Siamo partiti col tacchino, e siamo finiti con Dudù – cosa resterà, ahinoi, di questo 2013.

B come balls of steel, ovvero attributi del tutto virtuali che il Premier Letta ha scoperto di avere in trasferta – il fatto che fosse in Irlanda, ad una convention di distillatori di whisky, non inficia minimamente il valore della sua ottimistica visione delle cose. Anzi, delle balls.
C come botta di c…, quella che in Italia sappiamo ormai essere l’unica possibilità che ci rimane per riuscire a cavarcela, mentre negli altri paesi europei per tutto l’anno è stata chiamata con il corretto nome di ripresa economica. Sarà per questo che da loro si è fatta agganciare, almeno l’hanno riconosciuta.
D come Dudù, un cane cui manca solo la parola ma che, in compenso, gestisce un sito ed una pagina Facebook frequentatissime – a conferma che cani e padroni si somigliano ed inseguono lo stesso obbiettivo: incantare il popolo con la piacioneria.
E come elezioni, di incerta collocazione, potremmo anche inserirle alla voce T come tragedia oppure B come buco nell’acqua. Il risultato non cambierebbe, l’inutilità sostanziale neppure.
F come Fassina, o meglio il famoso Piano B di Fassina, entità misteriosa e minacciosa che aleggia su di noi, senza peraltro mai manifestarsi concretamente. Di qualunque argomento si tratti, dalla disoccupazione al colore delle giacche della Merkel, volenterosi portavoce ci informano prontamente che esiste un Piano B di Fassina che ha, pare, la stessa natura dell’araba fenice. Che vi sia ognun lo dice, ove sia nessun lo sa – di cosa si tratti, poi, temiamo che neanche Fassina ancora lo abbia chiarito con se stesso.
G come Grillo, dispensatore di posti di lavoro sicuri e ben remunerati in Parlamento e nei vari organi istituzionali in cambio di dedizione assoluta, obbedienza cieca, patti firmati col sangue e forca immediata per i dissenzienti. Noto sostenitore della democrazia della Rete, ovvero forma di monarchia assoluta spacciata per governo del futuro ad ignari candidati alla vendita della propria libertà individuale. Che, in tempi di disoccupazione galoppante, è comunque una soluzione – quasi – indolore.
I come intese, declinate nel corso dell’anno in governo delle larghe intese, poi governo delle ridotte intese, prossimamente, temiamo, governo di nessuna intesa per mancanza di numero legale.
J come Joe Condor, mitico personaggio della nostra infanzia resuscitato come esempio negativo da Enrico Letta – sottinteso, io sono più furbo di lui e non farò la sua fine. Poi ci sono state le primarie, ed è partita la canzoncina “Gigante pensaci tu” che immancabilmente concludeva lo spot di Joe Condor – peccato che Letta l’avesse dimenticata. La memoria selettiva gioca brutti scherzi.
K come kazachistani, amici fraterni di La Russa che si è impegnato a renderci edotti della loro esistenza mentre noi, in flagrante ignoranza geopolitica, eravamo lì a preoccuparci di donne e bambine kazake rapite e sparite nel nulla. E invece abbiamo scoperto che, se la matematica non è un’opinione, la geografia invece sì, specie quando ce la spiega La Russa.
L come Laura Boldrini, colei che ha resuscitato il mito un po’ appannato dell’amore romantico portando con sè il suo fidanzato al funerale di Mandela, per farsi da lui sorreggere in un momento di così grande dolore. Prossima mossa, assumere il suddetto fidanzato alla Camera come portafazzoletti della Presidente.
M come mutande verdi, una delle infinite cose, insieme alla Nutella, pagate con il denaro dei contribuenti versato alla politica. Pare che il neo-segretario della Lega, Salvini, stia scrivendo le parole del nuovo inno del partito ispirato da questo episodio, titolo: “Mi ricordo mutande verdi”.
N come Nutella, vedi sopra, slogan politico: più Nutella per tutti.
O come omioddio, invocazione cui aggrapparsi con le stesse modalità già esplicate alla voce A
P come Pierluigi Bersani, colui che ci ha definitivamente insegnato che una non-vittoria ed una non-sconfitta portano al medesimo risultato: un non-governo, un non-leader, un “noncihocapitoniente”.
Q come “qualcuno si farà male”, ovvero affettuoso avvertimento, non scevro di paterna premura, lanciato da Massimo D’Alema all’indirizzo di Matteo Renzi. Respinto al mittente, è tornato indietro come un boomerang, disintegrando il malcapitato. Succede, a frequentare troppo le fondazioni d’elite, e troppo poco i propri elettori.
R come Matteo Renzi, oppure come Rottamatore. Uno che non vede i tacchini sui tetti, sarà che lui, in politica, alle visioni preferisce una visione.
S come stabilità, ovvero alibi dei governi del non-fare nati dalle non-vittorie. In fase fortemente preagonica, data la vittoria senza non riportata da Renzi alle primarie.
T come tacchino, caduto dal tetto in una notte di febbraio, giace nella memoria di tutti noi come il milite noto delle non-vittorie e non-sconfitte elettorali. E nessuno ci ha ancora spiegato come cavolo ci era salito su quel tetto – ma a Bettola, cosa gli danno da mangiare ai tacchini?!
U come un milione di posti di lavoro promessi vent’anni fa, precisi, dall’allora nuovo leader della nuova Forza Italia, e mai visti da nessuno. Intanto il vecchio leader della seconda Forza Italia conta sulla memoria corta degli italiani – fossimo in lui, cominceremmo invece a temere la memoria lunga dell’incazzatura, quella non conosce oblio.
V come Vendola, ha iniziato l’anno dicendo che Renzi era il male assoluto, lo ha finito benedicendolo come la novità necessaria e tanto attesa. Succede, quando non arrivi neanche al 3% ed il popolo, chissà perchè, non ha capito il tuo messaggio.
Z come Zorro – teniamocelo come carta della disperazione, noi una rivoluzione non l’abbiamo mai fatta, ma l’eroe solitario ci piace un sacco. Basta che vada avanti lui, intanto che noi stiamo a guardare.

solo che la foto dei tre tacchini è inappropriata, ci volevano i galli, visto che se le danno di santa ragione nel PD, oppure una foto di Fonzie capo bulli, dire “Hey”,,,
Se ironia è sinonimo di furbizia, sono d’accordo.
Marzio, di cosa ti preoccupi, Renzi si sta già cucinando da solo, neanche a fuoco lento, anzi a mio avviso si cuoce al microonde! L’é cotto!
Chiara si è messa in un vicolo cieco, ma siccome è intelligente e ironica, saprà cavarsela come sempre.
Chiara, vuoi passare per equanime con la minestrina rancida della liberale, ma sbarrocci. Ti sei tanto scandalizzata per i miei riferimenti alla fisiologia femminile e non ti accorgi, o chiudi un occhio su provocazioni gratuite di chi non sapendo controbattere alle mie considerazioni, ci ronza intorno e la butta sul gratuito becero. Capisco che non solo tu pagheresti oro perché sparissi da Pensalibero, ma per ora accontentati. A te va bene questa claque? Allora tienitela, lo spazio è solo tuo e a ognuno il suo.
E perchè mai?! Io non soffro di snobismi selettivi, altrimenti questo spazio sarebbe chiuso da un pezzo ai commenti, tutti. Da liberale, riconosco ad ognuno il diritto di esprimere le proprie idee e di assumersene le conseguenze, non desidero “educare” nè tantomeno convertire nessuno, a differenza di te.
Cartoni, non ho mai capito cosa tu voglia e quale livore ti agiti. Se non fossi un provocatore di professione che pensa e scrive da avvinazzato ti spiegherei che un Act nella nostra legislazione non può sussistere, ma non ne vale la pena. Quanto alla Paulette che da anni ti tormenta ho già detto che lo intuisco infinitamente più vir di tanti machi progressisti e col cervello fatto a nerchia. Ora prima di rispondermi per le rime posa il fiasco. Quanto a te Chiara, nemmeno simili fans ti fanno riflettere?
IO ho scritto ” ci vorrebbe..” , motivando perché. Quanto al resto ,mi diverte lo sfogo incontrollato , ma lascia il tempo che trova. Torno a ripetere : “Speriamo dunque in una ventata di coraggio onesto e di novità proficue , e speriamo che possano soffiare già dal 2014…!!! ” Auguri !
Nel finale del messaggio,Chiara, ritrovi il senso dell’umorismo!
Cartoni, ma non ti eri estinto, sei sempre qua?!? Peccato, dopo San Nicolaus, Babbo Natale, San Silvestro, aspettiamo la Befana, sperando che l’Epifania, tutti i Cartoni si porti via (fa anche raccolta differenziata).
Ma facciamo gli auguri pure a Puccina, va!
Beh ,io ho un vantaggio …posso toccarmi quello che tu non hai !…
Curioso, perchè io il mio senso dell’umorismo lo esercito su tutto e tutti, in questo pezzo come in tutti gli altri, e battaglie ad personam non ne ho mai fatte, semmai contro un sistema sbagliato, od un partito fallimentare, ma un “nemico” non l’ho mai voluto personificare, come invece fate voi. E se davvero mi fossi chiusa in una torre d’avorio, non concederei a nessuno di usare questo spazio, nè risponderei sempre a tutti. Eh, si torna sempre lì, prima di scrivere bisognerebbe conoscere il signifcato delle parole e delle espressioni…….
Comunque, non capisco perchè insistiate tanto a volermi salvare da me stessa e dalla mia presunta idiozia, pensate quanto potreste divertirvi nel momento in cui dovessi riconoscere di aver sbagliato…..sì, decisamente il senso dell’umorismo manca a voi.
Bellissima ,la foto dei tacchini ! Così realistica che ha scatenato subito i “glu glu glu ” di Marzio e soprattutto di Paulette : ” N come “non se ne può più ” , e – continuando – P come Paulette …!
In effetti ci vorrebbe un bell’ Act ,come punto fermo sull’affaticante “succedersi della nostra legislazione civile sul lavoro”, e che fosse capace di abolire commi e riferimenti in sospeso ,rimasugli di vecchie normative ,eccezioni fantasmagoriche, equivoci di ogni genere…purtroppo così non sarà ,come sappiamo da sempre .Ma sperare non è reato ,alla faccia della “nostalgia cupa ” per un mondo ed una mentalità che ci hanno regalato questa realtà piena appunto di ruffiani ,denigratori a gettone , fuorviati sessuali e mentali. Speriamo dunque in una ventata di coraggio onesto e di novità proficue , e speriamo che possano soffiare già dal 2014…!!!
Marzio, se fossi presidente ti farei scrivere i discorsi! Ma una cosa è chiara, quel Nardella fa venire i brividi, se non fosse tragico ci sarebbe da dire, poerello!
Chiara, te continuerai a scrivire come, dove e perché ti pare, e noi pure leggeremo e diremo le nostre, ma su una cosa sbagli, l’unica ad avere perso il senso dell’umorismo sei te, visto che il tuo si ferma dove comincia Renzi, il mio copre tutto quanto, me compreso.
Ribadisco l’augurio di rileggerti discesa dalla torre d’avorio nella quale ti sei piazzata, con vista sul comune di Firenze.
Ottima non risposta elusiva. Ma buon anno anche a te, e senza l’ironia d’un ” cara” qualsiasi..
Io non traviso nulla, visto che sono l’unica qui a basarmi sui fatti ed a leggere i contenuti, senza fermarmi ai titoli da manipolare a piacimento, e non salto nulla. Ribadisco che mi duole notare come si sia perso del tutto il senso dell’ironia, ucciso dal sacro furore ideologico della battaglia contra personam.
Peccato per voi, io mi sono divertita a scrivere questo pezzullo e nel 2014 continuerò, come sempre, a scrivere quello che mi pare come mi pare.
Buon anno, cari.
Dunque Renzi in politica ” alle visioni preferisce una visione “. Ma la visione è così vasta che dopo tante Leopolde piene di fumo perché nei cervelli bolliva il nuovo, al nostro occorre un mese per preparare la sua riforma del lavoro. Altra è la verità purtroppo. Renzi ignora la complessità pazzesca del diritto del lavoro affrontato se non per slogans generici, ultimo il comico Job act, dove emerge l’ignoranza di appiccicare un Act, proprio della common law, al succedersi della nostra legislazione civile sul lavoro, un’operazione questa che farebbe inorridire uno studente di storia del diritto al primo anno. Quindi il mese occorrente alla proposta di riforma è il mese occorrente ai poveri scagnozzi renziani in qualche cattedra di diritto del lavoro per rifare la bozza di legge nei punti già bocciati in partenza. Vera dimostrazione questa di quanto le tante Leopolde siano state reali fucine del nuovo concreto e dirompente. Quando poi sento parlare in proposito i luogotenenti renziani come un Nardella, muso da primo della classe sfegatato, mi si accappona la pelle, e mi prende la nostalgia cupa per le antiche convergenze parallele, e ancor più per le arguzie andreottiane. In conclusione Renzi e i suoi fanno tristezza, ultimi del circo barnum della italica chiacchiera, eterne spalle che sanno solo imitare e aggeggiare ciò che appartiene a altri. Attendo i consueti travisamenti e salti di Chiara nel suo ” tutto Renzi minuto per minuto “.
Paolo, da quando in qua è passata di moda l’ironia?! Prendono una pausa, dammi retta, ti farà bene.
Chiara, un vero alfabeto d’amore, manca pero’ il perché di tutto questo!
Renzi ha dichiarato di essere differente da Letta e Alfano perché ha avuto il mandato degli elettori, proprio la cade il tacchino! Dovrebbe essere differente per le idee e la capacità di metterle in atto, cosa che evidentemente che non ha.
A come arrivista, B come borioso, C come convinto, D come “depressione che vien a vederlo”, E come estenuante, F come figurati se è diverso dagli altri, G come galletto, H come hoahola holla hannuccia, I come indigesto, L come “la mi faccia il piacere”, M come Matteo, N come “non se ne puo’ piu”. Mi fermo qui.