In attesa dell’inaugurazione del 79° Maggio Musicale Fiorentino, la stagione dell’Opera di Firenze 2015/16 si conclude con un accattivante doppio appuntamento concertistico nella settimana entrante.
Il primo concerto, previsto per mercoledì 6 (ore 20), è interamente dedicato a Cajkovskij ed ha come protagonista Oleg Caetani, direttore d’orchestra esibitosi più volte con la compagine del Maggio. Dopo aver compiuto i suoi primi studi con la grande didatta Nadia Boulanger ed essersi formato, fra gli altri, con Franco Ferrara, Caetani ha debuttato appena diciassettenne, dirigendo “Il combattimento di Tancredi e Clorinda” di Monteverdi. In seguito ha conseguito prestigiosi riconoscimenti, quali la vittoria al Concorso “Karajan” di Berlino e ha quindi intrapreso una carriera di alto livello, approfondendo con cura particolare il repertorio dei russi Sostakovic e Cajkovskij.
Di quest’ultimo all’Opera di Firenze Caetani interpreta “Romeo e Giulietta”, ouverture fantastica di ispirazione shakesperiana, e la Sinfonia n. 5 in si minore, opera strumentale densa di passioni contrastanti e caratterizzata da un’ardente carica ritmica e melodica.
Il ricavato della vendita dei biglietti sarà devoluto all’Associazione Amici di S. Spirito.
In occasione del secondo appuntamento concertistico (sabato 9, ore 20) troviamo sul podio il milanese Daniele Gatti, nominato per il 2016 Chief Conductor della Royal Concertgebouw Orchestra, dopo aver concluso il suo mandato di Directeur Musical dell’Orchestre National de France. Gatti ha diretto più volte gli strumentisti del Maggio e di lui si ricorda con particolare emozione la splendida interpretazione del “Pelléas et Mélisande” nella scorsa edizione del Maggio Musicale Fiorentino.
Nel concerto odierno il programma offre uno dei maggiori capolavori della produzione sacra del XIX secolo, l’oratorio “Elias” di Felix Mendelssohn, eseguito per la prima volta con eccezionale successo circa un anno prima della precoce scomparsa del compositore tedesco.
Negli oltre quaranta numeri in cui si articola, “Elias”, lavoro di imponenti dimensioni, segue la canonica alternanza di arie, recitativi, concertati e cori, non solo mostrandosi fedele alla gloriosa tradizione del contrappunto barocco di stampo tedesco (e “riscoperto” dallo stesso Mendelssohn), ma anche facendosi espressione di una teatralità di sapore romantico.Per info su entrambi concerti, si veda www.operadifirenze.it

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