Non è solo in Italia che si parla a sproposito degli immigrati e che si usa questo argomento per raccogliere voti speculando sulla paura e per nascondere altri problemi e, soprattutto, la mancanza di idee per affrontarli. Succede da molte altre parti. E in maniera del tutto simile a quanto riscontriamo in Italia. In questi giorni milioni e milioni di persone hanno potuto vedere uno spot elettorale dei laburisti inglesi, impegnati in una tesa campagna elettorale che ruota tutta attorno al tema delia brexit, ovvero l’uscita della Gran Bretagna dall’Europa. Ve lo raccontiamo con la sintesi che abbiamo trovato su Articolo 21, giornale online che, fra gli altri obbiettivi, si propone “campagne per l’illuminazione mediatica dei temi e dei soggetti sgraditi: la sicurezza sul lavoro, le mafie, la pace, i beni comuni….”
Dunque, lo spot ha per titolo “E’ tutta colpa sua”. “Protagonista – scrive Roberto Reale – un tizio in camicia bianca e cravatta (quanti ne abbiamo visti, vestiti così, in Italia) che parla a un pubblico di persone arrabbiate, piene di problemi. Li invita a esprimersi uno alla volta. Una donna dice che la scuola della figlia cade a pezzi e che mancano insegnanti, un uomo ricorda che la madre aspetta da sei mesi un intervento chirurgico, una signora appena licenziata dice di non avere i soldi per l’affitto. A tutti l’uomo in giacca e cravatta, un conservatore è ovvio, replica: “C’è una semplice spiegazione, è tutta colpa sua”. E indica Alì, un immigrato affermando che non ci sono abbastanza soldi per tutti visto che bisogna darli agli stranieri. Poi nello stesso tempo consegna però una valigia piena di banconote all’amministratore delegato di un’azienda tecnologica che ha avuto una agevolazione fiscale. “Perché non lo spendi per noi questo denaro” chiede la gente. “Perché lui crea lavoro” la risposta”.
Chi vuole può gustarsi direttamente lo spot: https://labourlist.org/2019/11/watch-labours-immigration-video-with-2-1m-views/. Dall’acceso dialogo, cioè le domande e le risposte elusive che vengono fornite, si coglie efficacemente l’uso strumentale del tema immigrazione. Ed inevitabile è la morale che ne viene tratta: QUANDO I POLITICI SE LA PRENDONO CON GLI IMMIGRATI È’ PERCHÉ HANNO FINITO LE SCUSE.
Appunto.
N.C.

Il problema dell’immigrazione non è così semplicistico da banalizzarlo facendo ruzzolare la pallina dove fa comodo, Trattiamo invece cose serie. Non ho sentito fiatare contro la cena serale del governo in una trattoria, un’usanza da camarille calabro-siculo-pugliesi, quando le famiglie devono spartirsi il territorio. E il mediocrissimo Zingaretti, nemmeno annusa questo ” semo tra noi ” governativo che piace a Conte, un tipetto da mettere sotto osservazione. Qualcuno sposti Mattarella su uno scaleo perché smetta di fingere di non vedere come stanno le cose.
Caro Gianfranco, credo ti sia perso qualche decina di puntate dello straordinario racconto che settimanalmente Pensalibero fa di questa nostra Italia. Poco male: se ti interessa, hai l’archivio a disposizione. Un caro saluto.