Prodi che fa prima spallucce, poi l’offeso, infine gonfia il petto per proclamare “noi tireremo diritto”, è l’emblema di una maggioranza che non aveva preventivato le dimensioni del successo della manifestazione indetta dalla CDL contro la manovra finanziaria del Governo. Il presidente del consiglio, infatti, dimostra solo una sconcertante povertà di schemi di comportamento: il suo modo di reagire alle difficoltà è sempre il solito.
E invece la protesta di Piazza San Giovanni ed altri due avvenimenti concomitanti (la manifestazione palermitana dell’UDC ed il seminario economico della dalemiana Fondazione Italiani-Europei) dimostrano che molto è cambiato.
Primo: è ufficiale, esistono due popoli, anche il centro-destra ha il suo. L’illusione della sinistra di essere la depositaria unica delle istanze del popolo si è rivelata, appunto, un’illusione. Stando così le cose, anche in base agli insegnamenti di tutti i padri della sinistra, non si può più dividere gli Italiani fra buoni e cattivi che stanno da entrambe le parti. Sarà opportuno distinguere fra diverse politiche e differenti programmi:
Secondo: la CDL non c’è più. Casini è andato per conto suo. Ciò non significa che l’Unione abbia realmente motivi per essere soddisfatta perché le due manifestazioni (della ex CDL a Roma e dell’UDC a Palermo) hanno avuto entrambe successo. Ed i sondaggi confermano che crescono entrambe. Chi va paurosamente indietro sono i partiti della maggioranza attuale.
Terzo: l’Unione è anch’essa praticamente finita. Resta da sbrigare la pratica di porre fine a questo governo che ormai è divenuto motivo di preoccupazione per tutti. Mastella è una sorta di barometro e i suoi ammiccamenti all’UDC sono significativi. Anche qualche esponente della Margherita, come Gerardo Bianco, strizza l’occhio a Casini per una futura intesa. Insomma, c’è aria di riposizionamento. Molti sono gli interessati nell’Unione dove i moderati sono sempre più a disagio per le posizioni della sinistra estrema fino ad oggi condivise da Prodi.
Quarto:la burrasca e l’aria da regolamento di conti interessano anche i poteri economici che sostengono il centro-sinistra. Fino ad oggi Prodi ha fatto e disfatto, soprattutto in campo bancario. D’Alema, tramite la Fondazione a lui vicina, Italiani-Europei, ha chiamato a raccolta ed ha suonato le note della riscossa, tutta interna all’Unione. Basta col privilegiare gli amici di Prodi lasciando a secco i potentati che fanno riferimento ai DS.
Un segnale, questo, che accredita l’ipotesi di un prossimo governo a guida Monti di cui tanto si parla.
ECCO CHE C’E’ DI NUOVO
Prodi fa spallucce, ma molto è cambiato dopo la manifestazione anti-finanziaria. Ora i popoli sono due, la CDL non esiste più, l’Unione è anch’essa finita e D’Alema ha suonato la riscossa per i potentati che fanno riferimento ai DS, emarginati dal presidente del consiglio.

PROPOSTA
Non è male che Casini si sia sganciato dalla CDL e che si aggiunga ai pochi che da tempo avversano questo bipolarismo all’italiana, ipocrita e risoltosi in una stretta oligarchia (ciliegina, l’abolizione del voto di prefeenza).
Mi piacerebbe che qualcosa di analogo si formasse sul fronte opposto.
Laici e liberalsocialisti potrebbero essere coloro che si adoprano sul versante del centro-sinistra per creare una seria alternativa a questo bipolarismo.
Io mi sento e sono anche socialista.
Il socialismo è un passo ulteriore rispetto al liberalismo da cui,in una visione moderna ,non può prescindere.
Per quanto mi riguarda,il liberalismo non mi basta.
Può essere,infatti,conservatore o progressista.Riformatore o controriformatore.Laico o fideistico.
Attento o disattento ai bisogni dei più deboli.
Attento più ai meriti o più alle caste di appartenenza.
Bisogna scegliere.
Bisogna scegliere.
Prima Repubblica, seconda Repubblica, terza R… Personalmente sono nauseato dal sistema politico italiano dove si fa politica soprattutto per acquisire potere economico favorendo quel gruppo finanziario o industriale piuttosto che un altro.
Dubito molto che il miglioramento della situazione sia questione di formule politiche. Quando ci fu il referendum elettorale votai per il sistema propozionale con le sue brave preferenze. L’abolizione di queste l’ho vissuta come offesa e menomazione dei diritti basilari. Ovviamente pensavo che ferrea soglia del 5% avrebbe reso il sistema proporzionale ancora più efficace se non completamente giusto. Ancora oggi, più di ieri, sono convinto della necessità di abolire il finanziamento pubblico ai partiti, soprattutto quello che figura come restituzione delle spese elettorali e che trasforma ogni tornata di elezioni in colossali vincite al lotto. Se non altro si farebbero sparire i partiti personali che oggi proliferano come mai.
D’altra parte non vedo nemmeno perchè, allo stato attuale, una persona che pensa in maniera laica e si sente egualmente riformista e liberale debba pronunciarsi per un partito di sinistra e convivere con tante persone che hanno ereditato un modo di intendere la pratica politica come lavaggio del cervello della gente (che è l’esatto opposto di come vorrebbe vivere qualunque persona che abbia chiare esigenze di laicità e libertà).
In uno scenario come quello da me auspicato,l’idea di un Partito Democratico(che significa tale nome sì scialbo e generico?)non avrebbe alcun senso,si affloscerebbe.
A nulla più servirebbe la marmellata di coscienze e di cervelli cara a Fassino,Prodi,Parisi.
La posizione di Casini è speculare a quella del polo liberalsocialista.
L’Udc non vuole entrare nel partito unitario della detra,vuole salvaguardare la propria identità cristiana democratica.
Noi non vogliamo entrare nel PD,vogliamo salvaguardare la nostra identità liberalsocialista.
Credo che, anche in virtù della nuova legge elettorale(andrebbe corretta introducendo il voto di preferenza e,quindi,rimpicciolendo i collegi ,onde evitare che alla competizione possa partecipare solo chi dispone di ingenti risorse finanziarie o dell’appoggio di potenti lobbies,più o meno legittime) siano maturi i tempi per superare l’attuale insano bipolarismo,frutto di un maggioritario antidemocratico e sbagliato,foriero di alleanze forzate ed innaturali,nonchè di trsformismo perenne.
Il nuovo scenario per cui lavorare è quello di un pluripolarismo in cui vi sia spazio per una destra ,un centro moderato,una sinistra socialista,liberale, laica e riformista,una sinistra massimalista.
E’ possibile.Avanti tutta!