La voglia era quella di parlare dei vent’anni della caduta del Muro di Berlino. Perché per caso il 9 novembre 1989 conducevo un Tg1 delle 13.30, allora potevo giovane e biondo, e vissi in onda mio malgrado una fase storica. Con quel lungo servizio di Paolo Borella che raccontava lo stupore degli appena ex berlinesi dell’est davanti alle vetrine della Berlino Ovest. E anche di quella visita, poi, alla sede della Stasi, la polizia segreta, dell’ex Berlino est che aveva metodi tutti suoi per controllare i cittadini: dalle impronte di sudore alla catalogazione degli umori. E di quel signore sui 60 che, pensavo fosse una guida, invece era un ex dipendente della Stasi, che non riusciva a non andare al lavoro, nemmeno dieci anni dopo.
Beh ma siccome c’è tempo per arrivare al ventennale, oggi niente Berlino e niente politica, e niente turismo. Ma si parla di panettoni. Si perché per la pubblicità è già Natale e quando sei a giugno luglio devi aver già fatto tutte le campagne di marketing e devi programmare le uscite. E perché devi fare le ricerche di mercato su questi e quei gusti su queste e quelle farciture. Più mandorle o più cioccolato o più canditi. E poi perché c’è una notizia, di quelle golose. Qui l’aggettivo goloso ci sta alla perfezione. Il re del pandoro Bauli rileverà i marchi Motta e Alemagna e quindi il panettone tornerà tutto italiano. Erano svizzeri dal 1993 cioè da quando li aveva rilevati la Nestlè dalla Sme, remember? . Quindi a parte i gelati e i surgelati gli altri prodotti Nestlè tornano in Italia. Il gruppo svizzero si sta concentrando in tutto il mondo sulla sezione qualità nutrizionali, salute e benessere. L’Italia è l’unico paese al mondo con un vero mercato di prodotti da forno per ricorrenza. Ora è anche vero che nell’era della globalizzazione generale e totale non bisognerebbe fare queste distinzioni e queste sottigliezze. E che se un panettone è buono ed anzi eccellente sul piano del mercato non ha importanza se il marchio abbia sede a Ginevra, Lindau o San Martino Buon Albergo. Ma sul piano del sentimento sì. Ci siamo tanto battuti per una compagnia di bandiera italiana e dovremmo rinunciare ad una ditta di dolci tipici italo natalizi tutta nazionale? Bravo Bauli che riporta nel sentimento e nel mercato italiani non solo un prodotto come è il panettone ma anche una storia della tradizione italiana. Nel logo della M Motta c’è tutta la Milano del fare e del vivere, c’è quella magnifica pubblicità con la M rossa e le fette di panettone che si sdraiano sulla lettera gigantesca che sembra il Duomo, e poi la tradizione Alemagna di tutti i punti di ristoro delle autostrade appena entrate nell’uso domestico. Il panettone Motta è il più venduto in Italia. E Motta e Alemagna sono il numero due dei dolci da ricorrenza sul mercato. Insomma non è solo una operazione industriale questa del rientro dei marchi Motta e Alemagna in un gruppo italiano come Bauli ma anche una operazione culturale e sentimentale e di questo ci compiacciamo. Pensare già al panettone di Natale 2009 più italiano di prima ci fa sentire quasi più dolci. Auguri.
Fabrizio Binacchi www.virgola1.splinder.com

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