Per guardare con una certa ottica, giudicare e capire gli uomini della società civile, sarebbe opportuno trascorrere qualche ora tra i malati di mente, in libertà, nel giardino del manicomio. In tale luogo si vive l’emozione della paura, contestualmente a quella della umana solidarietà e della pietà cristiana. Sola comprensione, di fronte a tanta miseria umana. I malati avvertono la presenza di una persona nuova e tentano subito di intavolare uno scambio di parole. Non dicono il loro nome anagrafico, anche perché non lo ricordano, si presentano con il nome del generale Tizio o Caio. C’è chi dice di essere il sommo poeta Sempronio o il musicista Tale dei Tali. Qualcuno si presenta come politico. Un altro dice d’essere Garibaldi.
Chi vive l’emozione d’essere vicino a tali malati, deve sapere di assecondarli in tutto e mostrarsi compiaciuto della loro personalità e attendere, infine, che si allontanano s pontaneamente. Da un tale luogo si esce impressionato da tanta sofferenza e condanna a non poter conoscere e godere le bellezze della vita: la famiglia, la società, il lavoro, il tempo libero e la bellezza della natura. Si esce, pure, più maturo spiritualmente.
Guardando alcuni fenomeni di vita quotidiana della società civile, viene subito da pensare come mai si presentano fatti contrari all’etica umana e al vivere civile, per opera d’ individui ritenuti sani mentalmente.
Un male invisibile affligge l’umanità: “L’egoismo”. E’ il male che rode la vita dell’individuo fino a trasformarlo un mostro irragionevole verso chi si oppone al suo cammino di conquista e d’appagamento delle proprie ambizioni.
I fatti di cronaca, che ti lasciano senza fiato, meritano un diverso e più responsabile esame specie per quanto riguarda il nostro sistema giuridico e il falso moralismo cristiano.
Il male in esame è l’egoismo umano. Un m ale, che vive in costanza con l’individuo e in ogni sua et! à.
Il mito della personalità, quello degli affari economici, della prevaricazione, del condizionamento e del sadismo sono tutte derivazioni dell’egoismo.
Il fenomeno aberrante dell’egoismo si evidenzia in tutta la sua specificità negativa nel mondo politico. Per rendersene conto, bisognerebbe viverci dentro e guardare tutte le sfumature degli atteggiamenti plateali di presunzione culturale, di statista consumato, di veggente incompreso o mal sopportato e poi, di tanta macroscopica incompetenza, nella elementare valutazione dei meriti e dei bisogni, come dei mezzi e dei bisogni.
La ragione di tutto ciò, si dovrebbe trovare nella marcata assenza d’ideologie politiche, disinteresse per gli insegnamenti della storia, e i limiti culturali, per fare storia.
Un Paese senza storia, senza stimoli culturali, fiorente di fenomeni emulativi a creare, delusioni, sfiducia, amarezza, è destinato a addormentarsi senza la prospettiva di un domani diverso, m igliore.
18.01.2007
Domenico Civitano Bitetto(BA)

Civitano,
impudicamente mostri i Tuoi “disturbi della personalità”.
Sei un Socialista. Più gravemente, Nenniano.
Con la stima di sempre,
franchini