I vari Ministri, le tante Commissioni lavorano giorno e notte per nulla. Il risultato è che il mattino si prende una decisione, a mezzogiorno si rivede il problema e la sera si propone di lasciare tutto come prima.

L’Italia sembra avvolta da una fitta nebbia che non consente vedere oltre un metro di distanza l’uno dall’altro.
Camminare nel buio si perde il senso dell’orientamento, si teme di sbattere contro un ostacolo e farsi del male. Tutto diventa rischioso e per tale ragione si sospetta tutto e di tutti.
La politica, come la nebbia, è ritenuta la causa di tutti i mali. Gli scandali a essa legati sono i più squalificanti, i più dannosi per l’immagine dello Stato, il quale è costretto a subire l’intervento della Magistratura per declamare la natura del reato e stabilire le rispettive pene. Seguono, di conseguenza, le schermagli tra politici, tra questi e i cittadini, senza escludere i Magistrati che si sono esposti in politica attiva. Molto spesso le diverse posizioni diventano veri spettacoli mediatici come se fossero dei semplici incontri sportivi con lo schieramento dei tifosi di una e dell’altra parte.
Il dato più negativo del momento è la presunzione da parte di tutti quelli che occupano posti importanti, diciamo pure decisivi per la risoluzione dei problemi del Paese, credersi professori avendo appena una preparazione culturale da quinta elementare.
Si può credere a un Ministro che afferma che il duemilaquattordici, appena iniziato, sarà l’anno della riduzione delle tasse e della ripresa economica, mentre il Governo prepara decreti per imporre altre tasse da fare spavento.
Per zittire i Comuni che non riescono a quadrare i conti per i servizi ineludibili per i propri cittadini, il Governo autorizza l’elevazione delle aliquote, senza rendersi conto che un buon quaranta per cento della popolazione non è più in grado di adempiere tali imposizioni.
Per l’anno in corso sono previsti tanti aumenti di tasse da pensare che si arriverà a pagare una tassa anche sull’aria che si respira.
Il PD che guida la maggioranza del governo non riesce a seguire, per le lotte interne, le lamentele di chi era imprenditore e oggi ricorre alla Fratres per un piatto di minestra calda.
Il ministro Saccomanni, che guida i settori dell’economia e della finanza scherza con gli Italiani come fossero bambini al teatrino di Pulcinella.
Nessun cittadino ha creduto alle dichiarazioni del Ministro sulla riduzione delle tasse nel duemilaquattordici. Evidentemente non conosce le imprecazioni della Confedilizia verso lo Stato che parla d’innalzare le aliquote della Tasi e IMU. Si parla di elevare a 3,5 e 11,6 per mille le aliquote rispettivamente per le prime case e per le seconde.
Nessun governo ha fatto ridere e innervosire come questo governo delle strette intese e dell’assoluta incapacità di operare seguendo una linea di programma per affrontare i problemi del Paese. I vari Ministri, le tante Commissioni lavorano giorno e notte per nulla. Il risultato è che il mattino si prende una decisione, a mezzogiorno si rivede il problema e la sera si propone di lasciare tutto come prima.
Il giorno dopo il Presidente della Repubblica lamenta la mancanza di proposte sulle riforme istituzionali e soprattutto riguardante quella elettorale. C’è chi, per tale problema parla del sistema spagnolo, chi della legge elettorale tedesca, altri ancora guardano alla legge dell’elezione del Sindaco. Non manca chi fa cenno alla Carta costituzionale e parla di legge proporzionale pura.
Matteo Renzi insiste su una legge elettorale che consenta a fine votazione di sapere chi ha vinto e chi ha perso. Non è sufficiente esprimere una tesi sia pure condivisibile. Il problema è come formulare la legge e votarla. Qui casca l’asino poiché, non si trova l’accordo sul premio di maggioranza. Allora si rinvia tutto. Il Governo intanto torna sulla Tasi e demanda ai Comuni la facoltà di aumentare le aliquote.
La situazione si aggrava con la bocciatura al Senato del decreto sugli Enti locali. E ancora gli avvocati civilisti bocciano il piano del governo sulla mala giustizia. E a completamento il problema, la disoccupazione che aumenta paurosamente. L’Italia rischia di essere commissariata!

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