Mentre infuria il turbine di accuse sulle migliaia di abusi che i preti cattolici hanno fatto nei confronti dei bambini di mezzo mondo, vorrei aprire un altro capitolo di discussione: quello su chiesa cattolica e omosessualità.
Anni fa il quotidiano “La Repubblica” pubblicò un articolo in cui si raccontava di un questionario che era stato fatto circolare fra i sacerdoti. Il formulario non obbligava il rispondente a dare le proprie generalità, era in forma anonima. Questo a garanzia di una maggiore libertà nella risposta, ma anche, probabilmente, in una funzione solo statistica delle risposte che sarebbero state raccolte. Nel bouquet delle domande rivolte a chi veste l’abito talare, ce n’era una che andava diretta al punto: chiedeva al prete se aveva tendenze omosessuali, se provava attrazione verso le persone dello stesso sesso. “La Repubblica” rivelò che il 60% di chi aveva risposto, aveva detto: “Sì”.
Certo. Non mancava chi aveva saltato la domanda rifiutandosi di rivelare forse cose non confessabili anche dietro il velo dell’anonimato. Ma oltre la metà dei rispondenti si era espressa liberamente con un “sì, ho tendenze omosessuali”. Ora, se a chi scrive la memoria non inganna, la notizia che più della metà dei sacerdoti dichiarava di essere gay non ebbe un gran seguito nell’opinione pubblica (son passati almeno dieci anni). Ci furono delle proteste, sì, ma poi non se ne parlò più. La cosa scomparve.
Interrogati con discrezione sugli omosessuali, alcuni prelati, anche se a mezza voce, lo ammettono. Si presentano sulla soglia delle sacrestie, bussano alle porte dei seminari di santa romana chiesa. Sono ragazzi che vanno in cerca di un riparo. Fuori vivono un forte disagio, la società non li accetta e chiedono il permesso di entrare. E la chiesa che fa? Li accoglie, li fa studiare, gli riempe la testa di dogmi, canti e preghiere, mentre di notte loro s’intrufolano nelle camere dei compagni di studi e dopo qualche anno vanno a cantar messa vestiti di nero nelle parrocchie. La loro diversità è una mescola. La confondono con la chiamata di Dio. O magari c’entra anche Dio. Chi lo sa. Nessuno lo può sapere davvero. Su questo, però, gratta maligna l’ipocrisia. Entri in chiesa e ti ritrovi ad ascoltare il sacerdote che, durante una funzione religiosa, lancia dal pulpito strali contro l’omosessualità a una sparuta platea di fedeli. O leggi, magari, di nette prese di posizione della gerarchia cattolica contro l’omosessualità. Ma se sono poi gli stessi sacerdoti che si dichiarano gay? Se è la chiesa stessa che fa da ombrello a ciò che in pubblico denuncia come sodoma? Perché, allora, non ammettere l’enorme bugia e lasciare che la questione venga discussa alla luce del sole?
Samuele Bartolini
CHIESA CATTOLICA E OMOSESSUALITÀ: LA GRANDE BUGIA
Anni fa il quotidiano “La Repubblica” pubblicò un articolo in cui si raccontava di un questionario che era stato fatto circolare fra i sacerdoti. Chiedeva al prete se aveva tendenze omosessuali, se provava attrazione verso le persone dello stesso sesso….. di Samuele Bartolini

Chiesa e omosessualità, la grande vergogna! Non basta il male che la chiesa diffonde da decenni contro la comunità omosessuale e che da decenni ha imbrigliato la società italiana sui diritti calpestati e negati in Italia, ora si aggiunge la vergognosa presa di posizione di Bertone che, non sapendo piu’ dove aggrapparsi per il liquame che sgorga dopo anni di omertà sul legame tra chiesa cattolica e pedofilia, ecco che invece di fare un bel mea culpa e di proporre la fine del celibato aberrante per preti e suore, attacca gli omosessuali!
Ingnobile figura, indegno e spargitore di veleni, che tanto gli ritorneranno contro!
Tarciso Bertone troverà pane per i suoi denti, visto che finalmente l’arcygay prende una posizione netta e senza equivoci!
Seminare ancora, in Italia e nel mondo, la zozza e schifosa idea del legame tra omosessualità e pedofilia non é degno di persone che dovrebbero avere cultura e accesso alle informazioni! Asini sono questi signori, asini ma pericolosi come serpenti!
Chi mette in conto il danno che queste parole, in un Paese come l’Italia, continueranno a fare sugli adolescenti gay ancora oggi nel 2010?
Mi auguro in una risposta forte e senza equivoci dallo Stato italiano, che purtroppo come al solito tarderà o sarà inefficace!
L’omosessualità come l’eterosessualità sono due condizione diverse, e in esse si trova una percentuale di pedofili, che pero’ non ha NIENTE a che vedere con il sillogismo che Bertone propone!
L’omosessuale, é bene precisarlo, ama individui del proprio stesso sesso, e lo fa con persone consenzienti, maggiorenni (a meno che non capiti tra adolescenti minori), e nel pieno rispetto dell’individuo, cosa che invece Bertone calpesta e umilia con le prorie affermazioni. Lo fa nell’amore e nella passione che é indissoulbile dall’essere umano con il sesso!
La chiesa impedisce il sesso per preti e suore e crea persone disturbate, eterosessuali o omosessuali, che sfogano questi divieti pericolosi sui piu’ fragili!
Si aggiunga che preti omosessuali ci sono sempre stati, come gli eterosessuali, e che moltissimi di loro a dispetto dei divieti praticano regolarmente una vita sessuale, sia con uomini che con donne!
Spero che tali gravi affermazioni non restino impunite.
Sopratutto, perchè non accetta come normale il sesso? Venga permesso il matrimonio, abolisce il peccato, fa meno mercimonio, pensa di più ad elevare il pensiero dell’anima dei suoi fedeli e lascia perdere lo Stato italiano? Ci sarebbe meno da scrivere per questo su i giornali? No. Riempiremo le nostre pagine di altre cose più interessanti!