Noi non ci meravigliamo, qui a Pensalibero. Ma sono sicuro che molti lettori di giornali e telespettatori, in questi giorni, non credano ai loro occhi e alle loro orecchie. Pagine e schermi traboccano di dichiarazioni per il ripristino del proporzionale. Magari corretto (ora che siamo alla fase della proposta, poi si vedrà…) dallo sbarramento del 5, 4, 3, 2,5%, alla tedesca (in Germania, in realtà la soglia al di sotto della quale non si conquistano seggi è rigorosamente al 5%).
Ecco, così il cerchio si è chiuso. Il cerchio di un ventennio che ha visto il crollo, tramite golpe mediatico-finanziar-giudiziario, di una classe politica e l’avvio in pompa magna di una improbabile “seconda repubblica”. Creata per riformare i partiti corrotti; per affermare la inesorabile supremazia della giustizia; per liberare le energie taumaturgiche del mercato; per permettere allo Stato le grandi e grandissime riforme necessarie, anzi indispensabili; per creare una classe di rappresentanti del popolo migliore e selezionata realmente dagli elettori; perché questo si aspettava da noi l’Europa; perché questo chiedeva il popolo, stanco di anni di malgoverno. Ed ecco che, per tutti questi motivi, abbiamo avuto un sistema elettorale prevalentemente maggioritario basato su collegi uninominali, salvo una quota del 25% riservata al proporzionale; poi un maggioritario con premio di maggioranza, ma senza diritto di scegliere gli eletti, nato su spinta bipartisan in Toscana (regione rossa) e immediatamente recepito a livello nazionale. E per gli stessi motivi abbiamo puntato sul bipolarismo e, siccome non bastava, abbiamo poi implorato il bipartitismo.
Ora, si punta al proporzionale. Per noi va bene: non lo abbiamo mai demonizzato.
E per la classe politica attuale, precariamente in sella? Semplice: è stato solo un giro di valzer lento. Anzi lentissimo, durato venti anni! (n.c.)
E’ STATO SOLO UN GIRO DI VALZER
La “seconda repubblica” nata per riformare i partiti, per affermare la giustizia, per il mercato, per le grandi e grandissime riforme, per una classe di rappresentanti del popolo migliore e che perciò aveva puntato sul bipolarismo, sul bipartitismo, sul maggioritario, ora punta al proporzionale. Venti anni di vuoto per tornare al punto di partenza. (n.c.)

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