• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Demolito decreto Bankitalia

di Davide Giacalone | 6 Gennaio 2014

Operazione nata male e finita come peggio non poteva. Grossolano dilettantismo e tipica furbizia ottusa.
bankitalia3
La Banca centrale europea ha demolito il decreto legge relativo alla rivalutazione di Banca d’Italia. Di quel che il governo aveva in mente non è rimasta pietra su pietra, dimostrandosi fondati e preveggenti i nostri rilievi. Posto che la superficiale acquiescenza alla propaganda ha fatto scrivere a qualcuno il contrario, ovvero che sarebbe giunto un via libera, adesso solo la vergogna nell’ammettere di avere sbagliato impedisce di bloccare la follia. Solo il generale, e colpevole, silenzio politico (del Partito democratico tanto quanto di Forza Italia) consente di nascondere la sopravvenuta (ulteriore) illegittimità del decreto legge.
Tre sono i rilievi demolitori, mossi dalla Bce. 1. Il primo sembra formale, invece è sostanziale: ci avete chiesto un parere, che era obbligatorio chiedere, il 22 novembre e avete fatto il decreto, quindi un atto legislativo immediatamente esecutivo, il 27, cinque giorni dopo. Quando non solo non avevamo risposto, ma neanche ancora letto le carte. Tanto che la risposta è arrivata un mese dopo, il 27 dicembre. Quattro giorni dopo l’assemblea degli azionisti Bankitalia, ulteriore errore. Attenzione, perché non è una questione di buone maniere, ma l’indicazione del vizio originario che il decreto legge si porta dietro, proprio per avere voluto usare quello strumento. Ci torno dopo. 2. Avete messo nel decreto che la rivalutazione porta il valore di Bd’I a 7.5 miliardi, ma a noi della Bce sembra che il valore debba oscillare fra 5 e 7.5. Ancora una volta, non è un punto formale, perché dimostra che le modalità di calcolo non sono state accettate, il che suona ruvida bocciatura. Posto, come se non bastasse, che se si va a prendere la rivalutazione fatta, per i fatti propri, da banca Carige il valore potrebbe essere di 28 miliardi. Insomma: i (presunti) tecnici hanno fatto cilecca. E lo scivolone diventa tragico in queste parole della Bce: “Bd’I dovrebbe essere sempre sufficientemente capitalizzata, e trovarsi sempre in condizione di creare, consolidare e ricostituire riserve appropriate e commisurate al livello di rischio emergente dalla natura delle sue attività, incluse le riserve costituite da utili non distribuiti”. E questi son ceffoni, perché segnalano l’inaffidabilità della documentazione trasmessa.
3. Il terzo rilievo è decisivo, perché dimostra il dilettantismo, porta un successo ai tedeschi e conferma tutti i nostri dubbi: il maggiore patrimonio portato dalla rivalutazione, destinato ad arricchire i bilanci di poche banche, non potrà farsi valere per il 2013, ma neanche per il 2014. Questo obbrobrio aveva un solo lato positivo, consistente nel mettere alcune nostre banche, le più grosse, in condizione di vantaggio prima della vigilanza europea. Tale unico lato positivo non esiste più. E il perché è esattamente quel che avvertivamo: non ci crede nessuno che le quote eccedenti il 3% (nel decreto era previsto che nessuno potesse possedere più del 5% delle quote, e che a comprare potevano essere anche banche non italiane, in sede di conversione, non ancora definitiva, è stata cancellata la corbelleria degli stranieri che comprano la nostra banca centrale e fissato il limite al 3) potranno essere negoziate, e se non sono negoziabili, se sono solo in conto vendita, non possono essere iscritte a patrimonio per la vigilanza. “Le quote – scrive la Bce – vanno registrate nelle attività detenute per la negoziazione al valore precedente l’operazione” di rivalutazione. Questo perché il decreto “non definisce le modalità di acquisto temporaneo”, da parte della stessa banca centrale. Fine. Il decreto è carta straccia.
Operazione nata male e finita come peggio non poteva. Grossolano dilettantismo e tipica furbizia ottusa. Ora, però, si spera che il Parlamento abbia il buon senso di salvare la rivalutazione, necessaria e corretta, ma cancellando il resto della follia. Tanto più che non avendo alcun effetto immediato è il decreto stesso a essere illegittimo. Altro che affitti d’oro o finanziamento ai partiti (che pure sono cose importanti), qui si assisterebbe a un ciclopico trasferimento di ricchezza pubblica in casse private, senza che questo serva minimamente a fortificare le seconde. Un regalo costoso e inutile. Una tragedia fine a sé stessa. Che altro deve accadere perché le forze politiche maggiori escano dalla sudditanza e dal vile silenzio? Questa operazione può essere fatta mille volte meglio: presentando conti solidi e portando a valori più alti; predisponendo un assetto proprietario che non cada nel portentosamente ridicolo della “public company” (by Saccomanni); tutelando l’autonomia di Bd’I, nonché un lavoro di vigilanza assai più efficace e severo di quello svolto dalla Bundesbank; e usando la rivalutazione per portare solidità all’intero settore bancario, e non solo a pochi soggetti. Si può eccome, ma non procedendo su una strada che noi vedemmo sbagliata e che ora risulta (negli unici aspetti “positivi”) sbarrata.

Pubblicato in : Primo piano

Info Davide Giacalone

Dal 1980 al 1986 è stato segretario nazionale della Federazione Giovanile Repubblicana e dirigente del PRI. Dal 1981 al 1982 è stato Capo della Segreteria del Presidente del Consiglio dei ministri, Giovanni Spadolini. Dal 1987 al 1991 è stato consigliere del Ministro delle poste e delle telecomunicazioni Oscar Mammì. È stato consigliere d’amministrazione e membro del comitato esecutivo delle società SIP, Italcable e Telespazio. Pubblicista dal 1985, lasciata la politica, è direttore de La Ragione e di Smoking, ed editorialista de L’Opinione. È stato anche consulente della Fininvest. Attualmente è una delle firme di Libero e collabora con l’emittente radiofonica nazionale RTL 102.5 dove ogni mattina, da lunedì a sabato, alle 7:10 circa durante la rassegna stampa contenuta nel programma Non stop news, commenta una notizia apparsa sulle prime pagine dei quotidiani nazionali. Da questa esperienza è nato il libro Diario Civile, edito nel 2005. Scrive inoltre articoli pubblicati sul suo sito www.davidegiacalone.it.

Nel gennaio 2010 il consiglio dei ministri (Governo Berlusconi IV) lo nomina presidente di DigitPA, nuova denominazione del “Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione” [5]. Nel 2011 è nominato Presidente dell’Agenzia Nazionale per la Diffusione delle Tecnologie dell’Innovazione, creata da Renato Brunetta, allora Ministro della Funzione Pubblica e l’Innovazione.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti