Eravamo 60mila sul Mall per celebrare la giornata della lotta contro il cancro al seno. E siccome in America, i malati non si nascondono, migliaia di ‘sopravvisute’ con maglietta rosa, ostentavano co orgoglio la loro appartenenza al mondo di quelli che sono riusciti a vincere o a contenere in qualche modo la malattia che ha assunto in quasi tutti i paesi le connotazioni di una epidemia.
E’intervenuto anche il viecepresidente Joe Biden ma solo per presentare alla folla il medico Dr. Biden, sua moglie, che poi si e’ schierata in prima fila aprendo la maratona.
Ed anche Giove Pluvio, dopo giorni e giorni di pioggia che ha trasformato il prato del Mall in un acquitrinio, ha per qualche ora sospeso le ostilita’.
Il Body Language di Obama
In un mondo dominato dalla comunicazione dell’immagine, un politico di successo deve possedere una naturale eleganza, sapersi circondare di ottimi e fidati collaboratori, e sapere gestire il proprio ‘body language’. Sono talenti che il presidente Obama possiede e che giustificano il successo che questo 47nne ottiene presso le platee più diverse. Nel suo formidabile intervento all’università del Cairo Obama ha saputo interpretare con compostezza ed efficacia quanto andava leggendo sul teleprompter, sottolineando con moderata gestualità, i passaggi più importanti del suo discorso che sino all’ultimo momento aveva personalmente corretto. Poi si è cambiato d’abito: ha indossato una maglietta nera su un paio di pantaloni Kaki, ha fatto una rapida visita in elicottero alle piramidi di El Giza per poi farsi portare all’aeroporto. Dopo avere salutato personalità egiziane e diplomatici americani rispettosamente in attesa, si è messo a salire di corsa e senza sforzo la lunga scala collegata alla porta del suo AirForce One.
E quella dimostrazione di efficienza fisica ha parlato più di mille parole. Tutto studiato, si dirà, per i media internazionali. Verissimo. Ma c’è chi se lo può permettere e chi invece, quando ci prova, scade nel ridicolo.
La festa della Repubblica a Washington
Piu’ di mille invitati si sono riversati in Piazza Italia, la cupola coperta dell’Ambasciata italiana a Washington, per la celebrazione della Festa della Repubblica. Ma l’ambasciatore Giovanni Castellaneta, assistito dalla sua splendida moglie che ha avuto nei giorni scorsi l’onore di un lungo articolo elogiativo sul Washington Post, ha voluto attualizzare l’evento puntando sulla ricostruzione delle aree dell’Abruzzo colpite dal terremoto del 6 aprile. Sono stati proiettati dei video che hanno illustrato lo sforzo dela Protezione civile e delle migliaia di volontari accorsi ad aiutare quelle infelici popolazioni. Un trittico ligneo, scampato alla distruzione dell’Aquila, era esposto a dimostrazione che il passato non si cancella. Un giovane pianista di otto anni ha suonato da esperto virtuoso per confermare col suo talento che il futuro e’ ancora luminoso per gli italiani. Nel suo intervento Giovanni Castellaneta ha voluto ringraziare gli Stati Uniti che si sono mobilitati per garantire gli aiuti alle popolazioni colpite dal sisma. Nancy Pelosi, terza autorita’ in linea dopo il presidente Obama ed il suo vice, ha voluto portare la sua testimonianza di italoamericana legata profondamente ai luoghi della sua famiglia. E lo ha fatto ricordando che gli italiani hanno scoperto questa terra, le hanno dato il nome ed hanno contribuito con il sacrificio di generazioni di emigranti alla sua crescita.
Oscar Bartoli

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