Laicamente: siamo convinti che le unioni di fatto debbano essere sancite legalmente in maniera più forte e solenne di quanto non sia oggi previsto ricorrendo alle semplici norme del codice civile.
Pensiamo inoltre che il DDL licenziato dal Governo sia un guazzabuglio. Ma ci fidiamo di Emma Bonino che ha detto che- se non altro- esso ci consente di dire che non siamo il Paese di Zapatero, ma nemmeno quello del Cardinale Ruini.
Anche Daniele Capezzone ha detto qualcosa che ci appare sensato: il governo avrebbe fatto meglio a non intervenire con un suo disegno, ma a lasciare che il Parlamento discutesse le proposte già depositate. Secondo l’esponente radicale avremmo guadagnato tempo perché la “calendarizzazione” nei lavori del Parlamento, essendo le proposte già depositate, sarebbe stata più celere.
Ed è questo il punto, secondo noi, che rivela il cinismo della partita che la maggioranza sta giocando sui DICO, ex PACS.
E’ fondato il sospetto che si tratti di una partita nella quale tutti i giocatori bluffano; e nessuno andrà mai a vedere il bluff.
Per un motivo assai semplice: il DDL si DICO finirà su un binario morto, e tutti si salveranno la coscienza. Prodi, che ha potuto menar vanto di essersi imposto e messo d’accordo gli alleati, salvo Mastella. Il leader dell’Udeur e ministro della Giustizia, che può tranquillamente affermare che non esiterebbe a lasciare il governo se fosse messo con le spalle al muro di dover votare il disegno di legge; i Teo-dem di Carra e della Binetti, che possono strizzare l’occhio ai referenti del Vaticano, assicurandoli che, tanto, non si arriverà mai in porto, per cui, è inutile irrigidirsi troppo.
Ecco, se questo dovesse essere il seguito del film, assisteremmo per l’ennesima volta alla tipica furbata all’italiana; con i soliti ingredienti: cinismo, ipocrisia, irresponsabilità.
DICO A SINISTRA
E’ fondato il sospetto che si tratti di una partita nella quale tutti i giocatori bluffano; e nessuno andrà mai a vedere il bluff.

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