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Domande ai dirigenti del P.S. e non solo

Questo centro/sinistra fa schifo agli italiani e non è più votato da fette sempre più consistenti di elettorato incazzato. C’è il rischio di perdere in 9 regioni su 13 e rimanere al governo solo nelle regioni della cintura rossa. Di Gino Di Maro

di Gino Di Maro | 9 Settembre 2009

Caro compagno Riccardo Nencini,
care compagne e cari compagni dirigenti del P.S.,

riscontrando un notevole malessere nella base socialista, sia per il magro risultato elettorale ultimo sia per la conduzione del PS, Vi formulo alcune domande che tengono conto anche di interrogativi di tante compagne e compagni:

Su Sinistra e Libertà si erano riposte molte aspettative.
Tuttavia la lista per le europee è risultata chiusa e di scarse novità, è stata presentata all’ultimo minuto (con un’autolimitazione dei tempi della campagna elettorale), non c’è stata una presenza di dirigenti o candidature di richiamo del PS in ben due circoscrizioni su cinque, ma soprattutto si è riscontrata una scarsa presenza dei giovani in lista con la mera riconferma di Alessandro Battilocchio e le candidature di Marco Di Lello e di Luca Cefisi.
**** Domande: A) Ci sono stati altri inviti a giovani socialisti ad entrare in lista e si sono rifiutati o ci si è limitati solo a questi? (su questa domanda ci aspettiamo una risposta anche dei giovani socialisti).
B) Non era un dovere d’ufficio da parte del segretario nazionale candidarsi nella circoscrizione Nord-Est e nelle Isole?
C) Perché il progetto di Sinistra e Libertà è stato chiuso al Nuovo Partito d’Azione ed al Gruppo dei 101? (su questa domanda ci aspettiamo una risposta anche dei compagni Pino Quartana e Nicola Cariglia).

Si accusa che Sinistra e Libertà è sembrata, durante la campagna elettorale del giugno scorso, il partito di Vendola, la lista di Vendola, perché la visibilità mediatica è stata data solo al compagno Nichi Vendola.
***** Domande: D) Voi cosa avete fatto perché in televisione è andato solo Vendola?
E) Era stato pattuito in tal senso?

La lista Sinistra e Libertà, nata per le europee da un’esigenza improvvisa, è stata ben caratterizzata da una forte autonomia rispetto al PD se non di antagonismo almeno su punti rilevanti.
A fronte dell’appoggio del PD alla legge che ha sancito lo sbarramento per le europee al 4% si era prospettata, come risposta politica, la rottura nelle giunte locali.
Tuttavia è risultato un abbaiare alla luna perché non solo non c’è stata nessuna rottura, ma nella stessa tornata elettorale c’è stato un quasi generale apparentamento con il PD nelle consultazioni amministrative sin dal primo turno.
Questa contraddizione è apparsa per quello che è agli occhi dell’elettore già deluso dalla politica.
Alla fine questi apparentamenti hanno giocato negativamente.
**** Domande: F) Perché c’è stata una corposa marcia indietro dopo aver prospettato la rottura nelle giunte locali?
G) Perché, nonostante gli inviti rivolti da più parti a non apparentare sin dal primo turno le liste di Sinistra e Libertà (o le altre liste dio sinistra sponsorizzate da PS e Sin. Dem.) al PD, Ve ne siete letteralmente infischiati?

Da più parti, sia dirigenti nazionali che compagni della base, hanno chiesto e chiedono ancora un congresso sia per meglio formulare la strategia di Sinistra e Libertà sia per un esame del voto delle europee/amministrative.
Di fatto il gruppo dirigente, sia sull’ipotesi Sinistra e Libertà così come nei rapporti con il PD, non è molto chiaro mentre si propone, anche a voce del Segretario nazionale, perfino un allargamento all’UDC.
Alle provinciali di Brescia c’è stata un’alleanza con l’UDC.
Ci permettiamo di osservare che, in altri tempi, la strategia del vecchio P.S.I. di aprire al centro/sinistra (ed abbandonare il Fronte Popolare con il PCI) fu decisa in un congresso così come il superamento dei governi della c.d. “unità nazionale”.
***** Domande: H) Strategie ed alleanze politiche ad oggi del tutto inedite e che ci impegnano per i prossimi anni non vanno affrontate con un congresso?
I) A Brescia chi ha deciso la partecipazione del PS nella lista Castelletti apparentata con l’UDC?

L) Nel PS chi decide le alleanze locali?
M) Perché questa autoassoluzione sulla sconfitta elettorale delle elezioni ultime?

La legge elettorale della Regione Toscana (che è stata votata dai due consiglieri del PS) ci porta a discutere dei rapporti PS con il PD.
E’ già la cartina al tornasole delle alleanze che saranno fatte nella primavera prossima in 13 regioni con un centro/sinistra a guida PD. Lo stesso è già stato sconfitto quasi ovunque nelle diverse elezioni regionali/amministrative tenutasi dal 2008 ad oggi.
Questo centro/sinistra fa schifo agli italiani e non è più votato da fette sempre più consistenti di elettorato incazzato. E’ un elettorato storicamente e potenzialmente del centro/sinistra che è passato all’astensionismo o vota liste civiche o del disagio sociale o addirittura vota centro/destra e Lega. C’è il rischio di perdere in 9 regioni su 13 e rimanere al governo solo nelle regioni della cintura rossa.
Tuttavia si nota che, di tutta evidenza, Vi sentite autorizzati a proporre, ovunque, sia pure con sfumature diverse, questo centro/sinistra a guida PD.
**** Domanda: N) Questo aggregarsi ad una prospettiva fallimentare già in partenza non alimenta sospetti? (su questa domanda è gradita una risposta anche da parte del compagno Vendola e dei dirigenti di Sin. Dem.).

Diversi compagni della provincia di Caserta contestano i metodi di conduzione locale del PS e molti hanno lasciato il partito.
Due giovani socialisti molto impegnati, Giuliano Girlando e Luigi Rocca, sono approdati ad altre formazioni politiche. Altri si sono chiusi in un silenzio assordante.
Uno per tutti, ricordo Daniele Delbene.
Durante la riunione della Direzione Nazionale del PS di luglio scorso diversi componenti avevano richiesto di intervenire ed è stato Loro impedito.
Il compagno Lanfranco Turci, che non è l’ultimo scemo della sinistra italiana, ha rassegnato le dimissioni dalla direzione del PS che sono state respinte.
**** Domande: O) Con questi metodi e con queste prospettive, chi si avvicina per prima volta a votare PS o chi pensa di iscriversi al PS per la prima volta, non ne resta scoraggiato?
P) perché non si è entrato nel merito delle dimissioni di Lanfranco?
Q) Un partito, che a buon peso viene dato allo 0,5 , di questo passo non rischia di diventare un partito cartolare?

Gino Di Maro

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, antagonismo, campagna elettorale, dimissioni, elezioni, elezioni regionali, giovani, governo, lega, legge elettorale, merito, Nencini, pd, regione toscana, riccardo, riccardo nencini, sinistra italiana, socialisti, toscana, vendola

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