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Doppio standard

Esiste un evidente doppio standard poiché il mondo occidentale condanna l’attacco di Hamas del 7 ottobre ma non condanna il bombardamento di Gaza da parte di Israele né chiede un cessate il fuoco. Quando è avvenuto il 7 ottobre, il mondo ha immediatamente e inequivocabilmente sostenuto Israele e il suo diritto di difendersi e ha condannato l’attacco avvenuto. Ma per quello che accade nelle ultime due settimane, stiamo vedendo un silenzio imbarazzante e sconcertante frutto evidente di una duplice morale di un duplice grado valutativo.

di Daniela Piesco | 28 Ottobre 2023

Degli oltre 7.000 morti registrati a Gaza nell’ultimo bilancio delle vittime della guerra, 2.913 sono bambini, segnala il ministero della Sanità di Hamas, che conta anche 1.709 donne

Esiste un evidente doppio standard poiché il mondo occidentale condanna l’attacco di Hamas del 7 ottobre ma non condanna il bombardamento di Gaza da parte di Israele né chiede un cessate il fuoco. Quando è avvenuto il 7 ottobre, il mondo ha immediatamente e inequivocabilmente sostenuto Israele e il suo diritto di difendersi e ha condannato l’attacco avvenuto. Ma per quello che accade nelle ultime due settimane, stiamo vedendo un silenzio imbarazzante e sconcertante frutto evidente di una duplice morale di un duplice grado valutativo.

Nonostante le ingiustizie enormi del passato non si è appresa alcuna lezione. Mi appello a Stati Uniti e Unione Europea affinché prendano una posizione in nome della giustizia. A nessuno venga in mente che per colpire il popolo palestinese bisogna togliere gli aiuti umanitari a Gaza.

Si stanno diffondendo malattie dovute a carenza d’acqua e scarsa igiene. Ci sono focolai di vaiolo, diarrea e dolori alla testa, febbre diffusa”. Da giorni si parla di rischio colera (nel 2022 si è diffuso in Siria e Libano, non è uno scenario campato per aria).

Le agenzie umanitarie hanno ripetutamente avvertito della crisi sanitaria nella piccola enclave, il blocco israeliano ha tagliato elettricità, acqua pulita e carburante, facendo entrare solo pochi convogli Onu con cibo e medicine. “Le scuole utilizzate come rifugi ospitano troppe persone, sono un terreno fertile per la diffusione delle malattie”, dice alla Reuters un medico locale. L’ospedale privato indonesiano, il più grande nel nord di Gaza, ha fatto sapere di aver chiuso tutti i reparti tranne la terapia intensiva. Il ministero della sanità guidato da Hamas afferma che dal 7 ottobre in poi sono rimasti uccisi nei raid israeliani quasi 5.800 palestinesi.

Nella notte violenta incursione, prima con pesanti bombardamenti, poi con incursioni di terra. Non si tratta della grande invasione via terra annunciata nei giorni scorsi, ma è senza dubbio un segnale di accelerazione: mai così tanti aerei sono decollati per i raid nell’enclave palestinese.

L’Assemblea Generale dell’Onu ha approvato la bozza della risoluzione presentata dalla Giordania, a nome dei Paesi arabi, per una tregua umanitaria. L’Italia si è astenuta perché mancava la condanna di Hamas. Respinta invece la bozza del Canada che conteneva proprio la condanna degli attacchi. Il voto dell’Onu, non vincolante, ha scatenato l’immediata reazione di Israele, come sottolineato su X (ex Twitter) da Lior Haiat, il portavoce del ministero degli Esteri israeliano: “Israele respinge categoricamente la decisione presa questa sera dall’Assemblea generale dell’Onu. Ancora una volta, quando le azioni criminali di Hamas vengono smascherate, l’Onu rivela il suo vero volto con una decisione scandalosa. Israele respinge la richiesta di cessate il fuoco e continuerà ad agire per garantire la propria sicurezza e quella dei suoi cittadini. Proprio come il mondo si è unito per sconfiggere l’Isis e i nazisti, la comunità internazionale ha l’obbligo morale di sostenere Israele nella sua lotta contro Hamas. Israele ringrazia il Canada per l’emendamento proposto, che condanna Hamas e chiede il rilascio di tutte le persone rapite, ottenendo il sostegno dei paesi occidentali e una maggioranza significativa dei paesi di tutto il mondo”.

A questo proposito mi piace ricordare una citazione di Konrad Adenauer del 1952: «Il futuro dell’Occidente non è tanto minacciato dalla tensione politica, quanto dal pericolo della massificazione, dell’uniformità del pensiero e del sentimento; in breve, da tutto il sistema di vita, dalla fuga delle responsabilità, con l’unica preoccupazione per il proprio io».

Daniela Piesco

Pubblicato in : Editoriale, EsteriTag: adenauer, comunità internazionale, crisi, futuro, italia, ministero degli esteri, mondo, nazisti, persone, sanità, siria, sostegno, stati uniti, unione europea

Info Daniela Piesco

Avvocato, giornalista pubblicista, direttore responsabile del quotidiano online “L’Eco del Sannio” di Benevento, condirettore del giornale internazionale on line “Radici”. Appassionata di cultura, politica e attualità scrive su “L’Eco di Milano e Provincia”, sul “Corriere Nazionale”, sul “Corriere di Puglia e Lucania” e su “Stampa Parlamento”.
“Sono fermamente convinta, prendendo a prestito le parole di Moravia, che quando le informazioni mancano, le voci crescono.”

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Enrico Martelloni

    29 Ottobre 2023 alle 10:39

    Hamas è una organizzazione criminale, non un governo riconosciuto e nemmeno rappresenta i palestinesi vitteme di Hamas e di un certo tipo di nazioni che si sono guardate bene di aiutare quel popolo come è accaduto fino ad oggi.
    Hamas, come la cosiddetta russia con l’Ucraina, ha attaccato Israele, non viceversa. Nella sua costituzione c’è la volontà di distruggere Israele, non viceversa.
    L’errore più grosso sarebbe quello di una vendetta diretta di Israele, perché i criminali si nascondono dietro gli innocenti che raccontano le bufale come quella dell’ospedale.
    Israele ha ragione, ma ha al suo interno democratico un eccesso di fanatismo religioso. Sono lontani i tempi di Ben Gurion, Golda Meir, Sharon.
    Israele deve frenare la sua rabbia e puntare a punire Mosca dove Hamas è andato ad abbracciare il suo fornitore di armi e alleato.

    Rispondi

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