Ci sono voluti quindici anni per capire che il populismo e l’integralismo sono destabilizzanti per la democrazia e per lo sviluppo civile ed economico di un popolo. Malgrado ciò, sembra difficile, per la confusione politica che vige in Italia, creare, in alternativa al bipolarismo, come alla proposta di un federalismo pasticciato, una intesa tra cattolici e socialisti per una forza di governo, simile a quella già sperimentato positivamente negli anni ottanta, quando l’Italia, grande e autorevole, trattava da pari a pari con le potenze orientali ed occidentali.
Nel giugno del 2006 il PLLS denunziò il degrado politico italiano, determinato dai due Poli, impegnati a distruggersi fisicamente, trascurando i problemi che assillavano il Paese. In tale riunione il PLLS assunse l’impegno di formare un soggetto politico autonomo dai poli, con forze giovani, democratiche, laiche e cattoliche moderate per riprendere il dialogo con il popolo tradito, deluso e beffeggiato dai profeti moralizzatori di sinistra e da scissionisti di destra. Pochi colsero il grido d’allarme del PLLS teso al cambiamento dello stagnante bipolarismo, che trascinava l’Italia verso il baratro dell’oscurantismo culturale, etico e politico. Nel nulla svanì la riunione di Bertinoro, per colpa di taluni obsoleti personaggi politici, sordi ad ascoltare le lagnanze del popolo e attenti a non parlare di rinnovo generazionale e di nuova linea politica per guidare il Paese.
La traumatica caduta del governo, guidato da Prodi, ha dimostrato tutto il realismo dei temi trattati, in quella riunione, dal PLLS. Il bisogno di un nuovo soggetto politico, tra forze omogenee, è avvertito oggi anche dai due poli, incapaci di seguire, al proprio interno, una linea politica condivisa da tutti i gruppi. Troppe contraddizioni programmatiche, numerosi interessi contrapposti da salvaguardare, hanno determinato la bocciatura del governo Prodi.
Nel Polo di destra la fibrillazione politica non è diversa da quella della sinistra e ciò per la presenza della Lega e dell’UDC.
Lo scenario politico, che si va disegnando con le teorie Veltroniane e Berlusconiane di scollamento con le rispettive forze satelliti non, lasciano sperare nulla di buono per il popolo italiano, sempre più trascurato e lasciato al proprio destino. Le votazioni, fissate per il 13 e 14 aprile, creano ulteriori e dannose confusioni tra le forze politiche minori, impreparate a riorganizzarsi in un modo completamente diverso dal passato recente e preoccupate di scomparire dalla scena politica.
Lo stesso PLLS è costretto, alla luce della mutata situazione politica, a rivedere la propria posizione organizzativa, per possibili alleanze con altre forze politiche. Rimane fermo il riferimento storico della prima repubblica, quando, l’accordo tra D.C., PSI, PLI, PRI e PSDI rese l’Italia un paese grande tra i grandi del mondo. Tale riferimento servirà a creare una nuova intesa tra forze laiche, socialiste e cattoliche per una forza di governo capace di ridare fiducia e benessere al Popolo italiano. Il nuovo soggetto politico avrà un nome e un simbolo che marcheranno la diversità dalle altre forze politiche. La scelta sarà fatta dall’assemblea, prevista per il primo di marzo prossimo venturo. L’organo di stampa del nuovo soggetto politico potrà rimanere PENSALIBERO stampato con i tre colori della bandiera italiana.
Domenico Civitano

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