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E’ la nipote Rosy a tenere in vita nel museo il ricordo di Enrico Mattei

Si prova davvero una emozione forte salire lo scalone di palazzo Mattei in Corso Umberto 9 a Matelica dove ha sede il museo Enrico Mattei. Soprattutto se ti precede con passo e piglio sicuro Rosangela, la nipote prediletta del fondatore e primo presidente dell’Eni, quello di chi di quello storico edificio ne conosce ogni centimetro avendoci abitato per circa 30 anni.

di Cesare Mannucci | 12 Settembre 2023

Le sei lauree ad honorem appese sulle pareti, le sue adorate canne da pesca, le pagelle scolastiche, le foto di famiglia, gli appunti manoscritti, gli occhiali, l’orologio fermo alle 18.59 e la 24 ore ancora sporca di fango al cui interno c’erano i dossier riservati dell’Eni, la macchina fotografica tascabile, i biglietti da visita personali e delle autorità internazionali.

Si prova davvero una emozione forte salire lo scalone di palazzo Mattei in Corso Umberto 9 a Matelica dove ha sede il museo Enrico Mattei.

Soprattutto se ti precede con passo e piglio sicuro Rosangela, la nipote prediletta del fondatore e primo presidente dell’Eni, quello di chi di quello storico edificio ne conosce ogni centimetro avendoci abitato per circa 30 anni.

Ma ci pensa il marito, il professor Sandro Curzi, a metterti a tuo agio cullandoti di anedotti e ricordi dell’uomo più importante nel primo dopoguerra sino al boom economico degli anni Sessanta. Rosy e Sandro ti accolgono con un clima davvero familiare aprendoti le porte di casa e delle stanze del museo come se fossi un parente appena arrivato da un lungo viaggio.

E’ quel viaggio nel tempo che percorri per tutta la durata della vista ascoltando i loro racconti di Zio Enrico, di Babbo Italo tra ritagli di giornali dell’epoca, fotografie e audiovisivi che scorrono a ciclo continuo sullo schermo.

Rosangela Mattei a colloquio col direttore di Pensalibero Cesare Mannucci

“E’ la mia missione di vita – spiega Rosangela – Zio Enrico e Zia Greta mi volevano bene come ad una figlia, quella che loro non hanno mai avuto, e mi avevano portato a studiare a Roma alle scuole medie in un collegio di suore e io tutti i week end ero con loro nella suite dell’Hotel Eden dove Zio aveva spostato la sua residenza per amministrare l’Eni e le sue società Agip, Snam e Anic. Dopo la morte di Zio, io, mio fratello Angelo e mio padre Italo abbiamo dedicato tutta la nostra vita per far emergere la verità sull’attentato di Bascapè e sul ricordo della grande opera resa da Mattei all’Italia che era uscita distrutta dalla Seconda Guerra Mondiale”.

Rosy davanti alla grande fotografia dello Zio Enrico e di babbo Italo il giorno della prima comunione

Il museo Enrico Mattei, aperto qualche anno fa da Rosy, è qualcosa di più di una esposizione di oggetti e di ricostruzione agiografica della vita di Mattei, è davvero la famiglia Mattei nel suo privato fuori dall’immagine pubblica celebrata sui libri e a volte dalle discutibili iniziative pseudo politiche o culturali. E proprio perchè libero da condizionamenti (è interamente finanziato da Rosy e visitabile gratuitamente), propone delle letture diverse di Enrico Mattei, fuori dagli schemi classici. Ma è una immagine vera che fa quasi materializzare in quelle stanze dai soffitti altissimi Enrico Mattei, la cui voce rieccheggia mentre si osservano ammirati gli oggetti esposti provenienti da ogni angolo del mondo visitato dal “padrone del Cane a sei zampe” che sprigiona lingue di fuoco.

Aroldo Curzi Mattei riceve il gagliardetto della Confindustria algerina
L’alta onorificienza conferita in Ambasciata a Roma

E se si è fortunati capita di incontrare il figlio di Rosy e Sandro, il dinamico Aroldo Curzi Mattei, presidente della Fondazione Geopolitica Enrico Mattei: “che propone una riattualizzazione dell’opera e degli insegnamenti del fondatore dell’Eni – afferma Aroldo – in unmomento storico di grandi cambiamenti l’opera di Mattei presenta ancora degli aspetti di originalità che possono essere ricontestualizzati in questa fase di transizione ecologica e di decarbonizzazione dei processi industriali e di autotrazione. Si parla di piano Mattei, ma a nostro avviso quella in corso è una semplificazione che coglie qualche aspetto dell’opera di Enrico Mattei che in realtà si muoveva con principi differenti per il bene del nostro Paese e con quello dei partner con cui operava”.

Recentemente proprio uno dei Paesi nord africani che Enrico Mattei aiutò a rendersi liberi dal colonialismo francese ha insignito Rosy e Aroldo di importanti onorificenze sia in ambasciata a Roma sia nella capitale Algeri dove la famiglia è stata ospite d’onore della Presidenza della Repubblica e del Governo.

Tornando al museo la visita non si esaurisce tra le splendide mura del Palazzo. Rosy invita spesso i suoi ospiti nella sua abitazione privata in collina sopra Matelica. Li da quasi tre anni si può ammirare e sentire il rombo della mitica Alfa Romeo Giulietta azzurra restaurata appartenuta ad Enrico Mattei che la tenace e vulcanica nipote è riuscita dopo quasi sessant’anni a farsela restituire dall’Eni che l’aveva tenuta per decenni in garage e poi all’ingresso del palazzo uffici dell’Eur a Roma.

Cesare Mannucci

Pubblicato in : Cultura ed eventiTag: anni, cambiamenti, confindustria, figlio, giornali, governo, guerra mondiale, italia, lungo viaggio, mondo, Pensalibero, presidenza della repubblica, repubblica, roma, seconda guerra mondiale

Info Cesare Mannucci

Direttore Responsabile ad interim, già Vice Direttore vicario di PensaLibero.it, svolge una intensa attività giornalistica da oltre 40 anni. Ha cominciato nel settimanale L’Eco di Milano e provincia, come collaboratore, per ricoprire poi incarichi di responsabilità come caposervizio, caporedattore sino alla condirezione dello stesso. E’ stato collaboratore esterno del quotidiano del pomeriggio La Notte (gruppo Rusconi Editore), e per oltre 24 anni giornalista al quotidiano nazionale Il Giorno (Eni e poi Poligrafici Editoriale) per il quale si è occupato di cronaca nera, amministrativa, sindacale e giudiziaria. Componente del Cdr de Il Giorno in qualità di fiduciario. E’ stato anche collaboratore del quotidiano della Cei, L’Avvenire e dell’Unione Sarda. Ha svolto, inoltre, intensa attività politica come Sindaco del comune milanese di Mediglia, Vicepresidente vicario del consiglio direttivo del Parco Agricolo del Sud Milano, per il quale è stato componente del consiglio d’amministrazione di Fedenatur la rete dei parchi periurbani della Comunità Europea (con sede a Barcellona) in rappresentanza della Provincia di Milano. Componente del comitato tecnico intercomunale per la trasformazione del Consorzio dell’Acqua Potabile di Milano (Cap) in società di capitali (Cap Holding SpA). E’ stato anche delegato per la Lombardia al congresso nazionale dell’ Associazione nazionale comuni italiani (Anci) del 1999 a Catania. Capo Segreteria a Milano di un noto europarlamentare (2016). Consigliere comunale all’opposizione a San Donato Milanese, cittadella che ospita Metanopoli e il quartiere generale dell’Eni (2017-2022). Da giugno 2022 Consigliere comunale di minoranza a Dresano (Mi). Dal 2023 al 2024 Responsabile della comunicazione di un conosciuto europarlamentare pavese. Direttore Responsabile de “Il Giornale dei Laghi” mensile della Gestione Navigazione Laghi-Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (dal luglio 2025)

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