“In un ambito di globalizzazione imperante è sempre più strategico lanciare tutti insieme la cultura della Toscana, riconoscersi come toscani e investire, non solo economicamente, sul nostro territorio. E non si può perseguire questo obiettivo senza una vera discontinuità. La questione è politica, di cultura politica di prospettiva e di strategia. Concretezza e chiarezza sulle responsabilità che hanno portato la Regione ad una crescita zero sono i punti irrinunciabili per una vera discontinuità e la base reale per un qualsiasi confronto.”
Sintetico e stringente il commento del Presidente del Gruppo Regionale di Forza Italia Maurizio Dinelli sulla proposta di Piano Regionale di Sviluppo 2006-2010 presentato al Consiglio regionale dalla Giunta Martini.
“Ma la notizia del giorno – aggiunge il Consigliere regionale di Forza Italia e Vicepresidente della commissione “Attività produttive” Alberto Magnolfi – è che la Giunta regionale ha trovato l’accordo con Rifondazione. Non siamo ancora al ‘lieto evento’ – precisa – ma se si facesse un test di gravidanza quest’ultimo risulterebbe sicuramente positivo”.
“Forza Italia – continua Magnolfi – è disponibile a confrontarsi sul nuovo Piano regionale di sviluppo ma nella serietà, nella trasparenza degli equilibri politici e sulla concretezza delle questioni.
La giunta non può da un lato parlare di ‘discontinuità’, di ‘cambiamento’, di ‘liberalizzazione’ e dall’altro varare una soluzione politica che va nella direzione opposta a quella annunciata. Un documento con aperture liberali festeggiato con Rifondazione sarebbe un miracolo e i miracoli significano sempre ambiguità.”
“La Toscana – incalza Magnolfi – non ha bisogno di apertura al nuovo di tipo stilistico o formale ma di una svolta coerente e chiara con gli obiettivi che il documento preliminare propone. In tal senso Forza Italia continua l’opposizione costruttiva di sempre presentando una mozione che impegna la Giunta a seguire i seguenti atti di indirizzo nelle future consultazioni:
1) rilancio della competitività toscana in modo da determinare per le imprese un contesto favorevole alle sfide poste dalla globalizzazione;
2) recupero della centralità della persona con particolare riferimento alla cultura, all’istruzione e alla formazione non solo per la tenuta morale e civile della società ma anche per gli aspetti connessi allo sviluppo socio-economico;
3) realizzazione di un ‘welfare della responsabilità’ che non assorba risorse eccessive e sproporzionate per autoalimentarsi a svantaggio dell’assistenza a tutte le fasce della cittadinanza”.
“Il confronto è aperto. Le nostre proposte ci sono. Adesso – concludono Dinelli e Magnolfi – la palla passa a Martini e alla maggioranza. Rifondazione o un’apertura liberale al mercato? La Toscana attende una risposta chiara e strategica.”

Lascia un commento