Ora che dal Donbass provengono notizie che confermano la feroce determinazione di Putin nel perseguire l’obbiettivo di sopraffare l’Ucraina, contro ogni logica e contro ogni norma del diritto internazionale, se non quella della forza, è ancora più chiaro che i tempi che ci attendono saranno molto difficili. Nessun tavolo di pace potrà rimarginare le ferite tra i due popoli (russo e ucraino). E gli equilibri che hanno assicurato una lunghissima pace all’Europa non saranno considerati altrettanto sicuri quanto apparivano in precedenza. I nostri “pacifisti” sulla pelle degli Ucraini già menano vanto di avere previsto quanto sta accadendo. Si sforzano di apparire afflitti per i lutti che – affermano – si potevano evitare se l’Occidente non avesse inviato armi a Zelensky. Sarebbe bastato arrendersi alle pretese di Putin. L’ipocrisia è troppa per nascondere la realtà. Tutti questi diffusori della propaganda putiniana in realtà hanno in odio la civiltà occidentale. Che ha mille e uno difetti, ma rappresenta valori di libertà e democrazia che sopravvivono agli errori grandi e piccoli commessi. Perché è questo il pregio che rende preferibili di gran lunga le democrazie: avere al loro interno la forza di autorigenerarsi che manca ai regimi dispotici come la Russia, già sovietica ed ora putiniana. L’attuale supremazia sul campo di battaglia, lo si vede ogni giorno, rende Putin ancora più ostile a qualsiasi negoziato di quanto già non lo fosse. Del resto, la ridicola menata di volere “denazificare l’Ucraina”, con la quale, all’inizio, ha motivato la sanguinosa aggressione, è essa stessa propaganda della peggiore specie: paragonabile a quella di tanti altri despoti del secolo scorso. L’Ucraina che non si è voluta sottomettere ed oppone una eroica resistenza si dimostra un Paese eroico ed ha tutto il diritto di difendere la propria indipendenza. In Italia abbiamo avuto la fortuna di non doverci difendere perché resi sicuri dall’ombrello della Nato (secondo la efficace espressione di Berlinguer). Ombrello atomico, per chiamare le cose con il loro nome. Lo stesso che rende cauti nei confronti della Russia, e che è alla base delle incertezze circa la strategia da sviluppare per contenere Putin.
Alla luce di questo, nascono per tutti noi, soprattutto per i “pacifisti” a senso unico e sulla pelle degli altri, alcune domande, oggi teoriche, domani chissà. E’ giusto, onorevole e conveniente chiedere agli Ucraini di rinunciare alla loro indipendenza? Se venissimo aggrediti noi, cosa faremmo? Una campagna per uscire dalla Nato per indurre Putin alla misericordia? Lo sappiamo che le alleanze quanto più sono utili, tanto meno sono gratis, economicamente e politicamente? Il pericolo di una terza guerra mondiale (alla quale difficilmente ne seguirebbe una quarta) lo corriamo per colpa di Zelensky che non si arrende o di Putin che aggredisce? L’Ucraina la sua risposta la sta dando. Rappresenta un pericolo anche per noi? Certo, ma pensare che la resa senza condizioni del Paese aggredito sia la soluzione migliore anche per noi non significa essere miopi ma completamente ciechi.
Nicola Cariglia

Grazie per questo commento interessante e ben scritto.
Credo che bisognerebbe smascherare ulteriormente il regime di Putin dicendo chiaramente che è … fascista o nazista. E perché no? Le definitioni che ho trovato di fascismo o nazismo corrispondono perfettamente. Assolutismo, politica ed economia controllata, imperialismo, militarismo, eccetera.
Ottimo articolo che pone domande gravi e serie.