“Martini conferma la sua piena fiducia all’Assessore Toschi che definisce gli esponenti del centro destra “una destra reazionaria, conservatrice e fascista dentro, non nei vestiti, insomma degli avventurieri allo sbaraglio”.
Maurizio Dinelli – Presidente del Gruppo Regionale di Forza Italia – denuncia con forza l’atteggiamento “protettivo” che il governatore Martini ha tenuto nei confronti di Toschi che consiste in una legittimazione di fatto per un comportamento che non si addice ad una figura istituzionale.
“Le affermazioni di Toschi interessano poco il Presidente della Toscana che tenta di superare il vistoso imbarazzo per le dichiarazioni di un Assessore della propria Giunta usando il sorriso e sminuendo la polemica politica; peccato.
“La delega di Toschi alla “Cooperazione internazionale, perdono e riconciliazione fra i popoli” dovrebbe, invece, preoccupare, e molto, Martini. Forse dovrebbe rivedere la scelta dell’Assessore Toschi o per lo meno delle deleghe a lui assegnate; non è accettabile che una figura istituzionale del Governo della Regione Toscana si permetta di delegittimare non solo i partiti dell’opposizione ma anche quelli della maggioranza che gli hanno permesso di essere eletto.
Toschi, oltre alle offese per il centrodestra, dichiara che “per la salvezza dell’Italia nessuno può essere tenuto fuori, neanche i partiti” delegittimando tutte le forze politiche, comprese quelle di centrosinistra, non degne, secondo lui, di partecipare da protagonisti alle prossime elezioni politiche.
Non risparmia critiche neanche per esponenti toscani e nazionali del centrosinistra affermando che sia il Sen. Amato che l’On. Chiti (DS) non dovrebbero neppure essere in lista come candidati al Parlamento.
Tutto ciò comporta un forte degrado della politica, inammissibile, specie se proviene da una figura istituzionale; degrado che coinvolge così anche la parte politica che sostiene l’Assessore Toschi.
A volte in politica si devono riconoscere i gli errori, soprattutto per salvaguardare i rapporti di correttezza politica che devono rappresentare i fondamenti del legittimo e democratico confronto”.

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