La vera e propria frana che si è verificata nella affluenza al voto è l’unico dato inoppugnabile di queste elezioni. Ed anche l’unico che non si presta a stravolgimenti circa il suo significato.
Il sistema è alla frutta, la gente non sopporta più questi partiti e questa nomenclatura politica.
Per l’Italia il fatto che più di un elettore su tre sia rimasto a casa era inimmaginabile fino a quaalche anno fa. Se si aggiungono i voti annullati e dispersi (anche questi in crescita), il quadro che ne viene fuori è impressionante.
I due maggiori partiti, PDL e PD, cioè i cardini del sistema, messi assieme sono ben distanti dalla metà degli elettori italiani. La loro legittimazione popolare è perciò scarsissima.
La incredibile, vacua, becera campagna elettorale ha certamente avuto la sua parte. Si resta allibiti a vedersi i flash back dei principali temi che hanno acceso il dibattito: la bega della lista PDL a Roma, il numero dei presenti alle manifestazioni romane del PD e del PDL, le intercettazioni della procura di Trani. Ma tutto ciò non basta a spiegare perché tanti elettori non si sono recati alle urne.
La disaffezione è assai più grave e affonda le radici in quanto avvenuto in un lasso di tempo di quindici anni.
E’ il sistema che deve dichiarare fallimento. E sono le promesse non mantenute di rigenerazione della società, della politica e della morale che hanno turbato e deluso i cittadini.
Con l’aggravante delle truffaldine leggi elettorali che, per puntellare il sistema, hanno spogliato gli elettori delle loro prerogative, disamorandoli a tal punto da rischiare di travolgere tutto.
Recuperare fiducia e partecipazione degli italiani alla vita politica sarà difficilissimo. Il primo obbligatorio passo è il ripristino del voto di preferenza o, comunque, di un metodo elettorale che preveda il ritorno nelle loro mani della scelta degli eletti.
E ORA SI TORNI A FARE SCEGLIERE AI CITTADINI I LORO ELETTI!
I due maggiori partiti, PDL e PD, cioè i cardini del sistema, messi assieme sono ben distanti dalla metà degli elettori italiani. La loro legittimazione popolare è perciò scarsissima.

Fateci caso : quando si accenna alla mancanza di preferenze elettorali ,molto frettolosamente si argomenta facendo riferimento alle spese sostenute dai candidati per farsi scegliere .
Adesso si risparmia : dai “rimborsi elettorali” sempre più alti ,ai contributi per i giornali di partito ,è tutto un risparmiare !
E si celebra pure il rispetto per la “volontà degli elettori” ; in altri tempi si ammoniva più coerentemente ed apertamente “o con me o contro di me “…..i nostri “politici” mi sembra oggi un popolo di novelli “arancioni” : tutti tesi alla presa pe’l Guru !