Vedo che da noi si fanno domande sempre piu’ spesso di questo tenore “e adesso, dopo l’esito del Brexit, gli inglesi con chi si assoceranno”?
Ma associarsi con chi, per che fare? La Svizzera chiede associazione a qualcuno? E poi l’UK fa parte del Commonwealth, una comunita’ immensa, tra cui l’India… forse sfugge che la regina d’Inghilterra e’ (ancora? credo di sì) capo dello stato dell’Australia, e con l’Europa varranno, male che vada, i trattati internazionali sul libero commercio.
Quello che non vogliono, ma e’ solo uno degli aspetti, e’ che l’enorme accampamento di “profughi” di Calais si riversi in Inghilterra, anzi non vogliono neppure che gli europei lo facciano, mettendo in tensione l’immobiliare, che gia’ lo e’ abbastanza, il mercato del lavoro e i servizi sociali.
E poi, in caso di recessioni o grosse crisi economiche in futuro, pensano che la scelta giusta è avere le mani libere per mettere in campo velocemente, e senza dover mediare con altri paesi, magari molto diversi per struttura economica e sociale, le misure che ritengono piu’ opportune.
Ecco, si parta da tutto questo, se si vuole discutere delle scelte inglesi, tenendo anche conto del fatto che la sterlina c’era prima, come ci sara’ nel futuro. Alla moneta propria -e a molto altro- gli inglesi non rinunceranno mai, ci piaccia o no. Ne’ dobbiamo preoccuparcene piu’ di tanto, la classe politica inglese e’ storicamente di prim’ordine, ne’ ci sono intrighi -in combutta con forze politiche e finanziarie esterne- per accaparrarsi delle risorse dei propri cittadini, come succede a volte in altri paesi, della qual cosa si si dovrebbe comunque preoccupare per il disordine internazionale che ne nascerebbe.
Ma con chi dovrebbero “associarsi” gli inglesi?
Forse più per preoccupazioni interne, che per vero timore degli esiti per gli inglesi, in Italia ci si chiede “e ora con chi si assocerà l’UK ?”. Ma alla domanda non segue in genere un’adeguata risposta. Qui si tenta brevemente di spiegare cosa vogliono oltremanica.

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