Non possiedo capacità mediatiche e premonitive, non faccio pronostici o leggo sfere magiche, ma di una cosa ho la certezza: comunque vadano le elezioni, e chiunque sia il vincitore, l’Italia dovrà dotarsi subito di un terzo soggetto politico che aggreghi i liberali, i riformisti e i liberi pensatori che non s’individuano nella logica clientelar-lobbista della Casa delle Libertà, né tanto meno con i comunisti trasformisti, no-global o delinquenti di sinistra e partitucoli dei vari orticelli botanici, vari senza anima e cultura democratica.
Analisi cinica? Spietata? Impulsiva? No, semplicemente è la constatazione che il sistema elettorale italiano “scimmiottato” all’ anglosassone in Italia non ha attecchito: Qualcuno ci spiegava non molti anni fa, che nel nostro Paese c’erano troppi partiti (sic) !
Un sindacato, la Cgil, che abbraccia le filosofie di Confindustria, è un’offesa al mondo del lavoro organizzato e non, che rischierà di far pagare prezzi altissimi ai lavoratori sul piano della solidarietà e a scapito del liberalismo più spinto. Il Partito Radicale, o meglio la lobby di Pannella che ci ha portato ad un referendum per l’abrogazione dell’articolo 18, oggi marcia compatto assieme ai DS fino a ieri acerrimi nemici. Che dire?
Un’istituzione come la Chiesa, che per voce del cardinal Martino predica l’insegnamento di arabo nelle scuole italiane, quasi che altre religioni non abbiano la stessa dignità (?), ma che rischia di aggravare la già pesante situazione di sofferenza e di intolleranza che molte comunità hanno verso gli stranieri e in particolare verso quei Paesi che alimentano il fondamentalismo e cercano lo scontro di religione. Non ha forse sufficienti responsabilità il mondo clericale rispetto al fenomeno migratorio avendo operato e agito per troppi anni in un sistema diseducativo diffuso pur di acquisire consensi alla spiritualità cattolica, scambiando la politica dell’accoglienza con il “laisser faire”?
Poverini, sono extracomunitari, porgiamo l’altra guancia, vanno aiutati e sostenuti. E i doveri degli stranieri verso il paese ospitante? E verso gli italiani?
Per non parlare dei vari atteggiamenti verso questo mondo dove l’alfiere Ferrando, già prefetto di Milano, ha dato prova di “sensibilità” e mediazione superando il diniego sulla legge per l’esercizio dell’attività della scuola islamica della città lombarda.
Di converso, ci troviamo con i furbetti di quartiere che tentano di comprare Banche per un polo leghista delle Popolari nel ricco Nord, sostenuti da esponenti con il fazzolettino verde e forzisti; un leader che tutto ha fatto per rilanciare l’economia e le grandi opere, senza considerare che il suo elettorato ha difficoltà principalmente ad arrivare a fine mese con salari e pensioni; attento a difendersi da certa faziosa magistratura di sinistra che però non gli ha impedito di fare le leggi “ad personam”
Aggiungiamo a ciò un ministro dimissionario per intercettazioni telefoniche e il suo predecessore, dimessosi per tangenti. Non citiamo il capo dell’Udc per rispetto al suo elettorato, tutto proteso a fare l’uomo super partes ma impegnato nello sfilare uomini al partito di Forza Italia. Sarà che a Roma l’hanno battezzato “er Piergi Bugia”: mai tale nomignolo è più appropriato per questo bravo figlio d’arte di Forlani.
Questo è lo scenario dove il cittadino medio, impegnato magari in politica o in organizzazioni di massa, si trova a dover decidere e votare.
Certo, piuttosto che vinca lo squadrismo di sinistra dei no-global o dei delinquenti dei centri sociali, è meglio un voto a destra, ma rimane aperta la ferita di un sistema elettorale che va corretto, e soprattutto che dia l’idea che domani c’è una prospettiva, e non sarà certo con la sinistra al potere che i conti pubblici saranno riportati a parametri accettabili, che l’economia e che il sistema Italia riprenderà verso un new deal.
Tolto Berlusconi quali scenari si prospettano per una coalizione che è divisa su tutto meno che sul cacciare il Cavaliere?
Renzo Vernier

Grande Renzo Vernier, mi trovi in sintonia perfetta.
Gigio
Anche nel rapporto con la Chiesa Cattolica ci vorrebbe un terzo polo, che non sia né genuflesso alla CEI né anticlericale per partito preso. Personalmente sono favorevole ai PACS, contrario ai matrimoni gay e dubbioso sull’eutanasia… dove mi dovrei collocare? Credo che sia giusto seguire il proprio pensiero su ogni argomento. A costo di ricevere, di volta in volta, etichette non gradite… Del resto, il nome di questo notiziario non è proprio Pensalibero?