energetica del 30% e producendo il 27% dell’energia da fonti rinnovabili (siamo al 17%)

In tema di qualità dell’aria è guerra dichiarata alle polveri sottili:

si punta entro il 2025 al rispetto del limite massimo stabilito dall’OMS per il particolato sottile (10 μ/mc, più restrittivo di quello europeo: 25 μ/mc al 2015; 20 μ/mc al 2020). Per farlo servirà  prendere come riferimento e mettere a sistema i Piani regionali e il Piano congiunto Governo – Regioni della Pianura Padana del 2013, applicando all’area fiorentina i medesimi principi per valutare l’efficacia delle azioni adottate nei diversi ambiti (trasporti, industria, agricoltura, energia). Sebbene la Toscana ed il comprensorio di Firenze non presentino densità industriale e relativo impatto ambientale della pianura padana, l’uso in percentuale più consistente del mezzo privato e la concentrazione di Bus Turistici in congiuntura con i lavori per le nuove linee della Tramvia portano a tassi di PM10 e PM0,25 (nanopolveri ancora più pericolose perchè direttamente assimilabili dal nostro sistema ematico) estremamente alti

5) QUALITÀ DELL’ARIA  (LEGATO A TRANSIZIONE ENERGETICA E SUA LOGICA CONSEGUENZA)

Punto e a Capo si propone di promuovere accordi di programma fra i diversi enti territoriali per coordinare le politiche necessarie al contrasto delle emissioni in atmosfera, con misure di livello locale (traffico urbano e regolamentazioni in  ZTL, congestion charges) ma anche strutturali (es. incentivi rinnovo impianti riscaldamento e per la mobilità sostenibile).

Necessario anche il rafforzamento dei sistemi di monitoraggio locale con strumenti di analisi dei dati per la previsione di picchi di inquinamento e la programmazione anticipata degli interventi di contrasto (blocchi del traffico per Euro 0-1-2-3-4). Ogni giorno nel mondo il 93% dei bambini respira aria inquinata, in casa e fuori. Lo smog contribuisce ogni anno (direttamente o indirettamente) alla morte di quasi 600mila minori: nel 2016 sono stati 543mila (sotto i 5 anni). L’Italia fa parte dei Paesi con la qualità dell’aria peggiore: il 98% dei bambini piccoli è esposto a livelli troppo alti di polveri ultrasottili (PM2,5). Lo afferma il rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), presentato in occasione della prima Conferenza globale sull’inquinamento dell’aria e la salute a Ginevra. Il problema, sottolinea il documento, riguarda soprattutto i Paesi in via di sviluppo ma anche quelli ad alto reddito, dove la percentuale è mediamente superiore al 50%. Firenze ha un coefficiente d’ uso di auto pro capite tra i più alti in Italia

La situazione drammatica in cui si trova l’Italia dal punto di vista della qualità dell’aria è dimostrata da un altro dato: il nostro Paese è al secondo posto per morti premature attribuibili alla presenza di particolato (60.600), dopo la Germania (62.300) e al primo posto per il biossido di azoto (20.500 morti premature), seguita dalla Germania con 13mila; siamo al primo posto anche per le morti provocate da ozono troposferico (3.200), seguiti sempre dalla Germania con 3mila. Dobbiamo lavorare ancora molto per portare Firenze fuori dal coro

 

Gaetano Santonocito

 

Pubblicato in : Punto e a capoTag: agricoltura, anni, euro, fiorentina, firenze, germania, governo, italia, la germania, misure, mondo, punto di vista, sviluppo, toscana, trasporti

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