Ha provocato scalpore e malcontento, nei settori della sinistra riformista ( esplicita la presa di posizione della UIL con una lettera aperta ai maggiori esponenti del PD) l’atteggiamento della capogruppo in commissione giustizia della Camera, Donatella Ferranti di non accordare la sede legislativa richiesta dal Governo al disegno di legge in materia di “disposizioni relative all’esecuzione presso il domicilio delle pene detentive non superiori ad un anno e sospensione del procedimento con messa alla prova”.
Si tratta di un provvedimento che il ministro Alfano, sollecitato dall’esponente radicale Rita Bernardini, ha proposto per evitare il grande affollamento delle carceri previsto per la prossima estate. Ma anche di un provvedimento in linea con i postulati di civiltà giuridica secondo i quali la pena deve tendere al recupero ed al reinserimento dei condannati, non siolo alla loro punizione.
Ancora una volta, sui problemi della giustizia, il PD ha sbandato, nel timore di lasciare spazio a Di Pietro ed alla Lega. Nel partito non tutti condividono questa posizione: perciò, nel tentativo di salvare capra e cavoli, ne è venuta fuori una grande confusione. Come a dire, una linea confusa e contraddittoria.
Ma se una volta tanto il PD tenesse conto delle proprie origini e dei valori propri della sinistra, senza rincorrere Di Pietro e, addirittura, la Lega?

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