Disastri ambientali, degrado delle aree dismesse urbane e scuole a pezzi, i sindaci presentano il conto al premier Renzi
“Riteniamo che si debba affrontare con urgenza la questione, non solo dal punto di vista delle opere per il dissesto idrogeologico ma anche per ciò che riguarda le procedure normative che oggi non dicono con chiarezza chi deve fare cosa”
Disastri ambientali, dissesti idrologici e tensioni abitative nelle aree degradate dei grossi centri urbani e nell’hinterland delle nuove città metropolitane, i sindaci dicono basta e presentano un piano di intervento realistico al Governo. Non danno tregua le 8500 fasce tricolori che dopo l’estate hanno deciso di “presentare il conto salato” al loro ex collega e attuale premier. I sindaci hanno dunque scritto la parola fine alla breve luna di miele con Renzi al quale chiedono di non dimenticare la duplice esperienza di presidente della Provincia e sindaco di Firenze per aggredire con decisione e pragmaticità i problemi che affliggono il Paese e che inevitabilmente vengono scaricati sulle spalle dei responsabili delle comunità locali, coloro i quali ancora per via elettiva hanno il diretto contatto con i cittadini che con il voto gli affidano la conduzione della città e l’amministrazione delle ormai esigue risorse finanziarie derivanti per lo più dalle tasse cittadine. E dopo la serie di richieste da inserire nella prossima legge di stabilità ecco arrivare il piano degli interventi e delle priorità degli enti locali.
“C’è la disponibilità del governo per la convocazione di una Conferenza Unificata straordinaria da dedicare al tema di attualità in queste ore, quello del maltempo che ha messo sott’acqua mezza Italia. Riteniamo che si debba affrontare con urgenza la questione, non solo dal punto di vista delle opere per il dissesto idrogeologico ma anche per ciò che riguarda le procedure normative che oggi non dicono con chiarezza chi deve fare cosa”. Così il sindaco di Catania e presidente del Consiglio Nazionale Anci, Enzo Bianco, al termine della riunione di Conferenza Unificata svoltasi sabato a Roma al ministero degli Affari regionali.
“Oggi – ha continuato Bianco – nella mia città sono caduti 30 centimetri di acqua, l’equivalente di quattro mesi di precipitazioni. In Sardegna sono stati chiusi gli aeroporti, in Calabria la pioggia è tutt’ora incessante. Ci stiamo spostando verso un clima tropicale, il che necessita di risposte urgenti. Sulla nostra proposta – ha aggiunto il sindaco di Catania – c’è stato il pieno consenso anche da parte di Regioni e Upi e già la riunione dalla prossima settimana potremmo riunirci per discuterne”. Bianco ha poi riferito del parere favorevole dato dall’Anci sullo schema di decreto della presidenza del Consiglio, riguardante l’approvazione del bando per presentare progetti, da parte dei Comuni, da inserire nel Piano nazionale per la qualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate. Nel sottolineare il “buon lavoro svolto” dagli uffici competenti dell’Anci “per migliorare un testo che in origine presentava molti punti critici”, il sindaco di Catania ha ricordato che “entro il 30 novembre le città potranno presentare domande per progetti che possano rendere più vivibili aree ad alto disagio sociale. Parliamo di scuole, palestre, piste ciclabili, per cui il governo ha stanziato circa 200 milioni di euro. E’ un intervento di grande valore – ha rimarcato Bianco – in cui sono state contenute le nostre indicazioni di semplificazione e dove, sempre su nostra proposta, sono presenti due indicatori che incideranno nei parametri per l’accessibilità delle domande: l’indice di disagio sociale, ad esempio il numero di senza tetto e la presenza di migranti nei quartieri, e l’indice di disagio edilizio”.
Alla riunione di sabato ha partecipato anche il primo cittadino di Chieti e delegato Anci al Personale Umberto Di Primio, il quale ha riferito del parere negativo dell’associazione sul primo punto all’ordine del giorno, riguardante la riduzione del personale extrascolatico (ATA) a partire dall’anno scolastico in corso. “Un collaboratore scolastico ogni 40 alunni disabili – ha detto Di Primio – e chiaramente insufficiente, per questo abbiamo dato parere negativo anche in considerazione del fatto che gli alunni coinvolti sono distribuiti in più plessi”. Parere favorevole, invece, per quanto riguarda i fondi (pari a 963 milioni) sulla prevenzione del sismico “ma condizionato – ha rimarcato il primo cittadino abruzzese – all’accoglimento di due emendamenti. Avevamo richiesto un aumento della attuale quota in modo da destinare una parte ai comuni che fin’ora non hanno ricevuto un sostegno per la realizzazione delle attività. La richiesta era di aumentare dal 2 al 4%, la quota destinata alle Regioni per le spese inerenti e tramite accordo tra Regioni e Anci regionali, il 2% di questa quota potesse andare a sostegno dei Comuni, su cui grava un’onerosa istruttoria amministrativa legata alla gestione dei contributi diretti agli edifici privati. Abbiamo infine espresso una raccomandazione – ha concluso il sindaco di Chieti – affinché i fondi non più destinati alle Province autonome di Trento e Bolzano vadano ad attività di prevenzione sismica e non alla generalità di bilancio dello Stato”.

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