Di Maio e Salvini sparacchiano contro Bankitalia e contro la Consob. Tutto questo alto vociare mentre la produzione industriale a dicembre è scesa del cinque per cento e il PIL è fermo allo 0,2 e lo spread è ritornato a galoppare. Per non farci mancare nulla si rafforza il nostro isolamento in Europa con la grave rottura con la Francia, che rischia di provocare guai seri ad Alitalia e a Fincantieri. Si gigioneggia col reddito di cittadinanza , ma non si aprono i cantieri. Si è ormai in recessione, ma non vi è nessun segnale di una progettualità futura che possa far ripartire l’ economia. La situazione è indiscutibilmente grave e la corsa verso un baratro finanziario è più che un ‘ ipotesi pessimista. Ma il governo gialloverde gode ancora del consenso degli elettori e in una democrazia sono i voti a decidere. Il pericolo è quello di un improvviso risveglio. Se dovesse arrivare una patrimoniale od un prelievo forzoso sui depositi dei risparmiatori la condizione potrebbe degenerare e scivolare in tragedia. Quando si fruga nelle tasche dei cittadini le conseguenze sono molteplici. Film già visto. Oltretutto nell’ assenza di una forza credibile di opposizione: Oggi non vi è nessuno in grado di rivendicare una eredità anche misera. Infatti il vecchio Pansa ha profetizzato un governo tecnico sostenuto dai militari. In fondo il Sudamerica non è poi così lontano.
Roberto Caputo

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