È on the road il penultimo capitolo della saga di Harry Potter; per sapere come si concluderà la fuga di Harry dovremo aspettare il 15 luglio, quando assisteremo alla seconda parte completamente girata in 3D.
Man a mano che ci si avvicina alla conclusione Harry Potter diventa sempre più un libro per ragazzi (in fin dei conti muoiono solo i personaggi secondari) e un film dedicato più agli adulti che ai giovani e giovanissimi. Harry Potter e i doni della morte, già dal titolo si manifesta come il più cupo degli altri capitoli. Ieri in sala c’erano più adulti che ragazzi, tutti in silenzio, col fiato sospeso.
Dopo la morte di Silente il Ministero della magia e la scuola , la sicura, nonostante le avventure e gli attacchi dei nemici, Hogwarts sono caduti nelle mani delle forze oscure guidate da Voldemort
Harry crede di essere ormai solo, ma Ron ed Ermione non rinunciano alla promessa di condividere tutto e gli sono al fianco nella ricerca degli Horcrux., esseri umani o oggetti che conservano ognuno un frammento dell’anima di Voldemort . Mentre la Gazzetta del profeta pubblica le foto del grande traditore (Harry Potter) per il predestinato non resta che la fuga.
La macchina a mano che segue le varie fasi della fuga evidenzia le incertezze di Harry, i dubbi di Ron, le paure dei tre amici catapultati in ambienti ostili lontani dal caldo delle sale di Hogwarts. I tempi si dilatano sottolineando i silenzi determinati dal bisogno di conoscenza interiore e, poco alla volta, si arriva alla comprensione dei lasciti di Silente ai tre amici.
Attraverso la storia dei doni della morte, realizzata con un’animazione altamente stilizzata, Harry capisce che non è il solo a cercare e che anche Voldemort sta cercando qualcosa, per sapere cosa non dobbiamo arrivare alla seconda parte basta prestare attenzione alla scena finale di questa prima lunga parte (che peraltro scorre tanto che non ti rendi conti che più di dieci capitoli del libro sono riassunti in due ore e mezzo di film).
Nel corso del film Harry scappa, affronta prove difficili, le supera perché aiutato dagli amici, perde la bacchetta (cosa che succede anche all’eterno nemico) ma cresce in conoscenza e consapevolezza, conserva la sua magia.
L’horcrux che all’inizio non riescono a distruggere e i tre portano al collo a turno rende cattivi, diffidenti, aggressivi, assomiglia molto (per le conseguenze) all’anello che Frodo porta verso il Monte Fato per la distruzione, a dimostrazione che i film di fantasy continuano ad attingere a quella miniera di incanto che è stato “Il signore degli anelli”
Bellissima la scena iniziale con l’arrivo del Professor Piton a casa Malfoy, là dove Lord Voldemort ha radunato i mangia morte. Nell’antico castello i padroni di casa sono prigionieri, derisi e tenuti sotto stretta sorveglianza…una sorta di “caduta degli dei”.
Da non dimenticare l’apertura dell’Horcrux che lascia uscire le immagini che dovrebbero ingannare Ron: Harry ed Ermione seminudi si abbracciano e disprezzano Ron, che però, anche se in preda allo smarrimento, trova la forza di trafiggere l’horcrux. Il tutto girato con un effetto virato seppia da grande maestro.
Significative le apparizioni/segnali di avviso. La luce durante la festa di matrimonio avverte di pericolo imminente; la cerva di luce che indica dove è nascosta la spada è un “patronus” di chi e chi lo manda? Chi ha letto il libro lo sa agli altri lasciamo la soddisfazione di scoprirlo da soli in questo o nel capitolo conclusivo.
Bravi tutti dal regista David Yates che ha portato sullo schermo il miglior capitolo del maghetto più famoso, cupo, tenebroso, grondante pericolo; da Ralph Fiennes, (un Lord Voldemort sublime) a Alan Richman (un Piton sempre più coinvolto nel suo ruolo: traditore o affiancatore) da Helena Bonham Carter (Bellatrix al massimo del furore) a Rupert Grint (Ron) e Emma Watson (Ermione) E’ cresciuto anche Daniel Radcliffe (Harry Potter), che porta tutti segni dei suoi lavori in teatro.
Ci aspettiamo un finale con i fuochi d’artificio.
Maria Rita Monaco

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