Se a Milano non ci fossero le elezioni amministrative e se l’Unione non avesse pensato di contrapporre alla Moratti l’ex prefetto Bruno Ferrante, liquideremmo in poche parole quanto avvenuto durante la celebrazione del 1° Maggio.
Nemmeno una settimana dopo essere stata “contestata”, cioè insultata e minacciata, al corteo per l’anniversario della Liberazione, Letizia Moratti, ministro uscente della Pubblica Istruzione e probabile nuovo sindaco della città, è stata nuovamente “contestata” (pregasi dare lo stesso significato di cui sopra) per aver partecipato alle celebrazioni della festa del lavoro. Ed il suo avversario, come molti neofiti della politica, non ha saputo resistere alla tentazione di esternare ed è andato di gran lunga fuori del seminato.
L’uomo cui erano affidati fino a pochi mesi fa l’ordine e la sicurezza di Milano, niente ha saputo dire contro i violenti e i prepotenti. Anzi li ha voluti giustificare, definendo una provocazione la presenza di Letizia Moratti che era lì su invito della CGIL.
Questo ex prefetto non solo è un irresponsabile: merita, a pieno titolo di essere messo nel mazzo dei violenti e degli incendiari di bandiere ed essere chiamato come la sinistra chiama questi signori quando vuole prendere le distanze da loro e li definisce “i soliti quattro imbecilli”.
Ribadiamo quanto avevamo scritto nell’occasione precedente, con qualche aggiunta.
La sinistra fa male, molto male a sottovalutare. La deplorazione dei soliti “imbecilli” che farebbero storia a se, essendone estranei, non regge. Quattro imbecilli si mettono fuori dai cortei, non si permette loro di esserci sempre a fare le stesse cose, si tratti di auto e bandiere bruciate o di “semplici” insulti e minacce.
Ricordiamo ancora che gli imbecilli e i delinquenti talvolta prendono forza dall’aver consentito con troppa leggerezza simili atteggiamenti prevaricatori: in passato, uomini come Luigi Calabresi, Marco Biagi e Lando Conti furono assassinati dopo che per troppo tempo li si era lasciati insultare impunemente.
Ricordiamo anche che per il Forum dei No Global a Firenze, tre anni fa, temendo quegli incidenti che avrebbero potuto mettere a rischio la loro rielezione, il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini ed il sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, chiesero aiuto al “servizio d’ordine” della CGIL. Tutto filò liscio ed, anzi, l’uno e l’altro ne trassero beneficio per le rispettive campagne elettorali.
Tutto ciò premesso, la gaffe di Ferrante potrebbe tornare utile ad una sinistra che fosse realmente desiderosa di mostrare dei connotati liberali e riformisti. Abbiano la forza e il coraggio DS, Margherita, Rosa nel Pugno, di dichiarare che da ora in poi niente vogliono più avere a che fare con il signor prefetto Ferrante. Darebbero finalmente l’immagine di quel partito moderno, laico, liberale e riformista che in Italia manca. E, proprio mentre si accingono a governare, si attirerebbero simpatie e farebbero cadere diffidenze. Oltre tutto la partita per il comune di Milano sembra già persa. Con candidati come Ferrante, poi!
DS MARGHERITA E RNP MOLLINO FERRANTE
L’uomo cui erano affidati fino a pochi mesi fa l’ordine e la sicurezza di Milano, niente ha saputo dire contro i violenti e i prepotenti. Anzi li ha voluti giustificare, definendo una provocazione la presenza di Letizia Moratti che era lì su invito della CGIL. Se dicessero che non è più il loro candidato, Ds, Margherita e RNP darebbero finalmente l’immagine di quel partito moderno, laico, liberale e riformista che in Italia manca.

Io non sono di Milano, non voterò per l’elezione del sindaco.
Vorrei invitare i Milanesi, se mi è concesso, a 10 giorni dalle elezioni, a lasciar perdere, ora, le disquisizioni le rivendicazioni, le perplessità sul nome Ferrante.
Bisogna concentrarsi sul candidato opposto alla Moratti, per far uscire il comune di milano da quella spirale di qualunquismo che la destra, anche cittadina, incarna nelle istituzioni. Bisogna dire a chiare lettere(voti) al sig. B. che il tempo degli intrallazzi è finito a Milano e nel paese. Bisogna ristabilire i tempi della politica che orienta l’economia e non più dell’economia che governa la politica.
In poche parole, bisogna ricominciare a parlare al plurale(noi) e non più al singolare (io). E’ ora di ribadire che le istituzioni si governano per tutti i cittadini e non solo per pochi intimi.
Bisogna, in poche parole, ritornare ad un modo di fare politica che tenga conto del fattore umano e non solo del businnes.
In bocca al lupo ai cittadini milanesi.
Caro compagno socialista, ti ripropongo quanto da me postato il 4-maggio scorso su “Il Socialista.com.”
“Chi è Ferrante, politicamente parlando ? Nessuno, il sig.nessuno. Perche allora è stato candidato ? E’ una domanda che vale, non solo per lui, ma per molti altri. E’ una buona domanda alla qual, penso, c’è una sola risposta… I quadri dirigenti di partiti e partitini, tutti i partiti, sono degli incapaci, non hanno un minimo, nè di carisma, nè di capacità organizzativa, nè di coraggio politico. Ha ragione Moretti, con questa classe dirigente non andiamo da nessuna parte. Quello che più è grave, è che, come succede sempre agli incapaci, invece di “allevare” quadri di grande capacità, si circondano di incapaci più di loro per non essere scalzati. Ormai va avanti da anni, si candidano persone dello spettacolo, rappresentanti di parti, anche importanti, della società, questori e prefetti, avvocati in vista, ecc.. Intendiamoci, tutta gente molto rispettabile, che purtroppo di politica non ne capisce una mazza. Ebbene, o la base è in grado di fare la “rivoluzione” e mandarli tutti a casa, oppure, che sia un Ferrente, una Moratti, o un sig. B. , cotinueremo a scivolare nell’ oblio politico ed andremo a dividerci sempre di più sui nomi piuttosto che sui programmi. Se gli imbecilli di estrema sinistra e di estrema destra, trovano spazi alle manifestazioni è perchè chi le organizza è talmente pieno di sè da pensare che nulla potrà succedere e quando il peggio succede, la colpa è dell’ estremista, mai di chi ha permesso che succeda.”
Spero di aver risposto alla tua domanda, …in anticipo.
Caro Malabrocca: Ferrante è un servo o un padrone?
Sono perfettamente daccordo, chiunque ha il diritto di partecipare a manifestazioni senza essere aggredito. Anche la Moratti!
Resta però un “piccolo” peccato veniale, non si và a manifestazioni di cui non si condividono i contenuti, non si và a manifestazioni per ragioni diverse da quelle implicite nel tema per cui si manifesta, non si va alle manifestazioni per farsi pubblicità.
Non credo si possa affermare che il 25 aprile ed il 1° maggio sono ricorrenze condivise e perciò di tutti, la prima non può certamente essere condivisa dai fascisti, la seconda non può essere condivisa dai “padroni”.Proprio per il loro profondo significato politico, non è possibile. La riappacificazione delle due italie, non può prescindere dal riconoscimento dei valiri diversi e delle diverse responsabilità.Finche il sig.B. ed i suoi galoppini, insiste nel criminalizzare una parte degli italiani
che pur hanno contribuito alla liberazione di tutti noi dall’oppressione nazifascista,
con grande sacrificio di vite umane, alleandosi poi con chi nel fascismo ancora oggi crede e si riconosce, gli animi continueranno a surriscaldarsi.
Se questo può far piacere al sig. B. che sulle divisioni ha fondato la sua carriera politica, certamente non può far bene all’ Italia ed agli italiani.
Correggo il mio giudizio su Malabrocca che avevo definito appartenere alla cultura fasciocomunista, visto che si definisce socialista e sa discutere senza offendere.
Però sbaglia a gistificare il comportamento dei contestatori dellla Moratti e soprattutto dell’irresponsabile prefetto Ferrante. Non basta qualche fischio ad espellere per due volte dai cortei e a bruciare le bandiere e le automobili. E la Moratti, come tutti noi, può partecipare allemanifestazioni quanto e quando le pare, sopratutto se invitata, come lo era dalla CGIL, il primo maggio. E non si può definire chi lo impedisce solo un cretino. Si tratta di violenti e prevaricatori dai quali occorre prendere le distanze sempre: anche, se occorre, sig. Malabrocca, difendendo la Moratti che non le piace.
E’ un errore politico invitare i DS, la Margherita, la Rosa nel Pugno e,poi magari, i Sindacati a biasimare il comportamento dell’ex prefetto di Milano Bruno Ferrante.E’ il tipico personaggio di marca staliniana, sistemato nell’area politica giusta. Allora? Parlarne signica prenderlo in considerazione. Bisogna sapere attendere che la mela marcia infetti tutto il paniere.
Domenico Civitano Bitetto (BA)
1°, I cretini che portano violenza nei cortei, in piazza, allo stadio, ovunque, sono, non solo dei cretini ma dei delinquenti che non devono e non possono trovare giustificazione alcuna.
2°, i fischi a chichessia, sono legittima manifestazione di disappunto e di protesta dai quali chi strumentalizza le ricorrenze per fini propri non può pensare di essere immune.
3°, ieri sera, la stessa Moratti, alla domanda “quante volte in vita sua ha partecipato ad una qualsiasi manifestazione” ha risposto candidamente, ” non ho mai partecipato perchè non sono mai stata candidato sindaco” (Sic.)
3°, Caro Tullio, niente di tutto questo, io sono semplicemente uno che per 40 anni si è fatto un c… così in fabbrica, e ho imparato a mie spese a diffidare dagli opportunisti e a combatterli con tutte le mie energie.
4°, ringrazio puccio cartoni per il “cretinismo” certo non gli fa onore, ma io non mi lamento, in 40 anni da socialista, figlio di socialisti, sai quante invettive ho dovuto sopportare da parte dei democristiani da una parte e dai comunisti dall’altra ! ?
Non mi formalizzo per così poco, solo mi rammarico che non ci siano più i socislisti di una volta che sapevano ascoltare, anche subire , se necessario, ma poi si muovevano come schacciasassi vero le mete che ritenevano giuste da raggiungere, non con le invettive, non con la violenza, ma con la forza delle proprie idee.
Certo ,in una malabrocca non può pretendersi conservato vin buono.Il commento e la considerazione vengono da sè. Quanto al Ferrante ,sarà certo,con tutta evidenza “un bieco opportunista “ , ma sul tocco di cretinaggine non calcherei troppo la mano……magari inopportuno,per certi aspetti , ma diciamo che non appare –nella circostanza- per niente scemo ………. considerato che tra i nuovi “onorevoli” compare adesso anche tal Caruso , noto per la voce stentorea ,anche se non tanto tenorile….bisogna o non bisogna saper scegliere la parte giusta ,nella vita !???!
L’ex prefetto ferrante è un bieco opportunista e anche un po’ cretino.
Per fare il sinistrorso, una necessità che gli deriva dall’essere stato un moderato conservatore, non si accorge di essere ridicolo e inopportuno.
Marcello
Sono studente del terzo anno di giurisprudenza e vorrei chiedere al sig. malabrocca: per quali cose occorre chiedere permesso? E, sopratutto, chi rilascia i permessi? E lui cosa fa di mestiere: il PM, il commissario di pubblica sicurezza, il commissario politico? Guardo con tristezza al futuro: mettiamo che il sig. malabrocca abbia ragione, che la sig.ra Moratti sia una padrona e la cognata Milly, avendo scelto la parte “giusta” sia invece una lavoratrice; mettiamo che il babbo in carrozzella (deportato) fosse “in concorso” nel disegno criminoso di lei. Ammettiamo tutte queste cose; è giusto offendere e menare?
Non so a quale partito appartenga il sig. malabrocca, ma ne riconosco il filone “culturale”: comunfascista o fasciocomunista.
Che la partecipazione dellaMoratti alle sfilate del 25 aprile e del 1°maggio siano del tutto strumentali nessuno lo può negare.
la stessa sig.ra che oggi afferma di affidarsi al sindacato, fino a ieri ha partecipato al tentativo di delegittimarlo.Npn si è mai vista sfilare a nessuna manifestazione in vita sua.Non paga, ha portato in piazza ,per legittimarsi, il padre in seddia a rotelle, dovrebbe vergognarsi.Ha fatto bene Ferrante ad affermare che alle manifestazioni ci si va se si crede nei valori per cui si sfila. Non mi sembra che la sig.ra , fini a ieri, abbia dimostrato di credere nei valori del 1°maggio e ancor meno, come il suo capo sig. B., al 25 aprile.Avrebbe certamente fatto miglior figura se fosse andata altrove, come ha sempre fatto.
Un minimo di coerenza, suvvia.
Questa è la chiusura di un curriculum del Prefetto Bruno Ferrante.Secondo voi è lo stesso personaggio intollerante che sceglieva chi doveva sfilare nel corteo del primo maggio? E’ la stessa persona che accusava la Moratti di sfilare per farsi pubblicità, oppure è lui che ha voluto riempire le cronache dei quotidiani più importanti, anche a costo di ricevere le accuse di intolleranza da parte di quasi tutti i partiti compresi quelli dello schieramento per il quale si presenta da candidato alle elezioni comunali?
Uomo intriso di senso dello Stato e delle istituzioni, dall’aria rigorosa e un po’ severa (ma è solo un po’ di timidezza), in realtà molto aperto e progressista, Bruno Ferrante sta risvegliando energie intellettuali sopite e raccogliendo intorno a sé e al suo laboratorio riformatore le migliori intelligenze cittadine. Candidandosi con carisma e autorevolezza ad essere un protagonista e un trend-setter della nuova politica, milanese e nazionale
A cura di battista l’archivista
E’ anche colpa dei cittadini che non hanno mai il corraggio di protestare, e non l’hanno avuto in specie quando il Ferrante ferneticaca sui privati che avrebbero dovuto risolvergli il problema “Via Adda” a loro spese. Quando si tace si acconsente!
Dio ci liberi da un simile Sindaco.