Ancora giorni tristi per il mondo e per l’Ucraina.
Nonostante i ripetuti appelli alla pace del Papa e del Segretario ONU Gutierres, nonostante la dichiarazione di apertura alle trattative da parte del leader turco Erdogan, prosegue la assurda e inaccettabile strage, sia causata dalle battaglie, sia dei civili.
La pace appare ancora lontana e condizionata a ipotesi in divenire soltanto nel prossimo anno.
Allo stesso tempo prosegue la formazione dei piloti degli aerei F16 che, parallelamente, sviluppa una deterrenza considerata postbellica, pure a fronte di una guerra che sembra interminabile.
Triste e tragico il passare quasi quotidianamente di lunghe file di cortei funebri che provengono dal fronte. Sembra quasi di essere tornati alle guerre di trincea del 1915-1918.
Addirittura sfilano cortei con 9 carri funebri e lunghe file di auto di familiari con le bandiere.
Gli allarmi aerei proseguono ogni notte e ogni giorno, a scandire il ritmo della prima guerra della storia umana dove i droni e i missili hanno il ruolo predominante, quasi a annunciare le guerre del futuro.
La neve ammanta tutta l’Ucraina in questi giorni,del manto della natura, quasi a ricordare che non esiste solo la guerra, esiste la natura, le stagioni, la vita.
I due lider maximi sono stanchi, sia Putin che Zelensky sembrano due lottatori al termine della lotta, anche nel loro aspetto fisico, i popoli sono stanchi, le madri e mogli dei soldati russi sono arrivate a protestare per la prima volta davanti al Cremlino, qui in Ucraina negli Oblast come a Kiev sono state predisposte, vicino o nelle piazze principali, lunghe serie di cartelloni di foto dei caduti in guerra, con le date di nascita e della scomparsa, davanti ad esse i familiari depongono ceste di fiori e luci votive, secondo la usanza ortodossa.
I leader che hanno causato questa guerra, in primis Putin e i mercanti e produttori di armi che lucrano affari d’oro da questa guerra, non si rendono conto del male e delle sofferenze prodotte dalla guerra: dovrebbero trovare il coraggio di guardare le foto delle vittime, di quelle civili, spesso non ricordate neanche da memoriali pubblici. come di quelle militari, segrete e ignorate, dal lato russo.
Sono volti sereni, quelli delle foto, di migliaia di giovani, o di quarantenni militari, per non dire dei volti dimenticati e cancellati di migliaia di famiglie, delle vittime civili.
Dovrebbero trovare il coraggio di guardare le foto dei migliaia di bambini morti, senza senso, da entrambe le parti.
Una vittima civile o militare è prima di tutto i
un essere umano, una donna, un uomo, una bambina, un bambino, una famiglia.., non è un numero, per gli affari o per le strategie politiche e militari.
La più grande sconfitta di questa guerra è quella collettiva del senso di umanità, che si associa alla sconfitta della diplomazia e della politica, come mezzi di risoluzione pacifica delle controversie internazionali.
Le città e i paesi ucraini sono percorsi, anche durante le nevicate, da militari con lo zaino e in tuta mimetica che partono per il fronte e sicuramente avviene lo stesso dal lato russo. La tragedia di ogni guerra, di ogni tempo, partire verso la distruzione per tornare distrutti o dopo aver distrutto.
Tragedia lasciare a casa mogli, mariti, figli, fidanzati, genitori, amici, interrompere la vita, finire la vita, perché un dittatore o un nazionalismo hanno scatenato un conflitto.
Vivere una guerra mondiale o continentale, ogni cento anni, almeno una volta al secolo, sembra un evento fisiologico, mentre è solo frutto della incapacità umana di dialogare e di trovare soluzioni razionali, pacifiche. E ogni secolo il vento del nazionalismo e dell’odio attraversa l’Europa, così come, ancora più spesso, attraversa tante regioni del mondo
L’homo homini lupus diviene il nomos di questo Leviatano u che attraversa la storia umana, in cui il fuoco della guerra spenge con il vento dell’odio, la fiaccola della civiltà.
In quella che è la comune specie umana, popoli fratelli si annientano a vicenda, in nome della conquista o difesa di territori che diventano una pura espressione geografica, come affermava Metternich, al servizio di progetti neoimperiali.
Non esistono gli ucraini di Kiev o di Odessa o di Donetsk, esistono gli ucraini, e non sono i russi del sud, ma gli europei dell’est, anche se talvolta la Storia sembra dimenticarlo.
Leonardo Dini

Ucraini e moscoviti, non sono mai stati fratelli, questa è un errore, né c’entra Metternich: l’uso di ” espressione geografica” ,vale non solo per il diplomatico e per la Storia così come per la geografia, in riferimento all’Italia pre unitaria.
Trattasi di invasione di Mosca in Ucraina e nulla più.
Non sono ” due leader Maximi” .
Zelensky è il presidente di una democrazia succeduto a Poroshenko.
L’altro un criminale che da inizio secolo distrugge popolazioni, annette regioni, invade gli stati confinanti come la Georgia e appunto, l’Ucraina, uccide giornalista e oppositori, compie stragi.
Zelensky non ha provocato nessuna guerra, questo è falso e fuorviante.
La Guerra è cominciata nel luglio del 2014 a illovainsk con l’invasione dei carri armati di Putin, l’occupazione della Crimea, e del Donbass attraverso infiltrazioni militari e spie.
Gli ucraini difendono la propria patria con forza, orgoglio e volontà, basta andare a vedere di persona.
Chi ha le maggiori perdite, sono gli invasori che al 24 febbraio prossimo avranno perso 400 Mila uomini; 200 Mila ad anno di guerra con un rapporto di 8 a uno, mentre dovendo occupare Kyiiv in tre giorni.
Dipingere L’Ucraina come vittima e vero, ma per i crimini compiuti dai moscoviti.
Ed è vero che sono ucraini, dai Carpazzi ad Efedosia, cioè alla Crimea.
Ma soprattutto, quello che viene qui descritto come non essere “russi del sud” è un errore in termini.
Non solo non esistono”russi del sud” , ma ciò che comunemente vengono definiti russi, tali non sono. Sono della Rossiya e non russi. Gli unici Rus sono gli ucraini, cioè gli slavi del sud, ex variaghi, cioè in parte vichinghi, Ruteri.
I moscoviti sono di origine ungoro finnico e mongolo tartari cioè asiatici, per la stragrande maggioranza. L’invasore ha perso più soldati di fede musulmana che atea: ciukci, ikuti, uzbeki ed altre popolazioni della profonda Asia, nonché delinquenti fatti uscire dalle prigioni.