Leggo, stamane, sul giornale: … l’appello di Sepe ai giovani: “Posate le armi davanti agli altari, è l’ora del coraggio”.
Sorrido, inquieto e turbato. Si agitano le ampie riflessioni, sedimentate, sulla erudizione dei prelati della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, sul bizantinismo diplomatico della sublimata esperienza di governo –non religioso- della “grande famiglia”. Sul dover leggere, al momento e oltre.
Fermo il pensiero che si attorciglia su una assunta comprensibilità di una coscienza ipotetica, mai di una conoscenza cosciente della vita, elusa. Facile gioco di predominio.
Mi chiedo il perchè Sepe non inviti, sempre “… per dialogare come vecchi amici, con familiarità e confidenza e perchè siete parte della mia grande famiglia …”, nella oggettiva, presente, visione dei disagi –giovanili, sociali, civili- gli inefficienti reggitori della cosa pubblica a lasciare le deleghe “… riservatamente … davanti alla Croce.”.
Perchè Sepe non esorti al consegnare nei “… cestini proprio sotto al crocesfisso … “ gli arricchimenti che si sono procurati e si procurano i profittatori, gli speculatori, i collusi di ogni risma nonchè i poteri forti finanziari che tartassano e impoveriscono i deboli, i puri, i paria. Tra parrucche e stole di ermellino, abbindolamenti e natiche ondeggianti. Nel richiamo alla “grande famiglia”, accolti in abbraccio, tra gli scanni, ad ogni sorta di miracolo.
Come se si morisse solo di coltello e mai di soprusi, di malinconia, di stenti. Dove nuovamente si spegne Francesco, parlando con gli uccelli.
Siamo, sono, senza difesa. Certamente non useremo la stupidità, la malvagità, l’offesa dei coltelli. Poniamo a nostro scudo la sola dignità. Che vogliono ceda. Sotto il peso del moralismo e dell’opportunismo. Tra impoverimenti e insoddisfacibili necessità vitali.
Si dia forza, si dia solidarietà, si dia economia, si dia giustizia. si dia rispetto, sia dia concretezza, si dia imparzialità, si dia stato, si dia onestà, si dia continuità, si dia credibilità, si dia sicurezza, si dia critica, si dia indipendenza, si dia morale, sia dia conoscenza, sia dia consapevolezza. Si dia vita! E, scompariranno i coltelli.
Ma, per le giustificazioni dell’impero occorre il pretesto della pietà. Forse, si riempiranno i cestini. Di coltelli abbandonati o comprati ai mercatini rionali. E attenderemo le scuse, per altri 500 annni.
franchini

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