Ci incamminiamo per il 2014, un anno che sarà scandito da ineffabili scadenze internazionali e globali: dalle elezioni europee al semestre di Presidenza italiana, sino alla preparazione esecutiva del tanto celebrato Expo 2015.

Ci incamminiamo per il 2014, un anno che sarà scandito da ineffabili scadenze internazionali e globali: dalle elezioni europee al semestre di Presidenza italiana, sino alla preparazione esecutiva del tanto celebrato Expo 2015.

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

Caro Fabrizio… un cappelletto un poco lungo con citazioni manzoniane dottissime per arrivare a sintetizzare nelle ultime righe quello che sentiamo urgente tutti quanti: fare presto, entro i primi tre mesi dell’anno. Dopo saranno dolori per tutti, ne quadagnerà solo la poltica sguaiata e no-sense. Ci aspettiamo tutti questa riforma elettorale, almeno un primo avvio parlamentare per la revisione della macchina dello Stato, nuovi modi per prendere decisioni con una velocità pari a quella che la vita produttiva e reale segna la vita dei cittadini, delle imprese e della società in generale. L’esigenza di correre è reale per ridurre questo divario, assistiamo invece a tendenze contrarie, di chi sfrutta la faragginosità delle nostre procedure, per rallentare il tutto e mai fare un passo in avanti con scelte coraggiose e necessarie. Non conosco formule ma rimango sempre perplesso nel sapere ad esempio che in questo momento in Parlamento si votano, nel rispetto delle attuali procedure e tempi, regolamenti attuativi di Leggi dello Stato che sono state approvate 4 o 5 anni fa, con maggioranze diverse e che gli attuali parlamentari forse nemmeno conoscono. Tre mesi dici ? Lo penso anche io, così come credo che per correre occorre sostenere chi ha atteggiamenti radicali ben impostati dettati dall’urgenza, altrimenti altre radicalità populiste prenderanno campo definitivamente. Io, come tanti, un altro Governo di emergenza, non lo sopporteri proprio. Sempre se ci saranno le condizioni per farlo !