Improvviso come un temporale d’estate è arrivato il Brexit. Fino all’ultimo quasi tutti gli osservatori non se lo aspettavano e sono andati a dormire tranquilli e fiduciosi nel piccolo ma costante vantaggio dei Remain. Il risveglio è stato duro, la Sterlina perdeva già il 9% e la Borsa Italiana l’11%, soprattutto i bancari.
Saranno guai: piccoli guai per l’Inghilterra, grossi guai per noi. Sì, perché il così detto effetto domino aumenterà la fragilità del sistema europeo e la BCE ha predisposto difese nei confronti dell’Euro ma non può predisporre, per ora, difese nei confronti dei Titoli di Stato. Gli stati più deboli, come l’Italia, saranno presi di mira. Non è una congiura, semplicemente gli amministratori di fondi internazionali ridurranno la loro esposizione sui Titoli degli Stati appartenenti a un sistema come quello europeo che si infragilisce. Lo farebbe chiunque e lo faranno anche gli italiani quindi vedremo lo Spread dilatarsi forse come ai tempi di Berlusconi.
Resisteranno le Banche italiane a queste pressioni? Non sarà necessario fare qualche operazione come negli anni ’30 a carico degli azionisti e dei portatori di obbligazioni subordinate?
Il panorama è cupo e popolato da urlatori cretini che vociano contro l’Europa senza sapere neppure cos’è e vogliono il ritorno alla Lira cioè la banca rotta completa.
Ancora una volta al di là della Manica si sono create le condizioni perché il blocco continentale fallisse come a Waterloo e come nel ’44 sulle spiagge della Normandia.
Ai posteri stabilire di chi è la colpa. Noi non ne abbiamo né il tempo né la voglia.

L’Inghilterra ha mandato un messaggio. I risultati li vedremo fra un’anno . La mia paura è che questo governo di imbelli ne approfitti per tirarlo ancora di più in tasca agli italiani. Comunque seguo molto visceralmente la politica italiana ed ho poche regole. La più importante è questa: se Napolitano si schiera da una parte la cosa giusta da fare è schierarsi dalla parte opposta. Napolitano è quel socialdemocratico che inneggiava ai carrarmati russi che ‘pacificavano’ i rivoltosi contrari al regime russo. Io lo ricordo benissimo e non potrò mai dimenticarlo. Oggi pensare ad altri interessi !!! Auguri senatore a vita…Auguri
Anch’io ricordo Napolitano ma i tempi sono profondamente mutati,e col mutare dei tempi, mutano anche gli uomini e le loro idee politiche.
Pregiatissimi, ho letto l’Art. del Sig. Propersi, che condivido, tralaltro quelli che urlano sono dei cialtroni che mangiano stando in Europa e non vanno mai alle riunioni, prendono una caderba di EURO e ci prendono pure in giro, ma è tutto il sistema politico-economico italiano che è da vomitare, poi pensavo che si costruisse una EUROPA DEGLI STATI UNITI, invece non ci siamo riusciti e quindi ognuno va dalla sua parte, ma questo va bene a chi fà politica, in tal senso può programmare leggi a suo favore, rubano ma non gli vengono presi immediatamente tutti i beni a risarcimento, anzi vengono rieletti e immunizzati, andiamo a votare con leggi che non ci fanno scegliere i politici che dovrebbero rappresentare ed allora cosa pretendiamo?
Siamo un popolo di ignoranti, pecore e . . . . . , però se le cose vanno come successe in Argentina vedrete che lo scossone avverrà a me spiace per la mia nipote, personalmente ho oltrepassato due volte il mezza del cammin di nostra vita.
Raffaello da Montepulciano
Certe volte le cose girano in bene e anche oggi dobbiamo sperare, proprio per i nipoti che lo facciano. Per ora c’è solo la Confederazione Europea. Speriamo che si vada verso la Federazione, cioè gli Stati Uniti d’Europa: ci sarebbe un miglioramento nella fiscalità, nella giustizia e nella sicurezza con una polizia federale.