Che dire, che ci aspetta? Etica in politica o politica etica?
Intanto rimaniamo in fervente attesa della spiegazione che Giggino ci darà in merito alle spese immorali e a quelle etiche e, in subordine, come farà/ farebbe a verificare e constatare le medesime.
D’altro canto, da europeisti convinti quali siamo, non possiamo non rivendicare la libertà di esprimere tutta l’ insoddisfazione per questa Europa dei portafogli e degli egoismi organizzati. Questa burocrazia europea ha tradito le speranze di tutti noi, con i fondatori Adenauer Schuman De Gasperi e poi Brandt, Delors ed altri. E’ mancato il coraggio, la visione, la volontà, di costruire una entità politica comune, ci siamo seduti sul binomio condominiale Franco-Tedesco mentre un improvvido allargamento, forse con Prodi, ha complicato le cose. La crisi globale poi ha esaltato i limiti e le contraddizioni di economie diverse che non possono camminare insieme e tantomeno essere in simbiosi. Siamo schiacciati da due forze contrarie, come nella deriva dei continenti prodromica di catastrofici terremoti. E’ probabile che tra 250 milioni di anni il nostro Paese sia schiacciato tra Asia e America. Nel frattempo infatti Cinesi Russi e Americani premono ai labili confini per azzannare deglutire e digerire i bocconi migliori mentre torme di disperati migrano credendo di trovare un futuro. Per convinzione personale, disperazione vera o abbagliati e allucinati dagli specchietti per le allodole di delinquenti seriali travestiti da salvatori umanitari. O semplicemente per sfruttare quel welfare che rischia di perdere anche chi è nato vissuto cresciuto e invecchiato qui.
Bisogna cambiare regole e mentalità ma servirebbero leader politici di spessore che al momento scarseggiano. O non ci sono affatto. O per lo meno non si sono appalesati.
Intanto, come loro costume, ci osservano i corvi europei. Moscovici manda irresponsabili messaggi che ci danneggiano e grida al lupo, per la riemersione di destre e movimenti euroscettici. Ma come al solito confonde il sintomo con la malattia.
Lui, il vicepremierino inteccherito e permanentemente gaio, insieme al suo sodale slabbrato sboccato e caciarone hanno promesso l’irrealizzabile e dunque, con molta probabilità deliberatamente, presentato un DEF che porta al dissesto per poi poter dare la colpa all’Europa e ai mercati. Tanto chi paga il conto sono i cittadini italiani. Pericolosi, ma si sapeva o almeno si poteva ipotizzare. E il peccato originale è di chi gli ha dato l’incarico mettendo le pere con le mele. Aborro la proposizione, ma rende molto bene l’idea.
Era quello che lui voleva. Purtroppo il piano diabolico appare quello di far saltare l’Italia e con questo l’Europa. Ma non è ancora chiaro cui prodest, almeno non per me.
Ma quello che è inquietante è il vuoto assoluto di principi, concetti e postulati dietro ai cinquestelle. Un’armata brancaleone di straccioni rivestiti a festa. Ma, sotto il vestito, niente. Bando alle ideologie stantie e obsolete, ma qualche ideuzza innovativa di base ci vorrebbe. Invece il suddetto movimento è tutt’altro che in moto. Certamente non in avanti, ma , come i gamberi, viaggia vertiginosamente all’indietro recuperando quello che di più vieto desueto o addirittura rancido il passato offre. Il vuoto assoluto di un agglomerato di voti sostenuto, anzi non sostenuto, da alcun principio etico. Termine che il ministrino dei lavoretti deve aver imparato di recente e di cui si è innamorato perdutamente. Mettendolo in custodia nello scrignetto delle allitterazioni e dei pochi lemmi di cui conosce il significato. Forse. Di quelli non memorizzati. A pappagallo.
Carla Ceretelli

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