Perché a vent’anni dal lancio delle vacanze intelligenti ci stiamo facendo ancora stupide code? Domande d’agosto. Sotto il solleone e quindi vagamente più sincere. Perché quando c’è bisogno di una informazione intelligente in autostrada i cartelli digitali sopra le nostre corsie ci dicono: allacciate la sicurezza? Invece di dirci: attenzione 30 km di coda dopo Mestre? Allora messaggio per messaggio invece di impegnare il tabellone digitale delle autostrade erano meglio quei santini o madonnine con calamita che i nostri papà e i nostri nonni si mettevano sul cruscotto della 500 con la foto di noi bambini piccolini e la scritta: pensaci! Sii prudente. Vai piano. Torna a casa Lessie. Amen. Domande d’agosto. Perché il fritto misto nel bagno Gina costa 10 euro e nel Bagno Kilapiù costa 19 euro? Stessi totani, stesso mare, stesso olio. Non c’è niente da ridere. Perché, cambiando anni e mode, sotto l’ombrellone si dicono le stesse cose degli anni Sessanta? E adesso ci si è messa anche la politica per fra tornare indietro memoria e chiacchiere. Chi l’avrebbe mai detto che dopo 40 anni saremmo tornati alla Cassa per il Mezzogiorno, anche se i nuovi la vogliono chiamare Banca. Ma la sostanza, a ben guardare, non cambia. E perché sotto il solleone vogliono farci digerire l’idea che stanno peggio a Palermo che a Sondrio quando in Valtellina, o giù di lì, mediamente ci rimettono 2.200 euro all’anno di sovrattasse rispetto a quello che ci guadagnano invece al Sud, mediamente? Domande d’agosto. Sotto il solleone e quindi più perdonabili di altre fatte in altri tempi. Perché dicono tutti di volere una vacanza serena e rilassante e poi vieni a Milano Marittima e nel triangolo Pineta Type Pepequalcosa c’è il mondo? E di più? Perché salendo sul treno Alta Velocità Freccia Rossa ti senti già più veloce, ma come entri in carrozza e cerchi il numero del posto ti senti lento? E perché dentro i vagoni della Freccia Rossa non c’è niente di rosso? Perché negli Autogrill i panini della Fantasia vanno via che sono un piacere anche di notte e tutto si blocca però nella griglia col formaggio colante? Perche nelle aree di servizio delle autostrade, delle più diverse marche, il povero cliente dopo aver fatto a spintoni per bere un caffè o una bibita fresca servita in fretta deve farsi 5 minuti di gimkana tra cioccolate, vini, della regione patatine fritte pelouche in svendita per arrivare all’uscita e cercare di riprendere il viaggio? E’ il marketing bellezza, ma è anche una sofferenza se uno ha fretta deve farsi comunque il giro dei salumi e dei formaggi, delle riviste e dei dopobarba per uscire dall’autogrill nel quale era entrati semplicemente per bere una cosa. In un Paese civile ci vorrebbe un doppio percorso. Quello del turista che ha tempo per guardare gli scaffali e quello del cliente rapido o del turista con fretta che non ne ha voglia di vedere se la coppa è in offerta o se le patatine alla paprika sono lanciate a due euro. Perché non si fa? Domande d’agosto. Una volta c’era l’invasione degli ultracorpi adesso c’è l’invasione degli ultra tatoo: visti con gli occhi di un cronista che ne ha viste di cotte e di crude, terribili quelle scritte che partono dalle scapole e arrivano alla caviglia. Petti e braccia disegnate e raccontate nei caratteri più strani e improba bili che possono voler dire anche “ebbene sì, io sono un pirla” In cinese antico. Perché in tempi di tasse sul superfluo non si introduce una tassa sui tatuaggi? Lo Stato guadagnerebbe qualcosa proprio sul super superfluo e forse avremmo qualche metro quadrato di pelle in più salva.
Domande d’agosto. Perché scambiamo la memoria con la nostalgia?
Fabrizio Binacchi www.virgola1.splinder.com

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