La prima proposta è stata quella del ” campo largo ” . Ora si va ben oltre. Primarie insieme. Ma, in questi casi, la memoria e la storia non vanno dimenticate. Molti anni fa Grillo dismette i panni di comico e veste quelli di capopopolo. La sua è un’invettiva forte contro il “palazzo”, soprattutto contro la sinistra italiana. Il primo j’accuse è nei confronti dei socialisti, ma poi quando il PSI viene spazzato via, l’attacco è nei confronti del PD. Il suo famoso ” vaffa ” viene lanciato in un affollato comizio proprio nella città rossa di Bologna . Poi arriva la candidatura provocazione alle primarie per fare il segretario del PD. Il suo Movimento vince le elezioni. Il suo slogan ” mai col Pd ” porta alla formazione del governo con la Lega. Il primo governo Conte. Anni prima vi era stato lo streaming con l’umiliazione di Bersani. Fino ad allora Grillo non può certo essere definito un riformista o un progressista. Però in pochi mesi tutto cambia. Il suicidio politico di Salvini al Papeete e il crollo elettorale delle europee dei cinquestellati convincono Zingaretti a dar vita al Conte 2. Dura poco. In Parlamento non c’è nessuna maggioranza. Arriva Draghi. I grillini passano dal ” mai con nessuno ” al governo con la Lega, col PD e ora di unità nazionale. Grillo si defila, Conte fa il segretario del Movimento. Ma chi comanda veramente è ancora un’incognita. In questi ultimi giorni Conte ha spesso attaccato Draghi e Letta. Il PD invece nasce da una fusione a freddo tra DS e Margherita, ovvero tra ex PCI e ex della sinistra democristiana. Storie e culture molto lontane tra PD e Grillini. Ora la proposta delle primarie comuni e del campo largo ha tutti i connotati di un rapporto contro natura.
Roberto Caputo

Sì, il rapporto è contro natura, ma nei casi in cui il parlamento è imposto con ingerenze non democratiche come i ” vaffà ” dei 5Stelle, il Quirinale dovrebbe vigilare perché un’elezione vinta da un mediocrissimo capo popolo con mediocrissimo seguito imbufalito per entrare nella casta, sia letta nella sua realtà emotiva, e subito depotenziata con altro ricorso alle urne. Il commemorarista Mattarella, che in assenza di commemorazioni porta a 48 anni la celebrazione per la strage di Brescia, anziché obbedire a una Bruxelles oggi già in via di scioglimento, ma tre anni fa nel terrore degli euroceti ignoranti perché Salvini rima con Mussolini, il commemorarista Matterella appunto doveva farci tornare a votare nel 2019, allora il grande equivoco sarebbe stato chiarito, oggi non avremmo il culto di Draghi, contabile cattolico intoccabile, che sparla del ragazzaccio Putin senza essere assalito dal dubbio che magari Putin rappresenta davvero la Russia. Fette di mediocrità spalmata su fette di mediocrità, infarcita di mediocrità alla crema, ovvero l’eterna cattoItalia.
“””Storie e culture molto lontane tra PD e Grillini. Ora la proposta delle primarie comuni e del campo largo ha tutti i connotati di un rapporto contro natura.”””
Sicuramente! Però, entrambi, sono i cascami delle ideologie disattese e in parte confusionarie degli ex partiti/correnti/fazioni dei loro padri e nonni, che non hanno educato i loro figli e nipoti all’assunzione di responsabilità politiche, di cui loro stessi erano apprendisti e non Magister, specie dopo il ’68! Per tacere, in taluni, della loro presunzione di conoscenza che permetteva, senza reale contraddittorio, di prendersi sul serio per essere presi sul serio