Dalle pagine dei giornali due esponenti di Forza Italia, Renato Brunetta e Paolo Guzzanti lanciano un appello ai tanti delusi del centro destra, a quelli che “si aspettavano una rivoluzione liberale che non si è ancora realizzata”. L’invito è quello di non disertare le urne perché la stagione delle riforme appena iniziata potrebbe, con il centro sinistra al governo, morire ancora prima di nascere. E per far capire ai delusi che la Casa delle Libertà ha compreso le ragioni della loro delusione, scrivono”noi crediamo che in tante, troppe, occasioni la Casa delle Libertà abbia peccato di ingenuità, di sudditanza nei confronti dei poteri forti, di incapacità di gestire il potere con la determinazione e la dignità che vengono dal consenso, di eccessiva ricerca del compromesso, anche quando non era necessario, di estenuante litigiosità interna, di disattenzione e scarsa disponibilità ad ascoltare e stare fra la gente, di incapacità a comunicare tutto il buono realizzato e di contrastare tutto il falso sparso sul Paese dai nostri avversari e dai media con loro compiacenti. E, la cosa più grave di tutte, di avere sottovalutato i tanti segnali di allarme che venivano dalle infelici prove elettorali degli ultimi anni”.
Dopo tanta chiarezza espositiva non vorremmo che qualche deluso si convincesse che la cosa migliore da fare è proprio quella di non andare a votare.
E’ proprio vero. Di buone intenzioni è lastricata la via dell’inferno
Renato Brunetta e Paolo Guzzanti lanciano un appello ai tanti delusi del centro destra, a quelli che “si aspettavano una rivoluzione liberale che non si è ancora realizzata”.

Purtroppo i satrapi locali della C.d.L hanno provveduto ad allontanare e sfiduciare molti elettori ,che non trovano elementi di sollecitazione e di conforto negli inciuci di vario genere che ,specie nelle regioni c.d. rosse , hanno mostrato il basso spessore degli esponenti del gruppo di centro desta . Basso spessore emergente poi dalle rivalità non mascherate tra i tre corni non certo della “ fiamma antica “(i rappresentanti dei maggiori partiti della coalizione); situazione che fa pensare quantomeno a confusione nelle finalità, e scarsa efficacia nella collaborazione…in definitiva ad interessi divergenti e personalistici. Aggiungendovi l’arroccamento evidente voluto dalla classe politica tutta con le liste elettorali bloccate (senza preferenze )in questo sistema di “elezione”che doveva essere una riforma democratica , ma si presenta come una presa di giro , allora i timori di un nuovo flop di partecipazione elettorale non sono peregrini ,ma fondati. Direi ,che questi timori sono un caso di cattiva coscienza ! Speriamo in bene….cioè che ,tutto sommato, prevalga il ragionamento ed il senso del dovere …….