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Ditelo a Luigi Di Maio: basta la tessera annonaria di antica memoria

Di Maio, potrebbe fare indicare nella tessera fascistissima il tipo di pane a cui far accedere i poveri (in tutti i sensi) italiani: pane con crusca o senza, di prima qualità o di terza.

di Guglielmo Adilardi | 8 Ottobre 2018

Senz’altro la introduzione della tessera annonaria di antica memoria sarebbe lo strumento più economico e semplificato per risolvere il problema del “reddito di cittadinanza”, naturalmente secondo la visione politica-moralista di Luigi Di Maio. Basta aggiungere al pane, olio, burro, pasta, sapone e quant’altro enumerava la fascistissima tessera: vestiti, libri per figli e quello che una mente svantaggiata culturalmente acconsente ad indicare ed il gioco è fatto. Fra l’altro essendo emessa dallo Stato si eviterebbero le sicure speculazioni che nascerebbero dalle carte elettroniche: per esempio a chi affidarne la progettazione e l’emissione materiale (amici degli amici)? Il precedente c’è e se non funzionò fu perché le materie prime, in periodo di guerra, scarseggiarono favorendo il mercato nero e la lunga fila agli sportelli degli alimentari sempre carenti. Addirittura se volesse, sempre il Di Maio, potrebbe scegliere di far indicare nella tessera fascistissima il tipo di pane a cui far accedere i poveri (in tutti i sensi) italiani: pane con crusca o senza, di prima qualità o di terza. L’olio vergine o sverginato? Meglio allora lo strutto, più economico e tendenzialmente più colesterolico (più ne muoiono, più risparmiamo) e così via !

Non dimentichi Di Maio i quaderni del Provveditorato scolastico per gli studenti poveri, quelli con la copertina nera e i bordi rossi, sopravvissuti fino agli anni ’50 dell’altro secolo, che i bambini indigenti ebbero in dotazione nelle scuole elementari, mentre i figli dei ricchi, biondi con occhi azzurri e bellissimi, già orgogliosamente sbandieravano in classe i loro quaderni coloratissimi: monito per la vita futura per i minus habentes, i quali avrebbero avuto sempre una vita grama ed il lavoro a 14 anni.

 

Guglielmo Adilardi

 

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, lavoro, mercato, studenti

Info Guglielmo Adilardi

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Enrico Martelloni

    8 Ottobre 2018 alle 19:57

    E’ così Guglielmo, ma i quaderni con la copertina nera e i bordi rossi….mi hai fulminato…me li ricordo anche io che cominciai la scuola nel 1970 ! Le tessere annonarie di epoca fascista, esistevano anche in quella comunista. In Unione Sovietica fino agli anni novanta per zucchero e detersivi, mentre per prendere un po’ di carne con molti ossi, facevano comunque lunghe code davanti ai negozi.

    Rispondi

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