Tormentone sotto le Feste, come tormentone a primavera quando occorre decidere dove andare a fare le ferie. Come il tormentone del film di Natale. Come il tormentone dei regali. Tormentoni che ci piacciono alla fine. Insomma dove andiamo per le feste di Natale 2009? Consiglio della nonna. State a casa che risparmiate e vi godete il focolare. Ma dai nonna non essere così antica. “Eh, na volta..” E ricorda di quando era un viaggio andare da Gabbiana a Palidano, tradotto in comuni da Marcaria a Gonzaga. A volte anche adesso se trovi la provinciale intasata. Dunque dove si va per questo Natale Capodanno Befana 2009 2010? C’è di tutto in offerta. Dalle agenzie on line alle promozioni aziendali e delle associazioni Dal Mar Rosso alla Giordania, da New York a Londra, dalla scintillante eiffeliana Parigi all’intramontabile walzer esca Vienna. Gruppi di colleghi hanno deciso di sfidare la sorte geografica e tutte le avventure del medio oriente prenotando un viaggio in Giordania con cenone di Capodanno o ad Amman o in giro. Altri hanno deciso per la Siria con tappa fatidica per passare da un anno all’altro a Damasco: brindare al nuovo anno nella capitale siriana potrebbe, pure, fare chic. A noi qualche anno fa ha fatto chic brindare in 30 sotto la pioggia alla stazione delle corriere di Agrigento, senza spettacolo e senza fuochi ma con una miriade di razze rappresentate più carabinieri e polizia. A ognuno la propria festa. E da tempo, forse da sempre, ci diciamo che al vera festa è quella che sentiamo dentro. Poi però se non c’è un viaggio, uno spostamento, un fuoco, una méta ci sembra che ci manchi qualcosa. Diceva il compianto Federico Scianò, giornalista di grande sensibilità, che lui aveva trovato il mondo pieno di sensazioni una volta anche all’interno di una disadorna cella di un convento due metri per due. Con un letto un comodino spoglio e tre libri. Lui che aveva girato il mondo come inviato del Tg1 e aveva fatto i corrispondente da Londra negli anni d’oro. C’è sempre una festa dentro. Una festa non è solo una méta ma è anche un approccio. Tradotto: non è importante solo “dove” andare, ma “come” andare. Puoi immaginare la destinazione più glamour e poi se sei di umore sotto ed emozione arida… hai voglia a sentire il glamour. Questo sarà il fine d’anno di Torino e dei conventi. Si sente. Torino è dicentata sicuramente la città più glamour e fashion d’Italia negli ultimi anni, soprattutto dopo il restauro post Olimpiadi. Bella, affascinante, coinvolgente, elegante, culturalmente elevata a Torino quest’anno hanno istallato persino le luminarie d’autore. Altrochè la città solo fabbriche e scioperi, solo sirene e nebbia. Torino è una immagine d’Italia fortemente evocativa ora di benessere e qualità della vita. Merito di questi amministratori che l’hanno trasformata senza rivoluzioni ma con la cortese sapienza e saggezza della gradualità. Passeggiare da piazza Statuto a via Verdi, passare davanti ai palazzi che hanno fatto la storia d’Italia all’inizio ti fa sentire comuqnue al centro di una emozione. Queste facciate così imponenti da Parigi sul Po e queste vetrine che ti lanciano desideri dal cioccolato al bicerin. Ben “A vegn a Turìn”. L’altra grande tendenza del momento è quella dei conventi. Un ritiro in una casa di spiritualità è molto di moda da qualche anno ma soprattutto adesso apre intensificarsi una ricerca del posto tranquillo ed evocativo: Vallombrosa, Camaldoli, piccoli conventi nell’Appennino umbro e toscano stanno diventando destinazioni che si trasmettono con sussurri e coperure come una ricetta da non svelare. Anche questa è già Festa, pensare ad una Festa dentro, proiettando e progettando (come spiegherebbe il prof. Cacciari: pro iettare, gettando oltre) la nostra idea, la nostra sicurezza di Festa.
Fabrizio Binacchi
www.virgola1.splinder.com

Sono torinese da generazioni… Grazie.