1- La crisi e le incertezze che caratterizzano dai primi anni Novanta gli assetti e la rappresentanza della società italiana non potranno trovare soluzione confidando esclusivamente in modifiche alla legge elettorale (la salvaguardia del pluralismo delle opinioni e delle minoranze è comunque irrinunciabile )e in operazioni di facciata sui partiti che della crisi sono stati attori determinanti.
Lo stato di confusione e di impotenza politica, di degrado della democrazia, di paura del terrorismo locale ed estero, di instabilità, di mancanza di sicurezza sociale, può essere eliminato con l’apertura di una fase nuova di cui sia protagonista quel filone culturale laico, liberale e socialista, che nel corso della storia d’Italia ha contribuito in maniera determinante alle principali scelte democratiche, civili, sociali e di collocazione internazionale.
E’ questa la condizione per una politica di progresso che realizzi una società basata sulla conoscenza.
Per superare strozzature ed arretratezze che ledono capacità di competere nel mondo, dinamismo interno e coesione sociale tutte le politiche debbono essere fondate su priorità precise:
• l’ampliamento dell’area di libera scelta dei cittadini e delle imprese;
• l’incentivazione della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica;
• il rafforzamento dell’istruzione e della formazione del capitale umano;
• l’adeguamento delle infrastrutture materiali e immateriali;
• la tutela dei beni ambientali e culturali, del territorio, del paesaggio, intesa come scelta di progresso alternativa allo sviluppo insostenibile e requisito essenziale per garantire il diritto del cittadino, della persona, alla “ricerca della felicità”.
L’obiettivo fondamentale è quello di creare progressivamente un’Italia più vivace, nella quale il merito dell’individuo sia la forza principale capace di garantire crescita, progresso ed equità.. Un’Italia nella quale diritti e doveri vadano di pari passo. Un’Italia nella quale la responsabilità dello Stato verso il cittadino sia accompagnata dalla responsabilità del cittadino verso lo Stato.
2- Siamo convinti che solo una salda intesa possa garantire ai laici, liberali e socialisti, un ruolo da protagonisti per una diversa ed indispensabile stagione della politica che faccia crescere una nuova Italia basata sulla ragione e sulla ragionevolezza, contro ogni demagogia e populismo, animata da un amor di patria contrapposto ad ogni razzismo e nazionalismo, decisa a compiere quella rivoluzione liberale che la faccia diventare una nazione più libera e più giusta.
3- Per questi obbiettivi invitiamo giovani, donne, uomini, partiti, associazioni, circoli, che si richiamano ai principi ed alla storia della cultura laica, liberale e socialista, a partecipare ad una assemblea nazionale da tenersi a scadenza ravvicinata con le modalità e nel luogo che saranno successivamente precisati.
Le adesioni possono essere comunicate a: adesioni@pensalibero.it

Era un mio sogno vedere nascere una forza laica,liberale e socialista ed ora che viviamo il precipitarsi di uan competizione elettorale si dovrebbe essere coerenti con le tante cose dette e scritte.
PREPARARSI A CORRERE DA SOLI SENZA RINCORRERE POLTRONE O POLTRONCINE.
FISSATE LA DATA PER L’ASSEMBLEA NAZIONALE DI TUTTI COLORO CHE AMANO LA COERENZA E L’AUTONOMIA.
IO SONO FAVOREVOLE.
LIVIO DA JESI PROV. DI ANCONA
sono una docente superiore, sempre impegnata nel politoco-sociale, attualmente senza “casa” molto interessata ai vostri lavori di laici e democratici
grazie
Paola Salvadori