La vicenda dell’Atac è emblematica del modo di amministrare Roma, ovvero dell’incapacità della Giunta-Alemanno di governare un sistema complesso ed articolato come quello della Capitale, senza dimenticare il fallimento della gestione AMA con le scelte sbagliate sulla raccolta differenziata e sulla scelta di amministratori di azienda scelti con eccessiva superficialità e frettolosamente sostituiti per cercare di limitare i danni.
Sull’Atac in particolare si è misurata la scarsa cultura di governo della giunta Alemanno che ha visto l’azienda cittadina di trasporto pubblico come una mucca da mungere e si è comportata di conseguenza.
Non è altrimenti definibile la decisione di dare vita ad un programma di assunzioni che ha portato all’interno di Atac soltanto impiegati, funzionari e dirigenti senza un adeguato rinforzo di quel personale che è essenziale e centrale all’interno di un’azienda di trasporto.
Infatti in quel blocco di assunzioni (circa duemila) i grandi assenti sono gli autisti; proprio quegli autisti che hanno difficoltà anche a godere dei leciti periodi di ferie a causa dei risicati numeri di risorse umane dedicate a quel tipo di funzione, ma quando si fanno assunzioni si assumono impiegati, funzionari e dirigenti per un impegno di spesa che grava sul bilancio aziendale per circa settantacinque milioni annui di euro.
Una scelta chiaramente clientelare ed altrettanto chiaramente dissennata che ha portato ad una situazione di ingestibilità dell’Atac, talmente difficile da indurre gli amministratori (Presidente, Amministratore Delegato e Presidente del Collegio dei Revisori) nominati dallo stesso Alemanno a dimettersi contemporaneamente a soli sei mesi dalla loro nomina.
Una scelta inconsueta e preoccupante che indica come la navigazione del Sindaco da oggi sia veramente difficile.
Il vero problema è che la difficile navigazione coinvolge un’intera città che ha anche l’onore e l’onere di essere la Capitale del Paese e che non riesce a ritrovare l’autorevolezza per essere davvero Capitale, non solo in termini formali, ma anche in termini sostanziali.
Speriamo che oltre ai danni sopra descritti la giunta Alemanno non ci imponga anche la beffa dell’aumento del costo del biglietto per l’uso dei mezzi di trasporto pubblico.
Alla luce dei fatti sopra descritti sarebbe davvero intollerabile!
E Roma merita qualcosa di più e qualcosa di meglio che un aumento del costo del biglietto per pagare i danni di parentopoli e delle scelte sbagliate di Alemanno.
Massimo De Simoni

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