Se nessuno aveva creduto alle indiscrezioni della cena in casa Santanchè, secondo le quali Berlusconi si apprestava a lasciare la politica, la drammatica sequenza del malore che lo ha colto durante il discorso di Montecatini ha messo in moto ipotesi e congetture sugli scenari che si aprirebbero qualora veramente il leader di Forza Italia decidesse di tornare a vita privata.
Poiché il tema è all’ordine del giorno, esprimiamo la nostra opinione anche noi di Pensalibero.
Naturalmente, non essendo mai stati iscritti al partito che indica in Berlusconi il male supremo, lo facciamo con l’augurio che l’eventualità, qualora si verificasse, lo veda godersi a lungo il frutto del suo lavoro: felice di trascorrere lunghissimi anni nelle sue splendide magioni, dedito ai figli e ai nipoti ed anche a quelle simpatiche pazzie (bandane, visite in discoteca e improvvisate alla signora Veronica come la scorsa estate a Marrakesh) che potrebbero guadagnargli la simpatia di buona parte dell’altra metà di Italia, quella che non lo ama.
La conseguenza più sicura dell’abbandono di Berlusconi sarebbe un indebolimento ulteriore del bipolarismo in Italia. Esso infatti deriva direttamente dalla sua discesa in campo che ha determinato uno schieramento di centro-destra attorno a lui, previo sdoganamento dell’allora MSI e recupero di flussi provenienti dai partiti travolti da tangentopoli. Specularmene si deve a lui se lo schieramento opposto, quello di centro-sinistra, ha potuto tenere nonostante le contraddizioni e le insufficienze di reali progetti innovativi.
Perciò non è detto che l’assenza del Cavaliere giovi al centro-sinistra.
Intanto, il figliol prodigo Casini sarebbe costretto ad un brusco dietro front ed a rientrare nella Casa delle Libertà. Non per prendere il posto di leader, ma semplicemente perché dall’altra parte non avrebbe più interlocutori interessati. Più conveniente sarebbe per l’UDC collegarsi alla parte democristiana di Forza Italia.
La quale Forza Italia non è affatto destinata a sgretolarsi, almeno non subito, perché gli elettori non di sinistra nel nostro Paese sono sempre stati in maggioranza, anche quando hanno perso le elezioni (fu così anche nel 1996, per ammissione dello stesso D’Alema).
Oltretutto, la prospettiva del partito unico a destra, basato sull’asse Forza Italia-AN, si realizzerebbe anche senza Berlusconi. E’ soprattutto interesse di AN, e in questo la strategia di Fini è lucidissima. Non tanto perché speri di raccogliere l’eredità di Berlusconi, ma per un motivo molto più forte, che fa si che Fini abbia l’appoggio di tutto il suo stato maggiore, salvo Storace. Senza il forte legame con Forza Italia, AN è il partito maggiormente a rischio di essere rigettato ai margini del sistema, in ragione dei suoi trascorsi.
Paradossalmente è proprio il centro-sinistra che corre i rischi maggiori per l’eventuale abbandono di Berlusconi. Salterebbe lo schema cinico di Prodi: asse di ferro con l’estrema sinistra nella consapevolezza che la parte “riformista” della coalizione è quella che ha più da perdere da un eventuale naufragio dell’Unione. E la prospettiva del Partito Democratico si allontanerebbe ancora di più, con D’Alema e Fassino stretti in una tenaglia tra la sinistra interna di Mussi e Salvi e la Margherita obbligata a cercare maggiore visibilità per contrastare l’attivismo di Casini e perfino della corrente democristiana di Forza Italia.
Poco cambierebbe invece per la galassia laico-socialista: SDI, Radicali, Nuovo PSI, PRI, MRE, PLI, PSDI e tutte le altre piccole formazioni e associazioni continuerebbero a contare pochissimo.
A meno che non decidano, finalmente, di fare fronte comune.
Ma tutto ciò prescinde dal fatto che ci sia o meno Berlusconi in campo.
ECCO COSA ACCADREBBE SENZA BERLUSCONI
Scenario eventuale, delineato con l’augurio che possa godersi i frutti del suo lavoro: felice di trascorrere lunghissimi anni in splendide magioni, dedito ai figli e ai nipoti ed anche a certe simpatiche pazzie.

QUANDO IL POTERE SI CONCENTRA TROPPO IN UNA PERSONA, IL RISCHIO DELLA CONTINUITA’DEGLI INTERESSI DEGLI ADEPTI E’ LEGATO ALLE SORTI DELLA MEDESIMA.
I FANS LO SANNO………..MA LO SA ANCHE LA MAGGIORANZA DI GOVERNO CHE TRATTA O SPERA DI TRATTARE SOTTOBANCO.
Caro vecchio Umberto,
io sono solo un povero sanculotto.
Inutile dire –ovvero riconoscere- della “normale”, pungente, attitudine di Nicola Cariglia a disvelare e raccontare gli schemi della attuale cultura della politica. Quindi fonire la produzione divinatoria dei futuri eventi.
Se queste le fonti, così è, così sarà.
Ma, per fare credito alla attività in cui si impegna strenuamente alla costituzione di un polo laico, mi corre obbligo di esprimere un disaccordo sul metodo che si legge. Invero io penso che riferirsi alla sigle della “galassia laico-socialista” perchè “decidano, finalmente, di fare fronte comune” è, come dire, avallare quello schematismo politico/pseudo-ideologico che non si confà alle più vaste aspirazioni di innovazione, anche etica, del paese reale.
Voglio dire che i protagonisti delle sigle (gli iscritti) nella loro complessità non rappresentano più la vitalità democratica ed evolutiva della comunità nazionale, come avveniva, con altre tensioni ideali, in tempi neppure tanto lontani. Ogni auspicio di coesione –quindi anche di disgregazione e di riaggregazione- contrasta, in sè, con il processo che pure si auspica di una socialità in progresso, nell’ambito dell’imprevisto sviluppo tecnologico.
Difficile individuare i temi portanti di una etica politica e di una ideologia idonea a “vivere” il xxi secolo e le accelerazioni che verranno, tra incrementi demografici, diminuzione delle risorse energetiche in uso, mutazioni climatiche.
Difficile. Ma, io credo che il polo laico –che amerei chiamare “giacobino”- abbia la possibilità e l’obbligo di modificare ed adeguare comportamenti, schemi politici, sigificato della politica. Oltre la riunione di sigle.
Uno sforzo-progetto di cui queste pagine, per il libero pensiero che ospitano, sono stimolo fondante.
“la cute non taglia, ma rende tagliente il coltello” – Orazio
Ringrazio per l’attenzione.
franchini
Non sono molto d’accordo: senza Berlusconi F.I. si sgretolerebbe in pochi giorni e questo per verie ragioni.
1)Berlusconi non ha vice o n°2 ma solo un certo numero di fedelessimi(???)appartenenti ad una corte ristretta: nel caso di sua prematura dipartita(certamente non augurata)è concepibile un democratico processo di ricerca di un nuovo segretario del partito? Certamente no visto che non c’è mai stato!
2)F.I. è un partito con molte più spese che incassi che vengono prontamente ripianate dal leader dalla tasca profonda. E’immaginabile un altrettanto generoso sponsor? Ben difficilmente!
3)F.I. non ha diramazioni territoriali (anche se c’è un timido tentativo con i “club della libertà”) e si regge in gran parte sullo strapotere mediatico del suo leader: è pensabile che gli eredi vogliano fare pubblicità gratuita per un partito che non è più “di famiglia” e quindi non dà più le garanzie di protezione reciproca?Chiaramente no!
Risulta chiaro che quindi che F.I. si scioglierebbe come neve al sole frantumandosi in una miriade di partitini come la ex DC.
Questo però potrebbe non essere un gran male in quanto potrebbe essere podromica della nascita di nuovi soggetti politici e, ritengo, anche di un grande partito conservatore degno di tale nome e di stare in Europa a testa alta cosa attualmente impossibile con soggetti come la Lega(ricordate Forcolandia?), post-fascisti di A.N. e furbacchioni della ex DC che sono tuttavia i più presentabili tra tutti gli altri.
Caro Nicola,
Confermo intanto la simpatia e la condivisione della proposta per la tua Presidenza, cosi come ho visto dalle E.mail pervenutemi.
Relativamente al malore dell’on. Silvio Berlusconi, non posso che augurargli lunga vita, senza se e senza ma.
Certamente l’Italia oggi, con un suo disimpegno, potrebbe cambiare di molto.
Non so in quanto tempo, ma molto rapidamente in senso peggiore (a mio modesto avviso) perché gli appetiti, finora sopiti, scatterebbero in modo voracissimo.
Relativamente alle previsioni sull’area laica nella quale vorremmo dire la nostra, ti trasmetto un “sondaggino” che ho fatto sul sito della RNP, CHE MI HA DATO RISULTATI CONFORTANTI ANCHE SE IL CAMPIONE NON è CERTAMENTE DA “GRANDI NUMERI”.
Eccolo:
“E’ ANDATA MEGLIO del previsto.
Per quello che può rappresentare questo “sondaggino” (non è applicabile la legge dei grandi numeri, ma solo la tendenza!), direi che alcune conclusioni possiamo trarle:
A) la risposta Ha riguardato: 42% SOCIALISTI; 32% RADICALI; 27% ALTRI DI CENTRO (massimamente liberali);
B) non vi sono state persone dichiaratamente di sinistra non socialista;
C)non vi sono state posizioni di persone dichiaratamente di destra;
Vi è stato un mio amico, indeciso, che si è dichiarato IBRIDO e che io ho classificato secondo le leggi di Mendel (scherzo, però in effetti la cultura europea del dopoguerra è certamente un ibrido, perché non si può classificare ideologicamente se non come moderata con forti influenze filosofico-religiose. Per cui nelle posizioni non c’è certamente la totale “purezza” e questo è un bene)
A questo punto vi possono essere tre posizioni, sfumatamente espresse:
1^)Una che si schiera dichiaratamente per un area di centro sinistra (probabilmente anche per il sostegno all’attuale maggioranza;
2^) una più “morbida”, più indipendentista, più “autonomista”;
3^) appare molta simpatia e molta speranza Rosapugnista e nessuna per il PD.
Se ne rileva che queste posizioni hanno tra di loro una forte dialettica, ma non sono dichiaratamente “antagoniste”.
Personalmente quindi ne traggo la conclusione che l’area laica – comunemente intesa, dai Liberali ai Radical-socialisti, con propaggini ambientaliste, sente fortemente il bisogno di autonomia, sganciata dai due colossi pigliatutto, con una propria politica e un proprio programma socio-economico-culturale.
Proprio quell’autonomia che non ha mai raggiunto per la litigiosità dei suoi capi, che sembrano preferire la sorte dei polli di Renzo, piuttosto che un accordo comune con un “coordinatore” statutariamente controllabile.
A dir la verità ero certo di questo, ma ho voluto confrontarlo.
Vi è nella nostra ex bellaItalia, un desiderio di “sentire Europeo”. Per chi ha orecchi non resta che comportarsi di conseguenza e credere nelle proprie possibilità. Noi aiutiamoli. Senza indugi!”
Ecco, A noi spetta infondere una forte dose di ottimismo e di voglia di fare, associati naturalmente ai vari “ingredienti” di sostegno per fare un VERO POLO LAICO LIBERTARIO SOCIALISTA ECC.
Ciao, Paolo