Ai turisti italiani che vengono a Washington consigliamo una visita al Newseum, il museo dell’informazione. È come andare nel museo di storia naturale a vedere i fossili dei dinosauri. E sono tanti, giornalisti, insegnanti, editori a domandarsi dove stia andando il giornalismo classico. Quello della carta stampata e dei notiziari televisivi. In America aumenta il numero di coloro che leggono un quotidiano su Internet, senza pagare. Secondo una indagine, l’80% degli americani non intende sborsare un cent per leggere una testata sulla Rete. Anche se il più potente tra gli editori globali, Rupert Murdoch, ha deciso di far pagare la consultazione del suo Times di Londra. Le televisioni via cavo si stanno facendo una guerra spietata a colpi di conduttori che, lasciata da parte l’obiettività giornalistica e la contrapposizione delle fonti, si insultano a vicenda, solerti sostenitori di schieramenti politici. Il giornalismo dalla parte del lettore o dello spettatore sta tramontando sommerso dalle migliaia di blogs ognuno dei quali non ha obblighi di verifica delle notizie messe in Internet. I media tradizionali perdono montagne di denaro, chiudono decine di redazioni, vedono assottigliarsi la pubblicità. La polarizzazione ha preso il posto dell’obiettività. Chi non è schierato non trova lavoro. Ed il colpo di grazia arriva dall’ ‘infotainment’ la informazione contenuta nelle trasmissioni di intrattenimento, spesso contaminata dalla pubblicità sommersa e dalle pubbliche relazioni. In questo panorama desolante svetta il ruolo della National Public Radio unico pilone di ormeggio di una informazione alla deriva.
CINEMA: USA, REGISTA ITALIANO PROPONE NUOVO MODELLO BUSINESS
(ANSA) – WASHINGTON, 26 NOV – Il backstage del film è stato
trasformato in un programma televisivo di otto puntate ed una
emittente ha comprato il format, finanziando così in modo
sostanziale la produzione del film: questo il nuovo modello di
produzione cinematografica messo a punto negli Stati Uniti da
un giovane regista italiano, Max Bartoli, che in questo modo ha
trovato le risorse per finanziare il suo ultimo film, ‘Atlantis
Down’.
Il film, che può essere catalogato come una coproduzione
italo-americana, sarà presentato all’Ambasciata Italiana a
Washington non solo perché sono italiani design, montaggio,
musica, costumi, reagia e aiuto regia, ma soprattutto è di
iniziativa italiana l’originale modello di business.
Il lavoro, che sarà girato in Virginia e che uscirà il
prossimo anno, è un thriller di fantascienza. (ANSA).
DE PROFUNDIS PER IL GIORNALISMO OBIETTIVO
di Oscar Bartoli

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