
È evidente che Putin ha utilizzato il giorno delle celebrazioni della vittoria sul nazismo per celebrare se stesso, ma è altrettanto chiaro che anche i paesi occidentali tendono a riscrivere la storia e a cancellare il ruolo fondamentalmente che l’Unione Sovietica ha avuto nella sconfitta di Hitler.
Furono i russi a pagare il prezzo più alto in termini di vite umane nella guerra contro Hitler, sacrificando in quel drammatico scontro la spaventosa cifra di 25 milioni di individui, fra civili e militari.
Furono i russi a sconfiggere i nazisti nella più grande e decisiva battaglia della guerra: Stalingrado.
Fu l’Armata Rossa a entrare nei campi di sterminio nazisti e a liberare gli internati.
E fu ancora una volta l’Armata Rossa ad arrivare per prima a Berlino e a piantare sul Reichstag la bandiera rossa con la falce il martello, il 2 maggio del 1945.
Si può dire tranquillamente che senza il contributo decisivo della Russia comunista e del suo popolo la sconfitta di Hitler avrebbe potuto non esserci stata.
Di conseguenza, l’Europa si sarebbe trasformata in un enorme campo di concentramento, senza nessuna libertà, dominata da un regime dispotico, violento e razzista senza precedenti nella storia umana.
Per chi volesse comprendere cosa sia veramente successo, consiglio la lettura di Vasilij Grossman, il grande scrittore sovietico ebreo, che partecipò come giornalista dell’Armata Rossa alla battaglia di Stalingrado.
Il libro che si intitola “Stalingrado” è un’opera immensa dove Grossman racconta le sofferenze e il coraggio del popolo russo che si oppose alla barbarie e fermò l’avanzata nazista.
Ricordare tutto questo , quando a Mosca Putin celebra la festa della vittoria, non significa certo essere putiniani o stalinisti o negare e sminuire il sacrificio e il ruolo di altre nazioni e di altri popoli del mondo occidentale nel determinare la resa dei nazisti.
Vuol dire, invece, provare a capire la storia terribile e travagliata del novecento e rendere un omaggio doveroso alla Russia e al suo popolo per il ruolo determinante avuto nello sconfiggere il più grande e spietato tentativo di dominio mai messo in atto nel mondo.
Ristabilire e riconoscere le verità storiche senza revisionismi e senza appropriazioni interessate è essenziale per ricostruire il dialogo tra i popoli e gettare le basi per la pace e la cooperazione.
Enrico Rossi

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