La lingua italiana non è tra quelle ufficiali europee , ma non possiamo negare che l’apprezzamento per musicalità, complessità , tono della stessa sia elevato , per esempio , fra i tedeschi o gli stessi inglesi : almeno un ruolo, una nicchia idiomatica , accanto a quella musicale ed a quella elioterapica , ci rimarrà comunque.
Dovremmo però cercare di non abusare di questo “atout” di cui disponiamo , ma l’eccesso , si sa, è la nostra cifra.
Così gli “americani” del Partito Democratico , lungi dal recepire l’approccio semplificatorio dei texani che sono pure al governo e per i quali tutto è bianco e nero, i buoni sono buoni ed i cattivi sono cattivi , si sono lanciati in un sofisticatissimo uso delle preposizioni per definire la collocazione europea della neonata , ancorchè a gestazione elefantina, formazione politica : per Fassino sarà “nel” Pse , o forse “nell’ambito” , più probabilmente “nei pressi” ; per Rutelli mai “ in “, ma sempre “col “ ; per Marini , mai “in” , per un po’ “col” , fra poco “proveniente da” e presto “fuori” ; per Veltroni è da sempre “sopra” oppure “oltre”” ; per D’Alema “sotto” , nel senso delle sue scarpe , come qualsiasi cosa ardisca stagliarsi di fronte ai suoi baffi ; per Prodi “serenamente” , “ chiaramente” , “senza alcun dubbio” non si sa “dove” . Il compagno Schultz, forse perché un po’ crucco , non capisce , ma tutti insieme i Democratici Italiani esultano , perché hanno trovato l’accordo !
I miracoli linguistici nel Paese dove il Forse suona, si manifestano anche di fronte alle accuse al governo per la vicenda Telecom dell’ambasciatore Usa Spogli e del commissario europeo Kroes : il nostro premier ha fatto notare come l’ambasciatore , essendo italo-americano , non abbia una grande padronanza di nessuna delle due lingue e quindi è stato equivocato e non si è spiegato ; mentre la lettera del commissario europeo era una “circolare” indirizzata a tutti i paesi membri della Ue nei quali esista una compagnia telefonica indicata dall’acronimo “tele(fono) – com(pany)”. Probabilmente cullati dalla cantilena appenninica di Prodi nessun giornalista presente alla conferenza stampa nella quale venivano propinate queste storielle si è sentito in dovere di ribattere , mentre i funzionari Ue hanno chiesto di sbobinare e tradurre le parole del capo del governo italiano , sentendosi rispondere che gli unici specialisti in grado di effettuare tale operazione sono impegnati a tempo pieno a decrittare intercettazioni in Afghanistan , ragione per la quale si è ritenuta chiusa la questione.
Oltre tutto i poveri analisti europei , dopo aver tirato un sospiro di sollievo per non dover più tradurre in simultanea le posizioni politiche del past-president Berlusconi ( quando lo facevano in consecutiva scoprivano che quello aveva già cambiato idea e stava parlando d’altro) , si sono ritrovati nell’impasse di capire la nuova politica del Vaticano ed i rapporti con la politica italiana, diventati un problema quotidiano come il giorno dopo la breccia di Porta Pia : il ritorno del latino , con la raffica di “non expedit” indirizzati ai politici italiani ; le positive risposte alla tutela della famiglia da parte di leader politici che, probabilmente proprio a causa dello sviscerato amore per la stessa , ne hanno almeno due; il rifiuto delle “coppie di fatto” brandito da leader che vivono ed hanno vissuto come “famiglia di fatto” con prole negli appartamenti di Stato ; la difesa della “radice cristiana” della civiltà occidentale da parte di seguaci dei culti celtici e druidici , con tanto di raccolta e bevute da ampolle padane.
E poi , si sa , in italiano le preposizioni sono di,a, da, in ,con , su , per, tra , fra ; però ci sono anche gli avverbi prepositivi , gli aggettivi sostantivati …
Franco D’Alfonso

Lascia un commento