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Di , a , da , in , con , su , per … Sono stato spiegato ?

I miracoli linguistici nel Paese dove il Forse suona, si manifestano anche di fronte alle accuse al governo per la vicenda Telecom dell’ambasciatore Usa Spogli e del commissario europeo Kroes.

di Franco D'Alfonso | 24 Aprile 2007

La lingua italiana non è tra quelle ufficiali europee , ma non possiamo negare che l’apprezzamento per musicalità, complessità , tono della stessa sia elevato , per esempio , fra i tedeschi o gli stessi inglesi : almeno un ruolo, una nicchia idiomatica , accanto a quella musicale ed a quella elioterapica , ci rimarrà comunque.
Dovremmo però cercare di non abusare di questo “atout” di cui disponiamo , ma l’eccesso , si sa, è la nostra cifra.
Così gli “americani” del Partito Democratico , lungi dal recepire l’approccio semplificatorio dei texani che sono pure al governo e per i quali tutto è bianco e nero, i buoni sono buoni ed i cattivi sono cattivi , si sono lanciati in un sofisticatissimo uso delle preposizioni per definire la collocazione europea della neonata , ancorchè a gestazione elefantina, formazione politica : per Fassino sarà “nel” Pse , o forse “nell’ambito” , più probabilmente “nei pressi” ; per Rutelli mai “ in “, ma sempre “col “ ; per Marini , mai “in” , per un po’ “col” , fra poco “proveniente da” e presto “fuori” ; per Veltroni è da sempre “sopra” oppure “oltre”” ; per D’Alema “sotto” , nel senso delle sue scarpe , come qualsiasi cosa ardisca stagliarsi di fronte ai suoi baffi ; per Prodi “serenamente” , “ chiaramente” , “senza alcun dubbio” non si sa “dove” . Il compagno Schultz, forse perché un po’ crucco , non capisce , ma tutti insieme i Democratici Italiani esultano , perché hanno trovato l’accordo !
I miracoli linguistici nel Paese dove il Forse suona, si manifestano anche di fronte alle accuse al governo per la vicenda Telecom dell’ambasciatore Usa Spogli e del commissario europeo Kroes : il nostro premier ha fatto notare come l’ambasciatore , essendo italo-americano , non abbia una grande padronanza di nessuna delle due lingue e quindi è stato equivocato e non si è spiegato ; mentre la lettera del commissario europeo era una “circolare” indirizzata a tutti i paesi membri della Ue nei quali esista una compagnia telefonica indicata dall’acronimo “tele(fono) – com(pany)”. Probabilmente cullati dalla cantilena appenninica di Prodi nessun giornalista presente alla conferenza stampa nella quale venivano propinate queste storielle si è sentito in dovere di ribattere , mentre i funzionari Ue hanno chiesto di sbobinare e tradurre le parole del capo del governo italiano , sentendosi rispondere che gli unici specialisti in grado di effettuare tale operazione sono impegnati a tempo pieno a decrittare intercettazioni in Afghanistan , ragione per la quale si è ritenuta chiusa la questione.
Oltre tutto i poveri analisti europei , dopo aver tirato un sospiro di sollievo per non dover più tradurre in simultanea le posizioni politiche del past-president Berlusconi ( quando lo facevano in consecutiva scoprivano che quello aveva già cambiato idea e stava parlando d’altro) , si sono ritrovati nell’impasse di capire la nuova politica del Vaticano ed i rapporti con la politica italiana, diventati un problema quotidiano come il giorno dopo la breccia di Porta Pia : il ritorno del latino , con la raffica di “non expedit” indirizzati ai politici italiani ; le positive risposte alla tutela della famiglia da parte di leader politici che, probabilmente proprio a causa dello sviscerato amore per la stessa , ne hanno almeno due; il rifiuto delle “coppie di fatto” brandito da leader che vivono ed hanno vissuto come “famiglia di fatto” con prole negli appartamenti di Stato ; la difesa della “radice cristiana” della civiltà occidentale da parte di seguaci dei culti celtici e druidici , con tanto di raccolta e bevute da ampolle padane.
E poi , si sa , in italiano le preposizioni sono di,a, da, in ,con , su , per, tra , fra ; però ci sono anche gli avverbi prepositivi , gli aggettivi sostantivati …

Franco D’Alfonso

Pubblicato in : Primo piano

Info Franco D’Alfonso

Conseguita la laurea in Giurisprudenza alla Statale di Milano, prosegue gli studi con il Master Business Administration, MBA conseguito alla Scuola di Direzione Aziendale dell’Università Bocconi. Dal 1984 al 1998 è stato manager in Fininvest e Mediaset, dove ha ricoperto la carica di direttore delle produzioni internazionali. La sua vita professionale in ogni caso è principalmente incentrata sulla consulenza aziendale nel campo della telecomunicazione e dei media, con esperienze in Alfa Romeo, Finmeccanica e Italtel. E’ stato inoltre amministratore delegato di numerose aziende in settori diversi, dalla discografia al turismo. Giornalista pubblicista dal 1975, è editorialista per quotidiani e periodici locali e nazionali. Socialista storico milanese, è animatore di vari circoli e organizzazioni nati dopo la dissoluzione del Psi. Dal 2006 al 2008 è stato vicepresidente dell’ANMC – Associazione Nazionale Mutilati Invalidi Civili di Milano. Dal 1992 al 1997 è stato Consigliere d’amministrazione del Piccolo Teatro di Milano, nel periodo della direzione artistica di Giorgio Strehler.
E’ stato coordinatore e organizzatore della Lista Milano Civica per Pisapia Sindaco, con il quale ha svolto l’incarico di Assessore al Bilancio.

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