A pochi giorni dall’inizio della 68 edizione del Festival di Venezia esce (il 29 agosto) l’ultimo film di TsuiHark, il regista honkonghese tanto amato da Quentin Tarantino e ai cui film si è spesso ispirato il presidente della giuria della passata edizione.
“Detective Dee e il mistero della fiamma fantasma” è un film da vedere rigorosamente in sala perché le magnifiche scenografie, le coreografie di massa, vanno ammirate sul grande schermo.
Sconsiglio di vederlo in una multisala perché lo spettatore che si lascia affascinare dagli scontri che diventano una sorta di balletto, non può e non deve essere disturbato dai masticatori di popcorn che eventualmente gli siedono accanto.
Qualunque film, dal più stupido al più bello deve poter essere visto nel silenzio della sala, là dove lo spettatore è solo ma in mezzo agli altri che possono provare le sue stesse sensazioni di piacere o noia assoluta, sensazioni che esternerà restando incollato alla sedia o andandosene a metà film,ma che potrà rielaborare solo dopo aver visto senza alcun altro sottofondo se non la musica, le parole, le emozioni.
E tante sono le emozioni che suscita in noi un film di “wuxia pian” (cappa e spada) cui ci ha abituati ZhanYmou
Partendo dalla vita del giudice Di Renjie realmente esistito nel VII secolo, il regista aggiunge alla storia momenti di magia. Ci sono cervi volanti e una città sotterranea dove vengono rinchiusi i condannati che assomiglia all’inferno di Dante, ci sono trasformazioni in animali surreali e tradimenti, invidie e sospetti; tutto gravita attorno all’incoronazione dell’imperatrice, in una sorta di favola per adulti dove lo scontro tra bene e male si unisce al confronto tra uomo e donna, dove gli intrighi di palazzo osteggiano e temono l’incoronazione di una donna.
L’enorme statua del Budda, che avrebbe dovuto rappresentare il trionfo dell’imperatrice, cade sul palazzo al momento dell’incoronazione; il disastro che dovrebbe sommergere la stessa imperatrice e la sua corte, richiama la fine di un’epoca, sembrerebbe il trionfo degli intrighi più biechi, del terrorismo, sarà invece, finalmente, l’inizio di un lungo periodo in cui ci saranno ancora intrighi, invidie e complotti, ma ci sarà anche una diversa gestione del potere.
Una festa per gli occhi, i ricchi costumi, gli scontri all’arma bianca, le lotte che hanno la grazia di un balletto classico, la capacità di scendere dall’alto, quasi in un volo senza fine prima di tornare ad essere creature umane con i piedi ben piantati per terra, ma anche una festa per il cuore, le musiche, le favole, il riscatto di colui che era stato esiliato nella città sotterranea per aver partecipato ad una insurrezione antimperiale, ma la cui correttezza morale non era stata sottovalutata dall’imperatrice il cui potere ha anche il lato oscuro della crudeltà.
Maria Rita Monaco

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