Il Pd teme per la tenuta del governo e possibili elezioni anticipate in autunno dopo il voto delle regionali e del referendum ed allora accelera sulla nuova legge elettorale. Dovrà essere proporzionale pura con sbarramento al cinque per cento. In questo modo rimarrebbero fuori dal Parlamento Renzi, Calenda, Bonino, Bersani. Una semplificazione dello scenario politico. Ed allora queste forze avrebbero di fronte due scelte per salvarsi: o stringere un’ alleanza tattica tra di loro, o confluire nel Partito Democratico. Quando era nato, il PD aveva tentato la medesima operazione con Veltroni, che addirittura aveva salvato Di Pietro e affossato i socialisti. Non gli portò fortuna. Vinse Berlusconi. Ma oggi vi è un terzo incomodo, rappresentato dal M5s e Berlusconi è ridotto al lumicino. Si tratta comunque di una partita difficile e complessa dove giocheranno in maniera determinante la pandemia, la drammatica crisi economica ed il ruolo dell’ Europa. Vi è un grande assente: un partito liberal e riformista. Nel centrodestra le cose sono più chiare: sarà una gara tra Salvini e la Meloni. Ma Salvini si gioca tutto. Se perde chiude, e male.
Roberto Caputo

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