
Oggi ben due milioni di italiani sono chiamati a rinnovare le loro amministrazioni comunali.
Sono 31 i comuni che superano i 15mila abitanti di cui quattro i capoluoghil: Genova, Ravenna, Taranto e Matera.
A Genova e Ravenna il centrosinistra è unito mentre a Taranto e Matera la coalizione è divisa.
Il centrodestra a sua volta è unito a Genova e a Matera e diviso a Ravenna e a Taranto.
Per quanto il test elettorale sia limitato emergeranno comunque le tendenze degli italiani.
I ballottaggi eventuali di questi comuni si terranno tra due settimane, l’8 e il 9 giugno quando si svolgeranno anche i referendum sul lavoro e la cittadinanza.
Il tema che unisce i referendum sul lavoro è la lotta alla precarietà che è causa di bassi salari e di forme di sfruttamento intollerabile.
Per la cittadinanza si tratta invece di riconoscerla a oltre 1 milione e mezzo di stranieri regolarmente residenti nel nostro Paese ma senza diritti.
Colpisce il boicottaggio del voto da parte della destra e il sostanziale disimpegno e silenzio dei mezzi di comunicazione pubblici e privati.
La seconda carica dello Stato, Ignazio Benito La Russa,ha invitato la gente “a stare a casa”.
È un invito a non partecipare, a disimpegnarsi su questioni che riguardano la vita di milioni di individui e temi cruciali come la giustizia sociale e l’eguaglianza tra le persone.
Dietro l’appello di La Russa c’è sottinteso l’antico pensiero di tutte le classi dirigenti non democratiche: di temi complessi è bene che non si occupi il popolo.
Carlo primo, re d’Inghilterra, nel 1649, nel suo ultimo discorso pronunciato dal patibolo, espresse bene questo concetto sostenendo che la vera libertà del popolo consiste nel fatto che deve essere il re e la sua corte ad occuparsi del governo e delle leggi.
Come è noto ci fu poi la rivoluzione inglese che portò alla fine della monarchia assoluta a favore di quella costituzionale, al rafforzamento del ruolo del parlamento e ai diritti civili e politici.
Se vogliamo dare inizio ad una fase nuova di impegno democratico e pacifico per i diritti dei lavoratori, per la giustizia sociale e per l’uguaglianza tra persone, le quali vivono da molti anni nello stesso Paese, si devono contraddire gli appelli di La Russa e dei suoi amici e camerati che consigliano al popolo di non andare al voto e di lasciarli governare indisturbati a loro piacimento.
Enrico Rossi

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